Fabrizio Formenti, 18 Gennaio 2005: Inespresso
Warner, 14 Gennaio 2005

Alexander

di Oliver Stone


Colin Farrell in una scenaIl più grande conquistatore di ogni epoca, Alessandro il macedone, colui che i posteri ribattezzarono Alessandro il Grande per come seppe imporre il proprio nome sui due terzi delle terre a quell’epoca conosciute, ma ancor più per la purezza e la veridicità dei suoi ideali espansionistici, che andavano ben oltre la bramosia di potere e di mero dominio territoriale.
Amato dai propri seguaci come pochi altri condottieri di eguale fama, egli morì neppure trentatreenne a seguito delle fatiche e del logorio fisico imposti da anni di marcia e battaglia. Ma l’eco del suo nome e delle sue imprese non si spense mai, rendendo così giustizia al credo di un uomo che sempre prospettò a se stesso e ai propri compagni di avventura la gloria immortale quale ricompensa più grande per i sacrifici di una vita spesa a combattere lontano dalla propria terra.

Angelina Jolie e Colin FarrellAmbizioso e colossale quanto le aspirazioni del regista Oliver Stone, “Alexander” è un capolavoro mancato, una composizione filmica insoddisfacente nella sua interezza.
Efficace a tratti ma eccessivamente macchinosa dal punto di vista narrativo, la pellicola si affida pesantemente al dialogato delle scene e alla voce narrante di Anthony Hopkins, facendone lo strumento comunicativo primario rispetto alla figura del protagonista, quasi a considerare il verbo quale priorità imprescindibile a supporto della divulgazione visiva.
Jared LetoQuesto tipo di impostazione di sceneggiatura risulta discutibile, e se davvero ci viene permesso di cogliere la viscerale passione di Alessandro verso ciò in cui crede lo si deve alla valida interpretazione di Colin Farrell (improbabile chioma bionda a parte), capace di lasciar trasparire attraverso il proprio volto emozioni assolutamente vivide, che arrivano rabbiose a noi spesso senza l’ausilio di parole. Riusciamo così a percepire effettivamente la grandezza del personaggio, e le drammatiche vicissitudini che attraversa hanno il potere di scuoterci nella seconda parte del film, a differenza dei diversi contesti umano-affettivi che ne caratterizzano la normale maturazione di uomo nel corso degli anni, che invece ci appaiono poco nitidi e dunque di non facile assimilazione. Così come, d’altronde, i molteplici passaggi temporali hanno il difetto di mancare della necessaria fluidità e connessione per poter risultare efficaci, e questa è una pecca esiziale nell’economia del film.

Colin Farell in una scenaProprio alla luce di quest’ultima considerazione, le due ore e cinquantatré minuti di proiezione si scoprono essere di non semplice sopportazione, nonostante impennate sporadiche ma di grande rilievo tecnico come il confronto fra l’esercito di Alessandro e i guerrieri indiani con tanto di elefanti da combattimento. In questo frangente, Stone si fa di nuovo grande arrivando a confezionare una serie di inquadrature eccellenti, enfatizzate da un effetto fotografico che dona una dominante cromatica rosso sangue alle immagini e dalle musiche poderose (troppo, a dire il vero) di Vangelis.

Colin FarrellConsiderando quanto detto sin qui, non può stupire l’accoglienza demolitrice che “Alexander” ha ricevuto in patria, nonostante l’opera finita non possa dirsi fallimentare su tutta la linea. L’interpretazione di Farrell avrebbe probabilmente meritato un discorso a parte ma, si sa, quando la nave affonda porta giù con sé l’intera ciurma. E se la sequenza dei main title così come quella dei titoli di coda riesce ad essere più rievocativa del film stesso, forse, per questa volta, la critica statunitense merita la nostra comprensione.


Percorsi tematici

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La locandinaTitolo: Alexander (Id.)
Regia: Oliver Stone
Sceneggiatura: Oliver Stone, Laeta Kalogridis, Christopher Kyle
Fotografia: Rodrigo Prieto
Interpreti: Colin Farrell, Angelina Jolie, Jared Leto, Val Kilmer, Anthony Hopkins, Rosario Dawson, Gary Stretch, Raz Degan, Christopher Plummer, Elliot Cowan, Joseph Morgan, Ian Beattie, Jonathan Rhys-Meyer, Denis Conway, Garrett Lombard, Chris Aberdein, Annelise Hesme, Franciscso Bosch
Nazionalità: USA, 2004
Durata: 2h. 53'