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Tommaso
Tocci, 17 Maggio 2006: Marginale |
Medusa,
19 Maggio 2006
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4-4-2
Il gioco più bello del mondo.
di Aa.Vv.
L'ovvio
motivo di interesse e di cinica ironia, per questo film, sta negli occhi
sognanti di Antimo mentre, attraverso una rete, guarda l'allenamento
della Juventus. "Fabio! Fabio!", grida a Cannavaro perché
si volti. Cannavaro non risponde e il piccolo protagonista, messo da
parte il breve momento di trasparente fanciullezza, si fionda nello
spogliatoio per fare razzia di telefonini e orologi appartenenti ai
suoi idoli.
A suo modo,
un'immagine del momento che tutti, tifosi e non, stiamo vivendo. Proprio
nel mezzo della catastrofe, esce nei cinema "4-4-2", progetto
che sotto l'egida di Paolo Virzì racconta quattro storie di calcio
e di calciatori, per la regia di quattro brillanti semi-esordienti provenienti
dal Centro Sperimentale di Cinematografia.
Si
diceva di Antimo e del suo sguardo tradito. Proprio lui è il
primo dei quattro protagonisti del film. Ragazzino immerso nella periferia
napoletana, si trascina tra l'indolenza e i piccoli espedienti insieme
ai suoi amici, a dispetto però di un talento calcistico degno
di miglior applicazione. Il suo vecchio allenatore, accomodante e permissivo
oltre ogni limite, gli procura un provino negli Allievi della Juventus,
dove lo ritroviamo appeso ad una rete a guardare Cannavaro e alle prese
con una disciplina da piccoli atleti che mal si concilia con il suo
amore esclusivo per la palla.
Le
coordinate non cambiano di molto negli episodi successivi: una ragazza
talentosa e ribelle della Lazio femminile si scontra con il suo allenatore
e conosce la di lui promessa sposa, timida e spaesata; un ragazzino
del Mali viene estirpato e trascinato in Italia da una delle tante figure
ambigue che gravitano intorno al mondo del calcio, il cui tentativo
di piazzare la giovane promessa al Milan si rivela difficoltosa; un
quasi ex-portiere di C1 tenta il colpo vendendosi l'ultima partita decisiva
della sua squadra per scommetterci sopra.
Le
storie potrebbero incrociarsi e sovrapporsi senza venir meno ad un'unica
morale, ma purtroppo il film non va molto oltre. I recenti avvenimenti
di cronaca calano il sipario su un decennio di calcio e un decennio
di valori traditi, ma non sono di aiuto ad un film come questo, se non
forse in ottica incassi; così come nessun film ha saputo catturare
il riflesso dell'Italia recente perché la realtà era sempre
un passo avanti alla finzione anche nell'assurdo, allo stesso modo i
piccoli apologhi di carta velina di "4-4-2" vengono squarciati
dal collasso di un intero sistema.
Non
a caso, il secondo episodio è il meno didascalico del pacchetto.
Lascia il calcio quasi da parte, poi lo riprende all'improvviso e fa
esplodere la passione nel contrasto con una vicenda sommessa e silenziosa.
Anche visivamente è il più ricco di spunti, dalla fotografia
alla regia. Il personaggio principale, Francesca, ha comunque in comune
con gli altri la marginalità e, dopotutto, la diversità.
Tutti i loro conflitti derivano dall'essere estranei ad un sistema.
Sono sul punto di entrarci (il talentoso irresponsabile), sono sul punto
di uscirne (il vecchio portiere al crepuscolo), ci si avvicinano senza
capire (il bambino africano) o ci rimangono attaccandosi solo all'istinto
(la ragazza "contro"). In questo gioco, però, ciò
che manca è il grande respiro. Quello che va a fondo delle ambiguità
senza approfittarne in modo esplicito, quello che prende di petto le
emozioni senza essere consolatorio.
In
definitiva, storielle di calcio gradevoli, ben recitate (notevole l'assemblaggio
variegato di attori; ottimi Francesca Inaudi, sempre più una
conferma, e Gigio Alberti; Valerio Mastandrea sfoggia un clamoroso accento
toscano che da solo vale il prezzo del biglietto), in cui comunque non
viene mai meno l'amore per il pallone. Ma se cercate evasione dal momento
attuale, "4-4-2" non è abbastanza forte. Se non lo
state vivendo o cercate di ignorarlo, "4-4-2" ve lo ricorderà
con malinconia, sussurrandovi "là fuori è molto peggio
di così".
Titolo:
4-4-2 - Il gioco più bello del mondo.
Regia:
Michele Carrillo, Claudio Cupellini, Francesco Lagi, Roan Occam Anthony
Johnson
Sceneggiatura:
Michele Carrillo, Giuliano Miniati; Claudio Cupellini, Vanessa Picciarelli;
Francesco Lagi, Pierpaolo Piciarelli; Roan Occam Anthony Johson, Angelo
Carboni, Francesco Cenni, Michele Pellegrini
Fotografia:
Massimo Lupi
Interpreti:
Nino D'Angelo, Alessandro Guasco, Roberto Citran, Francesca Inaudi,
Rolando Ravello, Alba Rohrwacher, Piera Degli Esposti, Gigio Alberti,
Hady Sy Mohamed, Antonio Catania, Valerio Mastandrea, Michele De Virgilio,
Massimo Reale
Nazionalità:
Italia, 2005
Durata:
1h. 40'
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