Tommaso Tocci, 29 Agosto 2007: Illusorio
Universal, 21 Settembre 2007

Espiazione

di Joe Wright


L'imponente residenza della famiglia Tallis, nel calore estivo del 1935, è un calderone di vicende incrociate. Il vuoto parentale (come nei "Peanuts", sembra che gli adulti siano sempre altrove) lascia campo libero a un gruppo di giovani: Cecilia, la figlia più grande; Briony, tredici anni e l'anima votata alla drammaturgia; il fratello Leon e il suo amico facoltoso; tre cugini piccoli in fuga anch'essi dai genitori. E poi Robbie, proletario figlio della servitù e innamorato di Cecilia.

Vari livelli di gioventù, chi alle soglie dell'adolescenza, chi a quelle della maturità. Proprio da un tale ribollire di sentimenti, aspirazioni, speranze e sbagli nasce una prima parte di film molto efficace e visibilmente pulsante. Muovendo la macchina da presa nell'affettato decor della villa e nei suoi cortili, quel Joe Wright di "Orgoglio e Pregiudizio" (in netto miglioramento e regista più giovane ad aver mai aperto Venezia) trova la chiave giusta, affidandosi alla macchina per scrivere su cui Briony compone agitata la sua commedia. Lo scandire dei tasti detta il ritmo a tutti i personaggi e costruisce il leit-motiv dell'intero film: la parola. Nella sua pesante incarnazione scritta, la parola decide letteralmente il fato dei protagonisti e si riveste di una gravità ineluttabile che avrebbe interessato Lacan. Il finale che chiude il cerchio non fa che ribadire la potenza della parola come strumento del destino, confondendo ancora una volta realtà e fantasia, detto e pensato, visto o creduto.

James McAvoyAllo scadere del primo atto, però, "Espiazione" allenta un po' il ritmo e soprattutto sbanda verso il melenso in più di un'occasione. I problemi di coesione sono certamente dovuti alla difficoltà di adattamento del testo di McEwan e all'andamento della vicenda (diversi fili narrativi paralleli, salti temporali, onirismi), eppure vanificano le punte di ispirazione lasciando intatto solo l'impianto di drammone spettacolare, che trionfa in un piano sequenza di 5 minuti a metà film, di dubbia pertinenza ma di malinconica affabulazione. Per lungo tempo ci si trova quindi in balia dei tormenti di Keira Knightley e James McAvoy (meglio lui di lei, che si sforza di cambiare ruoli ma è un po' schiava del suo broncio), alternati alle pene di Briony e incastonati nello scoppio della guerra. Il cocktail micidiale di elementi adatti al melò svilisce addirittura la forza della punizione auto-imposta, e questo è un peccato considerando l'ottimo testo di partenza (ma non il miglior romanzo degli ultimi vent'anni, come ha detto qualcuno nella concitazione). Il finale cerca il modo sensato di restituire lo snodo del libro ma non ci risparmia una ricaduta in coda.

Vanessa RedgraveIl film d'apertura della Mostra 2007 delude quindi a metà (più di metà, ma la bellezza della prima parte vale di più) e rimane 'solo' un'opera ecumenicamente adatta alla prima giornata di Festival, buona per mettere in moto il carrozzone, per fornire copiosi spunti al pezzo in prima pagina della vecchia giornalista che ama parlare di questioni di cuore. Con gli attori giusti (oltre ai nomi da copertina, quanto dolore negli occhi di Vanessa Redgrave), con uno sceneggiatore (Christopher Hampton) da lodare per le buone invenzioni e con un regista a cui, per il futuro, auguriamo di riuscire ad affrancarsi dall'effetto "Orgoglio e Pregiudizio".


Percorsi tematici

Orgoglio e Pregiudizio - di Joe Wright; con Keira Knightley, Matthew Mcfadyen.


La locandinaTitolo: Espiazione (Atonement)
Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Christopher Hampton
Fotografia: Seamus McGarvey
Interpreti: James McAvoy, Keira Knightley, Romola Garay, Saoirse Ronan, Brenda Blethyn, Juno Temple, Vanessa Redgrave, Benedict Cumberbatch, Alfie Allen, Nonso Anozie, Michelle Duncan, Vivienne Gibbs, Michelle Duncan, Vivienne Gibbs, Ben Harcourt, Jack Harcourt, Daniel Mays, Gina McKee, Anthony Minghella, Charlie von Simson, Felix von Simson
Nazionalità: Regno Unito, 2007
Durata: 2h. 03'