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Tommaso
Tocci, 23 Ottobre 2008: Secco |
Bim,
31 Ottobre 2008
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La
banda Baader Meinhof
di Uli Edel
Negli
ultimi anni il cinema tedesco si è spesso trovato a ragionare
sul passato e sulle ferite ancora aperte del ventesimo secolo. E' interessante
notare come ciò sia avvenuto attraverso pellicole di ampia visibilità,
grandi produzioni in cui il gusto narrativo accompagna l'esposizione
storica. Tra gli altri, "La caduta"
e il recente "Le vite degli altri",
ma si potrebbe andare a ritroso fino a "Goodbye,
Lenin". "La banda Baeder Meinhof" si inserisce alla
perfezione in questo discorso, e anzi ne è prova tangibile, portando
la firma di Bernd Eichinger, produttore e sceneggiatore anche del film
sugli ultimi giorni di Hitler.
Le
vicende questa volta sono quelle del gruppo terroristico RAF che scosse
la Germania negli anni settanta con rapimenti, attentati e omicidi.
Il film di Uli Edel, ripescato dal suo vecchio amico Eichinger e ancora
ricordato per "Christiana F. - Noi i ragazzi dello zoo di Berlino",
risale fino alla metà degli anni Sessanta non solo per raccontare
la genesi della banda criminale, ma anche per sfiorare un accenno al
clima che l'ha generata, operazione di certo complicata per le numerose
sfumature di un periodo in cui si mescolavano i tumulti del '68, la
maturità della prima generazione tedesca nata dopo la guerra
e le instabilità politiche interne ed esterne. Crescendo proprio
all'interno dei movimenti studenteschi, i componenti della banda convogliarono
nelle azioni terroristiche l'insoddisfazione e la rabbia verso la classe
dirigente postbellica di un paese ancora vulnerabile. Decisivo fu l'apporto
della giornalista Ulrike Meinhof, dapprima esterno, poi sempre più
significativo, fino a identificare il gruppo con il suo nome. A condividere
quest'"onore" è Andreas Baader, criminale di mezza
tacca di pretenziosa cialtroneria che si fece, col passare degli anni,
autorevole riferimento ideologico; quantomeno, così gli sarebbe
piaciuto. Proprio la glorificazione della sua figura è stata
il pieno simbolo delle ovvie polemiche intorno al film, accusato in
patria di celebrare le gesta romantiche di criminali tanto efferati,
e in particolare di Baader. In realtà l'insensatezza e la follia
delle azioni della banda ne offuscano sempre qualunque fascino, a un
livello che precede il discorso filmico ed è chiaro dalla cronaca.
Contenziosi
extra-filmici a parte, la ricostruzione degli eventi è serrata,
e dieci anni sembrano venti. Eichinger si basa sul lavoro del giornalista
Stefan Aust, e con fare sicuro sorvola e cuce i gap cronologici,
dando un'impressione di urgenza e di simultaneità al tutto. Il
regista Edel, dal canto suo, accompagna questa scelta con una messa
in scena che non concede nulla all'epica e si preoccupa di illustrare
in modo efficacemente scarno. I personaggi si moltiplicano, e gli stessi
membri della banda trovano rapidamente degli eredi man mano che vengono
arrestati o uccisi. Proprio grazie alle sequenze sfuggevoli e alle relazioni
appena tratteggiate, gli autori rendono molto bene il senso della pericolosità
del gruppo, che attraversa le generazioni e si rigenera sempre più
velenoso. Così come era uscito dalle manifestazioni studentesche,
filtrando gli incerti ideali deviati attraverso una forma di protesta,
così lo sviluppo della RAF si adegua alle fasi storiche della
caccia e dei processi, creando una frattura tra la mente e il braccio.
A cercare
di fare ordine c'è, in un piccolo ruolo, Bruno Ganz: come una
nota pacatamente oscura al film stesso, il suo capo della polizia cerca
di stanare i criminali mentre ne prefigura le mosse. Una glossa funzionale
e dolorosa nel mezzo di una terribile escalation di brutalità.
"La
banda Baader Meinhof" può dirsi un film sostanzialmente
riuscito, i cui pregi e difetti ruotano sullo stesso asse, ovvero il
confine tra intrattenimento e ricostruzione, comprensibilità
e accuratezza. E sembra che per Eichinger l'equilibrio di quell'asse
sia ormai una priorità in cui specializzarsi.
Titolo:
La banda Baader Meinhof (Der Baader Meinhof Komplex)
Regia:
Uli Edel
Sceneggiatura:
Bernd Eichinger
Fotografia:
Rainer Klausmann
Interpreti:
Martina Gedeck, Moritz Bleibtreu, Johanna Wokalek, Nadja Uhl, Josef
Liefers, Stipe Erceg, Bruno Schmidt, Vinzenz Kiefer, Simon Licht, Alexandra
Maria Lara, Hannah Herzsprung, Tom Schilling, Daniel Lommatzsch, Sebastian
Blomberg, Heino Ferch, Bruno Ganz
Nazionalità:
Germania - Francia - Repubblica Ceca, 2008
Durata:
2h. 35'
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