Emanuela Perozzi, 27 Ottobre 2007: Disordinato
Istituto Luce, 16 Novembre 2007

L'abbuffata

di Mimmo Calopresti


Diego Abatantuono e Donatella FinocchiaroDiamante è una deliziosa cittadina adagiata sul versante Tirrenico della Calabria, luogo ideale per turisti rapiti dai sapori molteplici che sprigiona, ma scomodo fardello per i residenti che si trascinano stanchi e quasi rassegnati nel bel mezzo di una calma piatta, di giornate senza prospettive, di un sud Italia che si scopre lembo di un'arcaica immobilità in cui si cerca solo di sopravvivere. Quei tramonti, quelle onde che si infrangono violente e salate sugli scogli, rubano il cuore per la loro bellezza ma, a guardar bene, riescono solo ad inebriare e a confondere chi vorrebbe trovare dell'altro, la vita vera fatta di sogni e speranze, di prospettive che vadano oltre la banda, la gita parrocchiale, i matrimoni, i battesimi e i funerali che si alternano come unici veri 'eventi' del paese. Paesaggi che dovrebbero essere fonte d'ispirazione per il cinico regista Neri (Diego Abatantuono), rifugiato a Diamante per ritrovare la vena creativa, ma finiscono per diventare cartoline statiche incollate sull'impotenza e l'invidia che gli hanno bloccato l'arte e la sensibilità umana.
Una scenaLo sanno bene tre giovani ragazzi, Gabriele (Paolo Briguglia), Nicola (Lele Numera) e Marco (Lorenzo Di Ciaccia) che non solo sognano il cinema, nonostante i latenti scoraggiamenti del 'maestro' Neri, guida spirituale più che mai deludente, ma lo sognano per la loro piccola terra lambita dal mare, per la comunità che aspetta qualcosa di cui poter raccontare. Dal parroco alla barista (Donatella Finocchiaro), dall'improbabile professore di inglese (Nino Frassica) alla zia perduta nei ricordi di una gioventù spezzata, tutti a Diamante aspettano il giorno più bello della loro vita, e nel frattempo si perdono a guardare il mare.

Una scenaCalopresti, nel tentativo di coinvolgerci in una storia che sente moltissimo, avendo lui per primo lasciato la Calabria da bambino per trasferirsi verso un Nord più accattivante, si lascia sopraffare dalla sua voglia di comunicare l'amore per il cinema, da qui la miriade di citazioni di un cinema nostalgico, quello onirico di Fellini o quello genuino della Magnani e Mastroianni, cadendo però in una bramosia di nomi, volti, ricordi ed asserzioni che confondono, disorientano e perdono in capacità di farci emozionare per una storia che di per sé è bella e delicata, piena di buoni spunti e buone intenzioni.

Elena Bouryka e Mimmo CaloprestiLa partenza dei tre ragazzi per Roma, insieme con lla loro coetanea Elena (Elena Bouryka), è il fondamentale passo nel buio per scappare dalla chiusura del paese e trovare un attore per il loro film, ma anche per respirare l'eccesso, l'abbuffata di apparenza e superficialità che domina gli ambienti patinati e i dialoghi finti pronunciati dall'attore Francesco (lo stesso Calopresti), o per criticare e dissacrare Cinecittà, da tempio del Cinema a contenitore della raccapricciante vacuità della reality-Tv. La frenesia ancora una volta appesantisce quella che poteva (e doveva) essere semplicità di narrazione, impedendo al film e agli stessi attori principali (nessuno davvero brillante) un reale avvicinamento al senso intimo della storia.

Una scenaLa poeticità è rincorsa attraverso belle parole troppo distanti dal contesto per sembrare credibili, ed è un peccato se consideriamo che alla storia, poetica di suo, sarebbe bastato poco per farsi davvero apprezzare: un maggiore coraggio da parte degli attori a lasciarsi andare, ad essere se stessi, ed un orientamento di sceneggiatura che puntasse di più e meglio a caratterizzare la loro interiorità e a comprendere cosa si nasconde davvero dietro al sogno sublime del cinema.
Nel finale l'entrata in scena di un portento come Géerard Depardieu (nei panni di se stesso), approdato nella terra del sole insieme con la compagna Amélie (Valeria Bruni Tedeschi), risolleva in parte le sorti del film avviandolo verso una festa di paese finalmente vera e coinvolgente, in cui l'abbuffata questa volta sa di vita e sane risate, buon cibo e buon vino, ritrovato slancio ed ispirazione per chi ha il coraggio di credere fortemente nei propri sogni.


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La locandinaTitolo: L'abbuffata
Regia: Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Monica Zapelli, Mimmo Calopresti
Fotografia: Pasquale Mari
Interpreti: Diego Abatantuono, Valeria Bruni Tedeschi, Mimmo Calopresti, Donatella Finocchiaro, Nino Frassica, Paolo Briguglia, Elena Bouryka, Lele Nucera, Lorenzo Di Ciaccia, Gérard Depardieu, Giuseppe Vitantonio Liuzzi, Max Mazzotta, Silvana De Santis
Nazionalità: Italia, 2007
Durata: 1h. 42'