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Tommaso
Tocci, 31 Ottobre 2008: Sornione |
Istituto
Luce, Aprile 2009
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L'artista
di Mariano Cohn & Gastón Duprat
Immaginate
un personaggio in cui si mescolano il Bill Murray di "Broken
Flowers", il Billy Bob Thornton de "L'uomo
che non c'era" e il genio pigro e incredulo di Juan Roman Riquelme,
trequartista argentino di alterne fortune. Sono le ispirazioni dichiarate
per la costruzione di Jorge, un infermiere schivo che colleziona i disegni
di un suo anziano paziente. Del tutto a digiuno di arte, Jorge riconosce
qualcosa di prezioso nelle opere, e comincia a proporle in giro spacciandole
per sue. Quando il successo gli arride, Jorge non può far altro
che persistere nell'inganno, sperimentando un curioso distacco tra il
ruolo pubblico di artista e quello di effettivo autore delle tele.
Film
concettuale sull'arte concettuale, "El artista" ha alle spalle
gente che viene dall'ambiente che descrive, e si vede. A seconda delle
inclinazioni, lo si può considerare un divertissement
che sfrutta i paradossi del mercato dell'arte, prendendo in giro le
figure che lo popolano, oppure una riflessione essenziale su questioni
estetiche che vanno oltre il semplice "cos'è l'arte?",
domanda che pure è centrale nel lavoro dei giovani registi Cohn
e Duprat.
Per
mettere in scena l'assurda storia di Jorge, i due scelgono unicamente
lunghe inquadrature fisse, dalla composizione ricca eppure statica.
Una disposizione originale di oggetti e persone: ogni tanto cominciano
a muoversi, altre volte no e rimangono dove sono. Se lo fanno, è
unicamente sull'asse della profondità. Ogni sequenza è
un puzzle da ricomporre, quando appaiono dei primi piani sghembi
tagliati dall'inquadratura sembra di aver montato il pezzo sbagliato.
Invece no.
I
disegni alla base dell'intreccio non si vedono mai, però si fanno
vedere. C'è un'inquadratura ricorrente che è di fatto
la soggettiva di un quadro - il campo di visione è composto di
piccole fessure geometriche su sfondo nero - e lascia spazio alle parole
degli osservatori. Compaiono spesso anche delle inquadrature dalla fotografia
alterata, molto poetiche, riservate al solo protagonista.
Tanti
piccoli giochini e variazioni, insomma, che tengono vispo l'occhio e
fanno correre la mente, impegnata a rincorrere l'estremizzazione dei
paradossi di Duchamp, mai aridi grazie allo sguardo perplesso del volatile
infermiere. Jorge parla molto poco - grazie alla sua truffa può
lasciar parlare gli altri - e come Riquelme quando è svogliato
lascia che il gioco si sviluppi di riflesso intorno a lui. Lo aiuta
anche una colonna sonora astuta, che aggiunge dinamismo alle azioni/reazioni
dei personaggi.
Uno
dei film più originali visti al Festival di Roma 2008. Certo
è lento, ma del resto lo è anche Riquelme, sennò
era Maradona.
Titolo:
L'artista (El artista)
Regia:
Mariano Cohn, Gastón Duprat
Sceneggiatura:
Andrés Duprat
Fotografia:
Ricardo Monteoliva
Interpreti:
Sergio Pangaro, Alberto Laiseca, Ana Laura Lozza, Marcello Prayer
Nazionalità:
Argentina - Italia, 2008
Durata:
1h. 50'
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