Emanuela Perozzi, 20 Maggio 2006: Rassegnato
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La rabbia giovane

di Terrence Malick


Martin Sheen e Sissy Spacek in una scenaKit (Martin Sheen) vive di piccoli lavori saltuari in una cittadina del Sud Dakota. Cammina accentuando la sua inconsapevole somiglianza con James Dean ed ha lo sguardo pericoloso di chi ha subito un danno e quindi, parafrasando Josephine Hart, sa di poter sopravvivere. Quel modo di fare, di pettinarsi, persino come tiene distrattamente la sigaretta fra le labbra, lo rendono un ribelle per natura, un vagabondo senza passato che gira per il mondo sprovvisto di un posto dove andare, o di un ideale in cui sperare.
Martin SheenNel Sud Dakota vive anche Holly (Sissy Spacek), da poco trasferitasi dal Texas portando con sé l'eredità di una mamma morta quando era piccola e un padre che la circonda di quella protezione che, a personale alibi di quest'ultimo, la saprà preservare dai pericoli provenienti da chiunque non sia lui. Holly e Kit, due esistenze già segnate dalla mancanza, dalla perdita, dal disagio che presume un continuo rincorrere certezze inafferrabili, eppure così giovani da non potersi arrendere alla circolarità ineluttabile di una partenza svantaggiata.

Martin Sheen e Sissy SpacekHolly ha 15 anni, i capelli rossi e le lentiggini sul viso a rendere meno sconvolgente quel suo sguardo da adulta dentro un corpo di bambina esile. Kit ha dieci anni più di lei ed un sorriso da cui è difficile intuire l'aggressività atavica che lo accompagna goffamente in ogni suo camuffato gesto di tenerezza. Guardandosi negli occhi, si riconoscono e si scelgono. Quella stessa privazione che individuano l'uno nell'altra è solo il principio di un viaggio verso il nulla, da cui provengono entrambi e verso cui corrono ancora insieme in un immaginario deja-vu verso la conclusione di una storia già scritta, consapevolmente, inevitabilmente.
Sissy Spacek"Sentivo che il mio destino era legato a lui", dice Holly nella voce off che giunge da stralci del suo diario a disegnare poeticamente il filo della storia, anticipando in maniera sublime, come il Kubrick di "Lolita", il convulso dettato delle visioni del regista. Quel Terrence Malick che, a partire dalla prima morte di questo suo primo film - quando Warren Oates uccide freddamente il cane di sua figlia Holly per punirla di avergli nascosto la relazione con Kit - farà dei suoi personaggi dei sopravvissuti, scavati di tutto, anche di quello che non possiedono. Dalla casualità di questa prima morte, profetata ad inizio film da quella di un altro cane (randagio) trovato da Kit tra i bidoni della spazzatura, si profila la persuasione di quanta poca differenza vi sia tra le bestie e le persone, quando è il rifiuto a dominare le loro esistenze.
Sissy Spacek e Martin SheenDi fronte ad un tale continuo bilico tra la vita e la morte, ad Holly e Kit non resta altro che scappare e seminare scie di sangue accidentale, come se si trattasse di un gioco in cui vince chi riesce ad uccidere tutti i nemici. Dal nemico numero uno, quel padre ostile alla relazione con la sua ragazza, per Kit sarà un susseguirsi di violenza lucida quanto gratuita e priva di odio, nei confronti di chiunque incapperà sulla loro strada provando a spezzare l'incantesimo, a rompere la magia di un'esistenza parallela costruita lontano da un confronto con il resto del mondo, trovando illusorio e fugace sollievo nelle bellezze sconfinate di una natura indimenticabile che parla, racconta e descrive la loro giovinezza rabbiosa meglio di tante parole.
Martin SheenCome unica via per evadere dalla solitudine alienante e paralizzante, il ritorno alla natura rappresenta infatti per i personaggi di Malick, nonostante il suo radicato pessimismo ("la natura è crudele" per il Will della "Sottile linea rossa"), l'ultima illusione verso un riscatto di vita che in ogni caso è destinato a fallire, perché si può fuggire da tutto tranne che da se stessi; lo sanno bene i nostri ragazzi la cui solitudine è per di più rafforzata dal tocco di regia malickiano che provvede sapientemente ad ingigantirla, dissimulandola nello stesso momento, entro gli spazi sconfinati delle badlands del titolo originale, dei contorni intagliati delle grandi montagne all'orizzonte, della foresta dimenticata dalla civiltà e delle enormi distese di grano mosse da un vento sempre irrequieto che offre una tregua ai silenzi dei paesaggi svuotati di segnali antropomorfici.

Martin Sheen e il regista Terrence MalickIspirato al caso Starkweather-Fugate, realmente accaduto in America alla fine degli anni '50, l'esordio registico di Terrence Malick non fa pensare tanto all'On the Road trasgressivo e ribelle in stile anni Cinquanta, quanto alla freddezza degli omicidi senza motivo che ispirarono il capolavoro letterario di Truman Capote, "A sangue freddo", e la successiva versione cinematografica di Richard Brooks del 1967. Gli omicidi perpetrati durante il film-viaggio (di sola andata) verso la follia, vengono vissuti dal personaggio di Holly in uno stato di irreale trance, senza un effettivo stato emotivo se non quello di osservatrice inerme, ma senza neppure arrivare al distacco schizofrenico sperimentato da Kit, il quale uccide dandosi e dandole giustificazioni ridicole, che scarica la sua rabbia sparando persino ai pesci in mare. Eppure, tutta la sua cattiveria trova sfogo ancora e sempre contro se stesso, come dimostra il finale in cui egli non riesce più ad impedire la cattura, ma anzi sembra ricercarla come liberazione ironica e antiretorica al suo percorso alienante. Ma prima della sentenza definitiva c'è finalmente tempo per ridere e scherzare con suoi coetanei (per la prima volta dall'inizio del film), ovvero i poliziotti che, portandolo via in macchina, non possono fare a meno di subire il suo fascino sfrontato e sentirsene un pò contagiati.
Una scenaHolly se la caverà con una piccola pena prima di sposare un principe azzurro qualsiasi, mentre ad attendere Kit c'è ben altro destino. Ma è chiaro ormai che Kit è già morto, a partire dal primo pulsionale omicidio che ha commesso ("Io e la mia ragazza ci suicidiamo. Le ho fatto fuori il padre" dice la voce registrata per depistare le indagini della polizia, prima di dare fuoco alla casa di Holly e darsi alla fuga) e la sedia elettrica è solo un suicidio premeditato, l'epilogo materiale di ciò che, moralmente, è già avvenuto.


Percorsi tematici

The New World - di Terrence Malick; con Colin Farrell, Christian Bale, Q'Orianka Kilcher.
La sottile linea rossa BLEAH - di Terrence Malick; con Ben Chaplin, Jim Caviezel, Elias Koteas, Sean Penn.


La locandina statunitenseTitolo: La rabbia giovane (Badlands)
Regia: Terrence Malick
Sceneggiatura: Terrence Malick
Fotografia: Tak Fujimoto, Stevan Larner, Brian Probyn
Interpreti: Martin Sheen, Sissy Spacek, Warren Oates, Ramon Bieri, Alan Vint, Gary Littlejohn, John Carter, Bryan Montgomery, Gail Threlkeld, Charles Fitzpatrick, Howard Ragsdale, John Womack Jr, Dona Baldwin, Ben Bravo, Terrence Malick
Nazionalità: USA, 1973
Durata: 1h. 35'