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Alberto Cassani, 5 Maggio 1999: Finto |
Columbia,
16 Aprile 1999
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8MM
Delitto a luci rosse
di Joel Schumacher
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“Vanno avanti così da più di un’ora”
- “Come: vanno avanti?”
- “Te l’ho detto: torture, omicidi, mutilazioni...”
- “E non si vede che questo?”
- “Idiota e nauseante. Roba per pervertiti”
- “Guarda che è una trovata: cosa vuoi che costi una produzione
così? Non riesci a staccare gli occhi, è tutto così
realistico, ma dove li trovano attori tanto bravi?”
- “Già, secondo me se la godono”
"Videodrome",
1983.
Qualche
anno fa mi capitò di vedere un film porno in cui due post-nazisti
mascherati torturavano e stupravano una ragazza, probabilmente drogata,
a giudicare dalle sue blande reazioni. Il film in questione non terminava
con l'uccisione della ragazza, ma la sua sorte finale, la cucitura delle
grandi labbra della vagina, fu altrettanto scioccante. Io e i miei amici
discutemmo molto sull'autenticità o meno di ciò che avevamo
visto, che era poi il motivo per cui avevamo voluto vedere quel film.
Io sono portato a credere che ciò che vedemmo fosse reale, non
ricostruito. Quindi tendo a credere all'esistenza degli “Snuff Movies”,
ossia film pornografici ad alto contenuto di violenza, in cui la vittima
viene torturata e spesso uccisa. Nonostante questo, non riesco a trovare
plausibile la ricostruzione dell'ambiente che viene fatta in questo
film. Proprio per niente.
Un
investigatore privato viene incaricato dalla vedova di un magnate della
finanza di indagare sulla provenienza di una pellicola super otto (di
qui il titolo del film) ritrovata nella cassaforte del marito, in cui
si vede una giovane ragazza prima torturata e poi selvaggiamente uccisa
da un tizio mascherato. Le immagini colpiscono particolarmente il detective,
diventando la sua ossessione, spingendolo a mettere a repentaglio la
salute della propria famiglia, oltre che la propria vita.
Allora:
Nicolas Cage non sa recitare! Mettiamoci il cuore in pace: il nipote
di Francis Ford Coppola varia al massimo dalla più completa inespressività,
come in questo film, all'eccessiva esagerazione, come in “Omicidio
in diretta”. Mai una volta che raggiunga un livello decente, mai
una volta che dimostri di essere veramente un attore. E in questo film,
per di più, è circondato da un sacco di altri attori clamorosamente
monocorde, primi tra tutti James Gandolfini e Joaquin Phoenix. Purtroppo
però le capacità recitative non sono mai state la caratteristica
principale necessaria per diventare una star. Non lo sono mai state
per le attrici, e da qualche anno non lo sono più neanche per
gli attori, vedi i casi di Tom Cruise, Richard Gere e, appunto, Nicolas
Cage.
Joel
Schumacher, in compenso, non è mai stato un grandissimo regista:
ha avuto una carriera piena di film dalle premesse interessanti ma non
del tutto riusciti (“Linea Mortale”, “Un giorno di ordinaria follia”),
di porcate memorabili (“Ragazzi Perduti”, “Il cliente”) e di filmoni
eccitanti quanto un’aspirina sciolta nell'aranciata (gli ultimi due
Batman. Almeno: speriamo che siano gli ultimi due), ma ha anche diretto
un film che, seppur non perfetto, è diventato di culto, “St.
Elmo’s Fire”, che ha avuto il merito di lanciare diversi giovani attori
nello stardom hollywoodiano: Rob Lowe, Ally Sheedy, Emilio Estevez,
Demi Moore, Judd Nelson, Andrew McCarthy. Ma era il 1985, gli anni passano
e Schumacher non è mai stato in grado di mettere insieme un film
completamente soddisfacente, o un altro cast di quel livello. “8 millimetri”
non fa eccezione. La rappresentazione dell’ambiente del porno illegale
(un po’ più illegale che da noi...), del “sottobosco”, sembra
veramente ricostruita in uno studio televisivo (neanche cinematografico:
televisivo), non riesco proprio a credere che possa essere così,
non si riesce proprio a credere che sia così: che ci sia un mercatino
notturno in cui comprare polaroid di bambini nudi o che gente simile
pensi di essere un artista o roba del genere. Troppo facile infiltrarsi
nell'ambiente, andiamo... Certo, questa è più colpa dello
sceneggiatore, ma il fatto è che la regia è abbastanza
squallida, piena di primi piani storti o (volutamente, sia chiaro) mezzi
scentrati. E tutto l'ambiente, “grazie” anche alla brutta fotografia
di Robert Elswitt, appare finto, patinato... hollywoodiano.
La
sceneggiatura di cui parlavo è scritta da Andrew Kevin Walker,
ed è piena di buchi, di situazioni per nulla convincenti, di
dialoghi piatti. Innanzitutto la premessa è abbastanza stupida,
se si voleva portare un uomo (quasi) integerrimo ad occuparsi di un
mondo simile si potevano trovare molte altre motivazioni, che riguardassero
più da vicino il personaggio, che lo mettessero più in
difficoltà (facile avere a disposizione i milioni di qualcun
altro per fare le indagini). Soprattutto, avendo voluto che il protagonista
fosse un padre di famiglia ed un marito innamorato, che senso ha non
sfruttare questo aspetto per renderlo più paranoico, più
attento, più timoroso? La possibilità che dalla situazione
in cui si è andato a cacciare ne nasca un pericolo per la sua
famiglia aleggia solamente nell’aria nell'ultima parte del film, e non
ha neanche troppa importanza nelle azioni seguenti del nostro protagonista.
E poi ha veramente importanza vedere il viso dell’assassino mascherato?
A parte che dopo due ore di nulla poco ci frega, cosa cambia? I pochi
momenti belli del film non sono dovuti né alla sceneggiatura
né alla brutta regia, ma piuttosto al lavoro del musicista Mychael
Danna e del montatore Mark Stevens (molto bella la prima parte della
ricerca, prima che la ragazza venga identificata), ma tutto è
completamente rovinato dall'inutile, insulso ed insignificante finale
moralista, che avrebbe avuto un senso solo se la rappresentazione del
mondo delle “video-arene” ci avesse veramente inorridito. L’horror
ginecologico di David Cronenberg che citavo all’inizio parte da
premesse simili per arrivare in tutt’altro posto, ma riesce a farci
odiare gli “snuff movies” molto più di questo. Andate a recuperarlo.
Lo
faccio perché mi piace!
Percorsi
tematici
Vacancy
- di Nimród Antal; con Kate Beckinsale, Luke Wilson.
Videodrome - di David Cronenberg; con James
Woods, Deborah Harry.
Bad
Company - di Joel Schumacher; con Anthony Hopkins, Chris Rock.
In linea con l'assassino - di Joel Schumacher;
con Colin Farrell, Forrest Whitaker.
Titolo:
8MM - Delitto a luci rosse (8MM)
Regia:
Joel Schumacher
Sceneggiatura:
Andrew Kevin Walker
Fotografia:
Robert Elswitt
Interpreti:
Nicolas Cage, Joaquin Phoenix, James Gandolfini, Peter Stormare, Anthony
Heald, Catherine Keener, Christopher Bauer, James Remar, Myra Carter,
Amy Morton, Jenny Powell, Anne Gee Byrd, Jack Betts, Luis Oropeza, Rachel
Singer, Don Creech, Norman Reedus, Fran Bennett, Wilma Bonet, Luis Saguar,
Walter Jordan, Norm Compton, Brian Keith Russell
Nazionalità:
USA, 1999
Durata:
2h. 03'
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