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Alberto
Cassani, 5 Novembre 2002: Riuscitissimo |
Medusa,
8 Novembre 2002
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El
Alamein
di Enzo Monteleone
Enzo
Monteleone torna in Africa quattordici anni dopo la sceneggiatura di
"Marrakech Express", e realizza un
ottimo esempio della nostra comunque scarna cinematografia bellica.
E' chiaro che questa pellicola non raggiunge le vette della "Grande
Guerra" Monicelliana, o del "Kapò" di Pontecorvo,
ma è comunque un film estremamente valido, ben realizzato e ottimamente
studiato. I suoi protagonisti non sono degli eroi ma dei poveracci semi-analfabeti,
dei ventenni obbligati a partir soldato o al massimo del 'volontari
universitari' presi in giro dalle belle parole della propaganda fascista.
Non è la tanto celebrata divisione Folgore ad essere al centro
di questa pellicola comunque non documentaristica, ma la semi sconosciuta
divisione Pavia, che aveva il compito di difendere il settore sud del
fronte egiziano, ai margini della depressione di Al-Qattara, un centinaio
di chilometri ad ovest di Alessandria. Ad El Alamein.
Le
truppe italo-tedesche guidate dal Generale Rommel hanno raggiunto El
Alamein il 30 giugno 1942, ma dopo quattro mesi di offensive e controffensive
la situazione sembra essere uno stallo. Anche se a Roma si dice che
entro poche settimane il Duce farà il suo trionfale ingresso
ad Alessandria d'Egitto, la realtà è che i soldati italiani
in prima linea sono ancora inchiodati nell'infernale caldo del deserto,
tra un bombardamento ed un attacco di dissenteria.
E' questa l'Africa che il soldato Serra trova al suo arrivo, quell'Ottobre,
non certo quella che gli hanno raccontato all'Università per
convincerlo ad arruolarsi volontario. La guerra non volge al termine
come gli hanno detto, è anzi ovvio che Alessandria non cadrà
mai, e la prima linea è talmente lontana dalle retrovie da rendere
ormai chiaro che si aspetta soltanto l'attacco degli inglesi. E i suoi
commilitoni, consci di essere stati abbandonati a se stessi dai Generali,
sperano solo di riuscire a portare a casa la pelle. In undici giorni
di battaglia, saranno 25.000 i soldati italiani a non riuscirci.
Evitando
gli eccessi sanguinolenti dell'ultimo cinema hollywoodiano, e schivando
le trappole della retorica e degli stereotipi, così come le esagerazioni
filosofiche di certi pretenziosi registi statunitensi, Monteleone ci
racconta in due ore l'odissea di un eterogeneo gruppo di soldati di
paese, privi di ideologia politica e con ben poca cultura ad aiutarli
nella lotta per la sopravvivenza. Non sono i soldati bene addestrati
e spesso di nobile levatura, che interessano al regista padovano; non
sono i corpi scelti arrivati su quel fronte da pochi mesi, che salgono
agli onori della sua cronaca; non sono gli ufficiali che se ne stavano
ben coperti nelle retrovie, a 700 chilometri dal fronte, a meritare
la sua - e la nostra - attenzione.
Non è la Storia, che ci viene raccontata: sono piuttosto le tante,
piccole storie del contadino veneto, dello studente palermitano e dell'ufficiale
pugliese. Sono uomini come tanti, come quelli che ad El Alamein c'erano
davvero, anche se non avevano i loro nomi e i loro volti. Sono soldati
italiani, com'erano quelli di Gassman e Sordi, ma meno macchiettistici.
E per il semplice fatto di essere italiani risulteranno certo più
simpatici a chi non vuole riconoscersi in un insegnante
statunitense.
Interpretato
da un ottimo cast (in particolare il Pierfrancesco Favino di
"Da Zero a Dieci") nonostante la brutta
scena con Silvio Orlando, e sottolineato da un commento musicale manieristico
e un po' troppo invadente, "El Alamein" è un film di
perfettamente riuscito. Il suo pregio più grande è la
splendida sceneggiatura, piena di ottimi dialoghi e di momenti assolutamente
perfetti, con l'unico vero difetto della scena finale ambientata nel
reale mausoleo che oggi sorge sul luogo della battaglia. E' un film
certamente sentito, giustamente realizzato con i contributi statali
dopo diverse traversie produttive; è un film di grande efficacia
anche se freddo, mai trascinante e senza un vero climax in cui sfogare
la nostra tensione. Un film coraggioso, fortemente voluto dal suo Autore,
che però non sempre si dimostra un regista brillante. Un Autore
che comunque, alla faccia delle critiche che gli sono piovute addosso
da gente che il film non l'ha visto, non ha dimenticato che la guerra
non l'hanno fatta i Generali, ma i tanti signor Rossi.
Titolo:
El Alamein - La linea del fuoco
Regia:
Enzo Monteleone
Sceneggiatura:
Enzo Monteleone
Fotografia:
Daniele Nannuzzi
Interpreti:
Paolo Briguglia, Pierfrancesco Favino, Luciano Scarpa, Emilio Solfrizzi,
Thomas Bianchi, Piero Maggiò, Silvio Orlando, Roberto Citran,
Giuseppe Cederna, Antonio Petrocelli, Thomas Trabacchi, Piero Maggiò,
Fabio Ferri
Nazionalità:
Italia, 2002
Durata:
1h. 57'
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