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Francesco Puglisi, 25 Aprile 2000: Accettabile |
Columbia,
3 Settembre 1999
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Il
tredicesimo piano
di Josef Rusnak
Nella
Los Angeles del presente una società di software crea, al tredicesimo
piano del palazzo che la ospita, un simulatore capace di ricreare con
avanzatissime tecnologie un altro mondo, e precisamente quello della
Los Angeles del 1937, dove persone, anch'esse sviluppate dal computer,
svolgono le proprie attività senza sapere di essere finte. Un
mondo nel mondo, al quale si può accedere, appunto, dal tredicesimo
piano del palazzo, grazie ad una macchina che consente alla mente umana
di essere "trasportata" in quella di una persona che vive nel mondo
fittizio. Il creatore, nonché proprietario di tutto ciò,
Hannon Fuller (Mueller-Stahl) scopre però qualcosa, qualcosa
di anomalo; dopo averlo scritto in una lettera, che lascia al barman
dell'hotel nel 1937, torna al presente, ma viene misteriosamente ucciso.
Il principale sospetto diventerà Douglas Hall (Bierko), socio
di Fuller e destinatario del messaggio lasciato nel passato. Ma le cose
si complicano ulteriormente quando una donna che compare dal nulla sostiene
di essere la figlia di Fuller e si infatuerà di Hall, che tra
un viaggio nel passato ed uno nel presente, scoprirà un'amara
verità...
Tratto
dal romanzo di Daniel Galouye "Simulacron 3", co-sceneggiato dallo stesso
regista tedesco Rusnak, famoso in Germania per alcuni lavori televisivi,
l'ennesimo film sulla realtà virtuale, sui pericoli che essa
può creare (e crea) e sull'intreccio tra i due mondi. Un mondo
nel mondo, ma non contenti di questo, gli sceneggiatori ne hanno aggiunto
un'altro, come in un gioco di scatole cinesi. Ma chi ha un minimo di
"cultura" cinematografica si accorge benissimo che questo film è
un miscuglio (poco riuscito) tra "Matrix" e
"Blade Runner". Di "Matrix" ritroviamo, oltre
al mondo simulato, persino i "déjà vu", ma mentre nel
primo stavano ad indicare un'imperfezione nel sistema, qui ne rappresentano
l'utilizzo. Per quel che riguarda "Blade Runner" poi, ritroviamo non
solo la ribellione ai propri creatori da parte delle "simulazioni" (che
hanno scoperto il tutto), ma pure alcune scenografie, come la casa di
Hall simile, fin troppo, a quella di Deckard nel film di Scott.
Preso
di per sé, lontano dal contesto cinematografico al quale appartiene,
e senza fare confronti, il film è tutto sommato accettabile.
I colpi di scena tendono a non far calare l'attenzione dello spettatore.
Buona la fotografia, anche se le scenografie non soddisfano in pieno.
Una regia nella norma, effetti speciali adeguati, anche se a volte sembrano
non essere stati utilizzati benissimo (si veda la Los Angeles del finale...),
e un buon sonoro. Prodotto da Roland Emmerich, con la sua casa di produzione,
la Centropolis. Musiche (adeguate) di Haral Kloser, e colonna sonora
finale dei Cardigan con "Erase/Rewind". Da notare: il film inizia con
una famosissima frase "I Think, Therefore I am" (Io penso, dunque sono).
Titolo:
Il tredicesimo piano (The Thirteenth Floor)
Regia:
Josef Rusnak
Sceneggiatura:
Josef Rusnak, Ravel Centeno-Rodriguez
Fotografia:
Wedigo von Schultzendorff
Interpreti:
Craig Bierko, Gretchen Mol, Vincent D'Onofrio, Dennis Haysbert, Armin
Mueller-Stahl, Steven Schub, Jeremy Roberts, Rif Hutton, Leon Rippy,
Janet MacLachlan, Brad Henke, Burt Bulos, Venessia Valentino, Howard
S. Miller, Tia Texada, Shiri Appleby, Bob Clendenin, Rachel Winfree,
Meghan Ivey, Alison Lohman, Hadda Brooks, Ron Boussom, Ernie Livey
Nazionalità:
USA - Germania, 1999
Durata:
1h. 40'
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