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Luciana
Morelli, 11 Ottobre 2006: Ottimista |
Mikado,
27 Ottobre 2006
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Giardini
in autunno
di Otar Iosseliani
"Per
me il cinema è parlare agli altri, ma per farlo debbo essere
ben sicuro di quello che dico e di come lo dico. A costo, ogni volta,
di aspettare dieci anni tra un film e l'altro"
Otar Iosseliani.
Stavolta solo cinque.
Tanti ne sono passati dal suo ultimo "Lunedì
mattina" (Orso d'Argento a Berlino 2002 per la Migliore Regia)
e lui, il grande maestro Otar Iosseliani, è ancora lì
a settantadue anni a farci emozionare con il suo inebriante cinema-verità.
L'autunno
della vita è quello che si definisce il momento dei rimpianti,
del rammarico per il tempo perduto dietro alle apparenze e alle cose
futili che allontanano dalle vere gioie quali possono essere un bicchiere
di vino in compagnia o una passeggiata nei colorati giardini della città.
Ma è anche il momento in cui si tirano le somme e in cui - volendo
- si può anche ricominciare da capo. E' proprio questo che il
grande regista nato in Georgia ci racconta in questo suo nuovo delicato
e positivo film su come il mondo dovrebbe essere e non è, su
come gli uomini dovrebbero essere (non avidi ma generosi) e non sono
quasi mai. "Giardini in autunno", presentato in concorso alla
prima edizione della Festa Internazionale del Cinema di Roma, è
ambientato nella sua amata Francia (la sua seconda patria dal 1982,
in cui si rifugiò per evitare le censure del regime comunista),
e racconta di un uomo che suo malgrado si ritrova d'improvviso dalle
stelle alle stalle, a dover discendere velocemente tutti i gradini della
scala sociale.
Siamo
a Parigi. Vincent é un ministro, un uomo potente e ricco, anche
affascinante e con quel certo non so ché di sofisticato. Ama
vestire elegante, il relax, il vino e il buon cibo e - ovviamente -
la buona musica. Un uomo così non può non essere ambito
dalle donne, e a testimoniare questo è la sua relazione amorosa
con la giovane Odine, una donna molto bella, intelligente ma anche molto
furba. Quando Vincent viene cacciato - per le manifestazioni dei lavoratori
che ormai si sono fatte opprimenti - lei lo lascia, e al suo posto si
insedia il nuovo ministro. Dopo aver distrutto tutto quel che era di
proprietà del suo predecessore e aver cambiato la scrivania e
le tappezzerie, fino addirittura ai posacenere e ai telefoni, Théodière
si prepara ad iniziare la sua nuova prestigiosa avventura politica.
Per Vincent invece è arrivato il momento di cambiar vita, di
tornare alla semplicità della sua vecchia casa e di rivedere
i vecchi amici del quartiere. Il suo ottimismo sembra essere l'unica
ancora di salvezza in un momento in cui la fortuna sembra davvero averlo
abbandonato. Ride bene chi ride ultimo...
Un
film lento, musicalmente coinvolgente (Iosseliani è Maestro di
pianoforte e direttore d'orchestra) e che indugia spesso sui sorrisi
e sui silenzi riflessivi dei suoi protagonisti, ingenui e spensierati
ma anche forti. Ma d'altronde il regista è un sognatore, un artista
poliedrico che ama un cinema semplice, ironico e fatto di persone 'normali'
che vivono la vita come viene, senza particolari attitudini o stravaganze,
ma con addosso un'energia potenziale da muovere le montagne. Anche tecnicamente
le sue pellicole sono semplici, verrebbe da dire 'pure', tanta è
la loro vicinanza alla realtà. Nessun particolare gioco di macchina
o inquadrature calcolate, solo le persone nella loro pittoresca autenticità;
quella dei venditori ambulanti, dei disegnatori e dei musicisti di strada,
dei rabbini alcolizzati e quella di una famiglia in cui le donne la
fanno da padrone ed in cui spicca un magistrale inedito Michel Piccoli
nei panni della madre di Vincent. Lui, da solo, vale l'intero prezzo
del biglietto.
L'autunno di Iosseliani
è tinto di colori caldi, caldi come la splendida ottobrata romana
che fa da sfondo alla prima edizione della Festa Internazionale del
Cinema. Lo scenario giusto per rendere omaggio alla sua straordinaria
carriera di cineasta, che non smette mai di sorprenderci.
Percorsi tematici
Addio
terraferma - di Otar Iosseliani; con Nico Tarielashvili, Lily
Lavina.
Lunedì mattina - di Otar Iosseliani;
con Jacques Bidou.
Titolo:
Giardini in autunno (Jardins en automne)
Regia:
Otar Iosseliani
Sceneggiatura:
Otar Iosseliani
Fotografia:
William Lubtchansky
Interpreti:
Séverin Blanchet, Jacynthe Jacquet, Otar Iosseliani, Lily Lavina,
Denis Lambert, Michel Piccoli, Pascal Vincent, Salomé Bedine-Mkheidze,
Christian Griot, Mathias Jung, Albert Mendy, Muriel Motte, Mouna Ndiaye,
Lou Wenzel
Nazionalità:
Francia, 2006
Durata:
1h. 55'
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