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Alberto Cassani, 13 Settembre 2001/30 Ottobre 2005: Sperimentale |
Bim,
28 Settembre 2001
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La
Nobildonna e il Duca
di Eric Rohmer
Grace
Elliott è un'aristocratica inglese che vive a Parigi durante
le prime fasi della Rivoluzione Francese. Con l'aiuto del Duca d'Orléans,
suo ex amante, cercherà di salvare la vita, ma quando il Duca
vota a favore della morte del Re Luigi XVI il rapporto dei due si guasta.
Tratto
dai diari della donna, pubblicati in Francia col titolo "Ma vie
sous la révolution", è il film con cui è stato
celebrato il Leone alla carriera dato a Rohmer a Venezia 2001. Come
in tutti i film del maestro francese, anche qui sono i dialoghi a portare
avanti l'intreccio, e la cosa risulterà ostica a molti, ma l'aspetto
più interessante della pellicola riguarda la parte visiva.
Probabilmente
per la prima volta, un regista di cinema gira in digitale avvicinandosi
al mezzo digitale con la giusta attenzione. Rohmer ha diretto il film
ben sapendo che il mezzo con cui stava girando è diverso da quello
cinematografico e curando la fotografia di conseguenza, considerando
quale sarebbe stato l'impatto visivo delle sue immagini una volta riversate
in pellicola e proiettate su grande schermo, ed evitando accuratamente
di farsi prendere dalla "sindrome del videoamatore" che colpisce
molti registi che girano in digitale. Grazie al lavoro di studio che
il regista francese ha effettuato nella preparazione di questo progetto,
è virtualmente impossibile distinguere la qualità di queste
immagini da quelle di un qualunque film girato in pellicola. Al di là
dell'ovvio riconoscimento dei fondali dipinti, l'unico
modo per rendersi conto che è stato girato in digitale è
osservare l'effetto scia dei punti di massima luminosità, come
ad esempio le fiamme delle candele - unica differenza ancora notevole
tra digitale e pellicola.
L'idea
di Rohmer di mettere in scena una serie di quadri animati è notevole,
come notevole è la realizzazione: la fotografia priva di colori
vivi e la quasi totale assenza di movimenti di macchina e di lavoro
di montaggio aiutano a creare l'effetto voluto dal regista, e il palese
inserimento degli attori in scenari fittizi non disturba affatto.
La recitazione,
come si conviene ad un film come questo, è molto teatrale e questo
forse porta lo spettatore a non immergersi completamente nella vicenda.
Nonostante questo, però, nella straordinaria scena del processo
si è portati quasi a trattenere il fiato nell'attesa di sapere
conoscere le sorti della protagonista...
In
effetti, Rohmer ha saputo capire che tutti gli elementi del film avrebbero
dovuto andare di pari passo per rendere efficace la narrazione. Una
sceneggiatura più naturale, ripresa in questo modo non avrebbe
funzionato; e con una sceneggiatura così pedissequamente teatrale,
una messa in scena più cinematografica avrebbe rovinato l'effetto
generale. Questi personaggi sono credibili solo inseriti in questo contesto
scennico, e questo contesto è realistico solo perché i
personaggi che lo animano sono sul suo stesso piano.
Questo
è l'errore che aveva fatto George Lucas con "Episodio
I" e - in maniera diversa - Baz Luhrmann prima di lui. Così
come non è credibile che i Romeo e Giulietta di Verona Beach
recitino i versi di Shakespeare, gli ambienti chiaramente disegnati
della "Minaccia fantasma" si scontrano
con la volontà del regista di presentarci dei personaggi veri
e vivi. A differenza di Lucas e Luhrmann, Rohmer questo problema se
l'è posto e l'ha capito, ed è stato capace di superarlo,
nell'unico modo possibile. Questa è la "tecnica cinematografica":
la tecnica al servizio della narrazione cinematografica, e la capacità
di sfruttarla al meglio. Questo eleva l'ottantenne Rohmer un gradino
sopra gli altri sperimentarori del digitale: la capacità di vedere
l'insieme, la consapevolezza di star realizzando un film e non solo
un giocattolone, l'intelligenza di capire quale davvero sia il modo
migliore per raccontare questa storia al cinema, e la bravura di riuscire
a farlo.
Percorsi
tematici
Gli
amori di Astrea e Celadon - di Eric Rohmer; con Andy Gillet, Stéphanie
Crayencour.
Titolo:
La Nobildonna e il Duca (L'Anglaise et le Duc)
Regia:
Eric Rohmer
Sceneggiatura:
Eric Rohmer
Fotografia:
Diane Baratier
Interpreti:
Lucy Russel, Jean-Claude Dreyfus, François Marthouret, Léonard
Cobiant, Caroline Morin, Alain Libolt, Héléna Dubiel,
Laurent le Doyen, Georges Benôit, Serge Wolfsperger, Daniel Tarrare,
Charlotte Very, Rosette, Marie Riviere, Serge Renko, Christian Ameri,
Eric Viellard, François Marie Banier
Nazionalità:
Francia, 2000
Durata:
2h. 05'
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