4
mesi 3 settimane 2 giorni
Incontro
con Cristian Mungiu
a cura di Emanuela Perozzi
Può
chiarirci il vero motivo che nel film spinge due ragazze così
giovani verso la scelta dell'aborto?
Non è facile spiegare quale fosse il contesto storico in Romania
negli ultimi anni della dittatura comunista, né in quali condizioni
vivevano le ragazze dell'epoca e le motivazioni che le potevano spingere
verso l'aborto. Posso semplicemente dire che in una società così
conservatrice era inconcepibile per una ragazza giovane prendere solo
in considerazione l'ipotesi di avere un bambino nel caso in cui fosse
rimasta incinta fuori del matrimonio. L'unica opzione era ricorrere
all'aborto, che in quegli anni era illegale. Il film non vuole analizzare
le ragioni che hanno spinto queste ragazze verso la scelta dell'aborto,
ma vuole solo raccontare una realtà dura e quasi sempre inevitabile.
Come
mai ha scelto di includere un'inquadratura molto forte in un punto chiave
del film?
Ho capito che era necessario includerla poiché il mio principale
intento era quello di raccontare una storia vera così come mi
era stata raccontata dalla persona che l'aveva vissuta. Inoltre, le
due ragazze sembrano prendere veramente coscienza di ciò che
è successo solo da quel momento in poi, mentre fino ad allora
avevano vissuto tutta la vicenda come qualcosa di 'astratto'.
Nel
periodo in cui il film è ambientato lei aveva poco più
di vent'anni. Com'era per un giovane di quell'età vivere sotto
la dittatura comunista?
A quell'epoca nessuno credeva che il comunismo sarebbe finito, perciò
si viveva con la consapevolezza che nulla sarebbe mai cambiato. Nessuno
metteva in dubbio né discuteva la presenza del comunismo, si
cercava solo di vivere una vita normale affrontando i problemi che di
volta in volta potevano presentarsi. Nel mio film, infatti, non ho voluto
esprimere alcun tipo di giudizio a posteriori sul comunismo, ho voluto
solo raccontare una storia dal dentro, cioè dalla prospettiva
di giovani ragazzi che in quel periodo storico fronteggiavano piccole
o grandi difficoltà. Nessuno mai nel film pronuncia parole come
comunismo o dittatura proprio perché allora nessuno ne parlava,
e anche acquistare al mercato nero beni di prima necessità come
latte o sapone era una cosa che rientrava nella normalità. Spesso
non ci si rendeva conto nemmeno della mancanza di libertà.
Quali
furono le ragioni che portarono alla legge contro l'aborto in un regime
totalitario ateo come quello comunista, visto che non potevano essere
motivazioni religiose?
Credo che le ragioni fossero almeno due. La prima era economica, e rispondeva
ai progetti megalomani di Ceausescu di costruire una popolazione di
giovani leve e di manodopera forte e robusta da impiegare nella crescita
del Paese. La seconda era di carattere ideologico, e si basava sulla
volontà di far crescere una generazione educata secondo i valori
del socialismo e del comunismo. Ecco perché c'erano tutti gli
interessi a far incrementare le nascite.
Nel
montaggio finale del film è stata tolta la scena della visita
dei genitori della ragazza che abortisce. Come mai questa scelta?
Quando ho
scritto il film la mia intenzione era quella di dare risalto ad entrambi
i personaggi femminili, per questo la presenza di una scena che riguardasse
i genitori di Gabita mi sembrava pertinente da un punto di vista narrativo,
anche perché aiutava a comprendere meglio il background
della ragazza. Man mano che giravamo, però, il film diventava
però sempre di più la storia di Otilia: ogni evento veniva
visto attraverso la sua soggettività. A quel punto una scena
in cui Otilia non sarebbe stata neanche presente non era più
coerente con lo sviluppo del film e ho preso la decisione di eliminarla
nonostante fosse una scena molto bella. La troverete nei contenuti speciali
del DVD.
Questo
film rientra in un progetto più ampio intitolato "Tales
from the Golden Age" in cui lei intende raccontare altre storie
personali vissute negli anni del comunismo. Come nasce l'idea di questo
progetto e quali temi intenderà trattare?
Ho
pensato di realizzare una serie di film della durata di 30 minuti ciascuno
in cui raccontare quel periodo senza riferimenti diretti al comunismo,
ma piuttosto concentrando l'attenzione su storie vere incentrate sulle
scelte personali. Voglio realizzare dei film sui giovani dell'epoca,
lasciando che il contesto storico e politico assuma importanza solo
perché di fatto incideva sulle decisioni che questi ragazzi erano
costretti a prendere. Infine, non vorrei soffermarmi solo sugli aspetti
tristi e cupi di quegli anni, ma pensavo di raccontare anche il lato
ironico e buffo di vivere sotto un regime comunista.
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4
mesi 3 settimane 2 giorni - di Cristian Mungiu; con Anamaria Marinca,
Laura Vasiliu, Vlad Ivanov.
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