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Alberto Cassani, 4 Aprile 2001: Elegante
La
leggenda di Bagger Vance
di Robert Redford
"Il
libro era ispirato alla tradizione del pensiero religioso orientale.
Che non funziona secondo le dualità dell’occidente - buono e
cattivo, nero e bianco, maschio e femmina - ma gioca sull’esistenza
di un terzo personaggio, amministratore dell’equilibrio delle cose."
Robert Redford - intervista su "Ciak",
Marzo 2001.
Il
pubblico italiano ha sempre dimostrato abbastanza disinteresse nei confronti
dei film a carattere sportivo che non riguardano il mondo del calcio.
Figuriamoci poi quando si parla di uno sport seguito da pochi, come
può essere il golf. Ma questo nuovo film diretto da Robert Redford
si dimostra davvero ben riuscito, e non credo che la poca conoscenza
dello sport in questione disturbi più di tanto. L’aurea particolare
del gioco del golf traspare comunque attraverso le belle immagini di
questa pellicola.
Rannulph
Junuh era il golfista più famoso del sud degli Stati Uniti, ma
poi venne la guerra, la Prima Guerra Mondiale, e Junuh dovette partir
soldato. Sopravvissuto ad una pericolosa missione esplorativa in cui
tutti i suoi compagni restano uccisi, Junuh rimane talmente sconvolto
da decidere di restare lontano dalla sua nativa Savannah, in Georgia,
fino ai primi anni ‘30. Tornato a casa rifiuterà il contatto
con chiunque, ma per far conoscere il campo più bello degli Stati
Uniti la sua ex fidanzata gli chiede di tornare a giocare a golf. Ma
il campione ha ormai perso il suo swing, e sarà un misterioso
caddie di colore, Bagger Vance, ad aiutarlo a trovarlo.
Robert
Redford da giovane è stato un discreto attore, ma è stato
anche, fin dall’esordio, un eccellente regista. I suoi film da regista
sono sempre visivamente eleganti, sono sempre incentrati su personaggi
piuttosto normali in situazioni per loro straordinarie. I suoi film
hanno sempre una carica emotiva estremamente alta. E quest’ultimo, tratto
dal romanzo di Steven Pressfield, non fa eccezione.
Sottolineate
dalle belle musiche di Rachel Portman e dalla calda ma altalenante fotografia
di Michael Ballhaus, le disavventure di un Matt Damon un po’ imbalsamato
riescono a colpire lo spettatore al cuore grazie soprattutto al raffinato
stile di regia e all’alone magico che sprigiona dal personaggio che
da il titolo al film, quel Bagger Vance ben interpretato da Will Smith.
A raccontarci la storia, che include anche la bella Charlize Theron,
nella versione originale è il grande Jack Lemmon, mentre se c’è
una cosa davvero negativa nel film è il doppiaggio, che utilizza
voci decisamente fuori personaggio. Un film estremamente valido, comunque,
intenso ed emozionante. Dal cinema non si può chiedere di più.
Non
c'è nessuno sport come il golf.
Percorsi
tematici
L'uomo
che Sussurrava ai Cavalli - di Robert Redford; con Robert Redford,
Kristin Scott Thomas, Scarlett Johansson.
Titolo:
La leggenda di Bagger Vance (The Legend of Bagger Vance)
Regia:
Robert Redford
Sceneggiatura:
Jeremy Leven
Fotografia:
Michael Ballhaus
Interpreti:
Matt Damon, Will Smith, Charlize Theron, Bruce McGill, Joel Gretsch,
Lane Smith, J. Michael Moncrief, Peter Gerety, Thomas Jay Ryan, Michael
O'Neill, Trip Hamilton, Dermot Crowley, Harve Presnell, Danny Nelson,
Bob Penny, Jack Lemmon
Nazionalità:
USA, 2000
Durata:
2h. 06'
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