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Tiziana
Cappellini, 23 Marzo 2007: Coinvolgente |
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Distribution, 23 Marzo 2007
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La
masseria delle allodole
di Paolo & Vittorio Taviani
Nel
1915, in un piccolo villaggio armeno, il patriarca della benestante
e affiatata famiglia Avakian muore in preda a un terribile presagio.
Mentre la giovane Nunik si appresta a lasciare questa famiglia, che
è anche la sua, per fuggire col soldato turco Egon, l'ambizione
di realizzare una grande Turchia senza che in essa restino a vivere
le popolazioni minori prende sempre più corpo nei luoghi di potere
e all'interno dell'esercito turco...
Nell'intento
di narrare il genocidio armeno attuato dai turchi all'inizio del XX
secolo, il film dei fratelli Taviani segue le vicende di una famiglia
armena sia narrandone i rapporti familiari interni che quelli sentimentali,
ossia raccontando anche la storia d'amore tra Nunik e Egon il quale,
oltre a voler stare con lei, intende anche salvarla da quello che ormai
pare essere un Destino ineluttabile. Oltre all'affetto sincero che lega
i membri della famiglia Avakian, ciò che colpisce del ritratto
fatto del nucleo armeno è la loro generosità - tanto da
accogliere e sfamare un mendicante turco al quale si affezionano - la
loro disponibilità e affabilità e, soprattutto, il sincero
desiderio di vivere in pace e perfino in amicizia con i turchi, tanto
da accoglierli in casa propria sia in occasione di un funerale che per
una festa. I turchi, invece - eccezion fatta per il Colonnello Arkan,
sua moglie ed Egon - vengono ritratti come dei fanatici che, per realizzare
il loro progetto di una grande Turchia, decidono di eliminare gli armeni
ritenendoli non solo un intralcio al loro cammino, ma perfino pericolosi
e infidi, oltre che simpatizzanti dei russi contro i quali i turchi
combattono durante la Grande Guerra.
Il
film pare essere piuttosto equilibrato nel riservare la prima parte
al racconto della famiglia Avakian, anche se sullo sfondo delle loro
giornate e dei loro pensieri serpeggia sempre una sorta di inquietudine
e di preoccupazione, tanto da arrivare a nascondere dei gioielli per
recuperarli e utilizzarli al momento opportuno.
Dunque, la prima parte de "La masseria delle allodole" narra
la vita familiare e sentimentale degli Avakian colti sì nel momento
di un lutto, ma anche in quello gioioso dell'attesa che torni il fratello
maggiore, trasferitosi a Venezia da ragazzo. È proprio la masseria
delle allodole - che dà il titolo al film - la casa dalla quale
quest'uomo è partito quando era poco più di un bambino,
la casa circa la quale, attraverso un dipinto, ricostruisce i ricordi
per raccontarli ai propri figli. La stessa casa che, invece, sarà
teatro dell'inizio del genocidio.
È
proprio a questo punto che, sottolineata dall'efferatissimo colpo di
spada che un soldato turco cala sul nuovo patriarca degli Avakian, inizia
la seconda e sempre più tragica parte del film. Dopo che Egon
si è trovato di fronte a un doloroso bivio e dopo che tutti gli
altri uomini armeni sono stati eliminati dall'esercito turco, il film
segue le sorti delle donne armene. Anche se Nunik resta la protagonista
del film, ora non si tratta più delle sole donne Avakian, ma
di tutte le altre che, insieme alle bambine, vengono deportate nel deserto
in modo che il genocidio si completi.
Malgrado
la presenza di due storie d'amore che vedono Nunik protagonista in un
tipo di contesto che tenederebbe a escluderle e che rischiano di intrecciare
forse pericolosamente il tono da romanzo con la Storia reale presente
nel film, il film stesso riesce nell'intento di smuovere le coscienze
e di sollevare riflessioni su una tragicissima vicenda storica. Partendo
dal presupposto che è impossibile riscrivere la Storia e che
non è giusto edulcorarla, le scene crude del film - che spezzano
il pittoresco impianto visivo della prima parte fatto di colori, danze
e canti - sono accettabili per quanto, ma non gratuitamente ed entro
certi limiti, violente e toccanti.
Infine,
è altrettanto comprensibile il destino di Nunik alla conclusione
del film, da leggersi non tanto come vittima sacrificale, ma piuttosto
come riscatto della tesi secondo la quale: "Solo i più facoltosi
si salveranno". Infatti, è vero che la ricchezza sarà
un fattore determinante anche in questo caso, che le povere donne armene
non si sono potute permettere aiuti altolocati quanto le donne Avakian,
ma è pur vero che, permettendo ai soli bambini di salvarsi e
di raggiungere lo zio a Venezia, nell'economia del film questo è
stato un modo per evitare di aggiungere altra ingiustizia alla tremenda
ingiustizia del genocidio.
Titolo:
La masseria delle allodole
Regia:
Paolo & Vittorio Taviani
Sceneggiatura:
Paolo Taviani, Vittorio Taviani
Fotografia:
Giuseppe Lanci
Interpreti:
Paz Vega, Moritz Bleibtreu, Alessandro Preziosi, Angela Molina, Mohammad
Bakri, Tcheky Karyo, Mariano Rigillo, Hristo Shopov, Hristo Jivkov,
Stefan Danailov, Yvonne Brulatour Sciò, Nicolò Diana,
Ubaldo Lo Presti, Linda Batista, Enrica Maria Modugno, Andrè
Dussollier, Arsinee Khanjian
Nazionalità:
Italia, 2006
Durata:
2h. 22'
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