Alberto Cassani, 10 Giugno 1999: Piacevole
Istituto Luce, 12 Novembre 1999

Addio terraferma

di Otar Iosseliani


Una scena"Addio, Terraferma" non è un film particolarmente originale, ne' nella storia ne' nello svolgimento, ma è realizzato davvero molto bene, e da questo punto di vista non è di molto inferiore ad alcuni classici della Nouvelle Vague francese.

Raccontare la trama di questo film è una cosa piuttosto difficile: all'inizio sembra un apologo su quanto sia noiosa la vita, con un ricco che si finge povero ed un poveraccio che si fa passar per ricco. Invece Iosseliani decide di seguire solo le avventure del ricco (quello vero) e della sua famiglia tra sfighe, tradimenti e (tanti) bicchieri di vino. E forse è proprio questa la chiave, la morale del film: i fumi dell'alcool uniscono anche le persone più diverse, giovani e vecchi, belli e brutti, ricchi e poveri.

Nel tipo di situazioni, ma soprattutto nel modo di raccontarle, Iosseliani mi ha ricordato molto François Truffaut, con la sua ironia e l'uso di sequenze non parlate. Forse questa somiglianza non è del tutto casuale, dato che Iosseliani è sì di origine sovietica (oggi si dice Georgiana), ma è di scuola francese e ha la poeticità tipica dei grandi registi transalpini.


Percorsi tematici

Giardini in autunno - di Otar Iosseliani; con Séverin Blanchet, Michel Piccoli.
Lunedì mattina - di Otar Iosseliani; con Jacques Bidou.


La locandinaTitolo: Addio terraferma (Adieu, plancher des vaches!)
Regia: Otar Iosseliani
Sceneggiatura: Otar Iosseliani
Fotografia: Suh Jong-Min
Interpreti: Nico Tarielashvili, Lily Lavina, Philippe Bas, Mirabelle Kirkland, Stéphanie Hainque, Amiran Amiranachvili, Mathieu Amalric, Otar Iosseliani, Joaquim Salinger, Emmanuel de Chauvigny, Narda Blanchet, Yannick Carpentier, Vincent Darasse, Alix de Montaigu, Eva Ionesco
Nazionalità: Francia, 1998
Durata: 1h. 57'