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Alberto Cassani, 9 Ottobre 1999: Coinvolgente |
Medusa,
27 Agosto 1999
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American
History X
di Tony Kaye 
Io
sono un amante di film horror, ho visto centinaia di film violenti
e pieni di sangue, ma non mi era mai capitato di chiudere gli occhi
per non vedere qualcosa. L’ho fatto per la prima volta guardando questo
film, ma non l’ho fatto perché le immagini fossero particolarmente
crude (lo erano, comunque), l’ho fatto perché dopo mezz’ora di
proiezione ero talmente coinvolto dallo svolgersi degli eventi da sentirmi
dentro il film, da sentirmi testimone reale degli eventi che mi venivano
raccontati.
Derek,
un nazi-skin, viene condannato per l’omicidio di un ragazzo di colore
che, insieme ad altri, voleva entrare in casa sua. All’uscita di galera
si impegna per impedire che suo fratello minore Danny finisca sulla
stessa cattiva strada.
Tony
Kaye è un regista inglese specializzato in video-clip, ed era
talmente convinto nelle possibilità di questo suo primo film
da tirar fuori un milione di dollari di tasca propria per poterlo girare.
La casa di produzione New Line, però, ha rifiutato il primo montaggio
di Kaye e ne ha realizzato uno proprio. Il regista non l’ha presa bene,
comprando pagine di “Variety” e “Hollywood Reporter” per insultare pubblicamente
Michael De Luca, presidente della New Line, chiedendo anche che il suo
nome fosse tolto dai crediti del film. Proprio a seguito di quelle pagine
di insulti, la Directors Guild of America, l'associazione che gestisce
gli interessi dei registi statunitensi, ha rifiutato la richiesta di
Kaye. Il polverone sollevato dal regista, comunque, ha seriamente danneggiato
il film nella corsa agli Oscar, ed è un peccato perché
anche se la tecnica di Kaye è contestabile (troppe camere a mano,
troppi primissimi piani, troppi ralenti...) questo è davvero
un gran bel film!
Ed
Norton è uno degli attori giovani più considerati in quel
di Hollywood, e pienamente a ragione, perché è davvero
dotato di gran talento. Curioso però come faccia quasi sempre
ruoli di ragazzi disadatti e sull’orlo della legalità (se non
ben oltre), come in “Rounders - Il giocatore” o nel prossimo “Fight
Club”. Al suo fianco ci sono diversi volti noti che fanno il proprio
dovere di caratteristi: Stacy Keach, Beverly D'Angelo, Elliot Gould,
Fairuza Balk, Avery Brooks, Ed Furlong... La bravura di Kaye è
stata (anche) quella di tenere insieme un cast del genere e farlo brillare
al massimo delle sue possibilità.
Nei
cinema italiani abbiamo l'usanza di interrompere un film all’incirca
a metà in modo da permettere al gestore di vendere gelati e pop-corn
sovrapprezzati. Questa interruzione, comunque, non ha nulla a che vedere
con quella che è la storia del film, né con il modo di
raccontarla. Ad esempio guardando “American History X” alla fine del
primo tempo ero un po’ perplesso, perché vedevo un ex nazi-skin
completamente riabilitato da una neanche troppo lunga permanenza nelle
patrie galere. Non potevo credere che la prigione potesse effettivamente
redimere le persone in quella maniera. Però non avrei avuto il
tempo di pensare a questo fatto se, com’è d’uso in tutto il resto
del mondo civile, il film non fosse stato barbaramente interrotto da
cornetti e bomboniere. Nel corso del secondo tempo viene mostrato quello
che succede durante la permanenza di Derek in carcere, e ci viene spiegato
come mai questo neo-nazista convinto ha cambiato idea in maniera così
radicale. Ebbene: ciò che accade è clamorosamente credibile,
è perfettamente in linea con il personaggio, e tutta la lunga
sequenza della prigione è splendida (compatibilmente con la durezza
di ciò che ci viene mostrato, ovvio). Complimentoni allo sceneggiatore
David McKenna.
Ho
scritto all’inizio che il film è molto coinvolgente; in particolare
mi ha colpito la scena della partita di basket, oltre ovviamente a quella
dell’omicidio per cui Derek finisce in galera. Tutte le scene che si
svolgono nel passato, ossia prima della liberazione di Derek, sono girate
in (finto) bianco e nero, che penalizzano gli splendidi occhi di Fairuza
Balk ma finiscono per rendere ancora più dure le immagini del
periodo nero della vita del personaggio. Chissà se questa è
stata una scelta di Tony Kaye o della produzione... Mah, in fondo non
mi interessa più di tanto, questo è decisamente uno dei
migliori film dell’anno, anche se gli spettatori troppo impressionabili
rimarranno... beh: impressionati. E anche qualche critico, a leggere
alcune recensioni.
Titolo:
American History X (Id.)
Regia:
Tony Kaye
Sceneggiatura:
David McKenna
Fotografia:
Tony Kaye
Interpreti:
Edward Norton, Edward Furlong, Fairuza Balk, Beverly D'Angelo, Elliot
Gould, Stacy Keach, Avery Brooks, Jennifer Lien, Ethan Suplee, William
Russ, Guy Torry, Joseph Cortese, Jason Bose Smith, Antonio David Lyons,
Axel Sol, Keram Malicki-Sánchez, Giuseppe Andrews, Michelle Christine
White, Jonathan Fowler Jr, Christopher Masterson
Nazionalità:
USA, 1998
Durata:
2h.
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