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Tiziana
Cappellini, 10 Settembre 2005: Poetico |
01
Distribution, 11 Novembre 2005
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La
seconda notte di Nozze
di Pupi Avati
Nella
Bologna del secondo dopoguerra, Lilliana cerca di rifarsi una vita dopo
la morte del marito trasferendosi al sud, presso dei parenti benestanti.
In realtà è Nino, il figlio scapestrato di Lilliana, a
voler dare questa svolta alle loro vite troppo misere e che rischiano
di peggiorare anche di più. Ma a volte, se si dà una mano
al destino, ci può invece essere un futuro migliore...
In
questo film, Pupi Avati offre una pagina di storia degli anni immediatamente
successivi al secondo conflitto mondiale, attraverso la difficile quotidianità
della gente; e lo fa utilizzando anche i suoi tipici toni poetici che
nulla hanno a che fare con il neorealismo, ma che sono comunque interessanti.
In una chiesa
di Bologna si sono rifugiati dei poveri sfollati, che cercano di trovare
un modo non solo per sopravvivere, ma anche per ricominciare tutto da
capo. C'è chi trova dei metodi non proprio ortodossi per far
questo, come Nino, che non disdegna di truffare e derubare gli altri
pur di racimolare qualcosa per tirare avanti. Nino è un personaggio
che, nonostante le sue azioni disoneste, pare ispirare - se non proprio
simpatia - almeno della comprensione. Di questo stesso parere sembra
essere il regista, dato che alla fine gli "permetterà"
di realizzare i suoi sogni. Tuttavia, per quanto si possa essere inclini
all'indulgenza prima di condannare questo personaggio, è certamente
impossibile essere solidali con lui quando è disposto a ripagare
un meccanico offrendogli in cambio la propria madre.
Lilliana
è una donna prostrata dalla guerra, dalla vedovanza e dalle prove
che ancora l'aspettano ogni giorno ma, nonostante abbia dovuto scendere
a patti con la propria coscienza per avere un piatto caldo da chi, più
che il compagno, sembra essere il suo protettore, conserva una profonda
dignità ed onestà. Una sua lettera al fratello del proprio
marito sarà ciò che darà una svolta al destino
ed alla trama, tutto sommato esile, del film. Proprio grazie a questa
lettera, la vicenda pare assumere dei toni fiabeschi, non per le atmosfere,
ma per i contenuti in sé: i parenti poveri che raggiungono quelli
ricchi, il rifiuto deciso di questi ultimi ad accoglierli, ed un principe
azzurro che, innamorato di Cenerentola, aggiusta la situazione che culminerà
nelle nozze. Solo
che, in questo caso, il principe azzurro è il cognato malato
di mente, e Cenerentola-Lilliana non è di certo una ragazza nubile,
ma resta comunque la donna della quale il pover'uomo è sempre
stato innamorato. E non mancano neppure le due sorelle cattive, non
però di Cenerentola, bensì del principe, che ancora non
accettano il disonore gettato sulla loro famiglia da Lilliana, quando
ha dovuto ricorrere al matrimonio riparatore per far nascere Nino. Alla
fine, i rancori si attenueranno e la zucca si trasformerà, per
Nino, in un camion che lo verrà a prendere per portarlo a lavorare
alla realizzazione di un film.
Avati
offre uno spaccato non solo di quegli anni o dell'Italia del dopoguerra,
ma anche della mentalità di allora, fondata su pregiudizi che
generano rancori duri a morire, e che prevede una famiglia così
patriarcale da non lasciare voce in capitolo alle donne, nemmeno se
a capo vi è un povero malato. Ma non è tanto l'ottica
sociologica che interessa al regista, quanto piuttosto la pagina di
storia che ridipinge a tenui colori. Infatti, il povero malato è
uno sminatore, e non lo è per caso: "Chiamano me perché
se muoio io non fa nulla" è l'amara verità che egli
dice. E questo è uno dei momenti del film in cui tale personaggio
dimostra di vederci forse meglio degli altri, nonostante la sua malattia,
e di possedere una fine sensibilità che a volte conta più
dell'intelligenza.
La vera forza
del film sta però nell'interpretazione indovinata dei tre protagonisti,
che interpretano i propri ruoli in sintonia con i personaggi stessi
- e come non menzionare la provata ma composta Lilliana cui da volto
Katia Ricciarelli? - mentre le intenzioni del regista nel trattare il
tema scelto paiono svelarsi in una dedica alla fine del film, che ricorda
i bambini uccisi dagli ordigni bellici non disinnescati.
Percorsi tematici
Guida
al cinema "sfigato" di Pupi Avati - a cura di Paolo
Matera.
I
cavalieri che fecero l'Impresa - di Pupi Avati; con Raoul Bova,
Edward Furlong, Marco Leonardi.
La cena per farli conoscere - di Pupi Avati;
con Diego Abatantuono, Vanessa Incontrada, Violante Placido, Inés
Sastre.
Il cuore altrove - di Pupi Avati; con Neri
Marcorè, Vanessa Incontrada, Giancarlo Giannini.
Regalo di Natale - di Pupi Avati; con Diego
Abatantuono, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Alessandro Haber, George
Eastman.
La Rivincita di Natale - di Pupi Avati;
con Diego Abatantuono, Gianni Cavina, Carlo Delle Piane, Alessandro
Haber, George Eastman.
La Via degli Angeli - di Pupi Avati; con
Gianni Cavina, Valentina Cervi, Carlo Delle Piane.
Titolo:
La seconda notte di Nozze
Regia:
Pupi Avati
Sceneggiatura:
Pupi Avati
Fotografia:
Pasquale Rachini
Interpreti:
Antonio Albanese, Neri Marcoré, Katia Ricciarelli, Angela Luce,
Marisa Merlini, Robert Madison, Tony Santagata, Sandro Dori, Mia Benedetta,
Manuela Morabito, Valeria D'Obici, Patrizio Pelizzi
Nazionalità:
Italia, 2005
Durata:
1h. 43'
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