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Alberto Cassani, 15 Marzo 2001: Cattivo |
Eagle
Pictures, 11 Ottobre 2002
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Bamboozled
di Spike Lee
Giustamente
scelto per inaugurare la dodicesima edizione del Festival del Cinema
Africano di Milano, nel 2002, "Bamboozled" è un film bellissimo
per un'ora e quaranta, prima di un radicale cambiamento di tematiche,
ritmo e qualità generale. Se nella prima parte, infatti, la pellicola
è incentrata sulla raffigurazione stereotipata che i neri hanno
sempre avuto nella società statunitense, nella seconda parte
ci si trova di fronte ad un apologo su quanto il successo cambi la gente
e faccia male ai rapporti interpersonali, prima di un finale eccessivo
che comunque riporta la narrazione sull'argomento principale del film.
Pierre
Delacroix è un autore televisivo di scarso successo. È un nero,
ma non contento di esserlo finge di provenire dai Caraibi. Per protestare
contro gli show in cui i neri si comportano come i bianchi, "Dela" propone
al suo produttore un nuovo programma, una buffonata che riprende molti
degli antichi stereotipi sui neri, con protagonisti due talentuosi ballerini
da strada che si esibiscono con la faccia annerita dal lucido pur essendo
di colore. Inaspettatamente lo spettacolo ha successo, anche se alcune
frange della comunità nera si dicono offese. E allora Dela si rende
conto che gli stereotipi cui si è ispirato non sono poi così antichi...
Forse
uno dei film più politici di uno dei registi più politici
d'America, "Bamboozled" ("preso in giro") è una critica spietata,
che non risparmia nessuno: nel "paese della libertà e del coraggio"
nessuno è senza peccato. Delacroix è un nero che si atteggia
per prendere le distanze dall'ambiente in cui è cresciuto; il
suo produttore è un bianco (Michael Rapaport in una gustosa variazione
del suo tipico personaggio) sposato con una nera e che pensa di conoscere
i neri meglio di quanto gli stessi neri conoscano se stessi; i due ballerini
da strada vengono dal ghetto e sono pronti a tutto pur di uscirne, compreso
prendere in giro se stessi e la propria comunità, non rendendosi
conto delle conseguenze delle loro azioni fino a quando non è
troppo tardi; gli estremisti dicono "no" più per partito preso
che per reale necessità o volontà.
"Bamboozled"
è un film pieno di neri che vorrebbero esser bianchi, e di bianchi
che vorrebbero essere neri, ma è sempre lo stereotipo quello
cui danno la caccia. Va dato atto a Spike Lee di aver realizzato un
film per nulla moralista, in cui non ci sono veri buoni perché
tutta la società è corrotta. I Mau-Mau, gli estremisti
di cui sopra, sono un gruppo rap molto politicizzato, e nella loro raffigurazione
sta secondo me la critica più grande che Spike Lee fa con questo
film: del gruppo fa parte un bianco che ha avuto un bisnonno nero e
che si sente più nero dei neri (esattamente come il produttore
di Michael Rapaport), e il gruppo decide, per combattere la supremazia
bianca, di compiere un atto assolutamente inutile e senza senso come
scrivere "black" senza la C: blak. I Mau-Mau sono un gruppo pronto a
lavare col sangue l'offesa della presa in giro di un programma TV cui
loro stessi avrebbero voluto partecipare. I Mau-Mau sono quelli che
le prendono, ma non sono i buoni, mentre i buoni sparano ai neri ma
non ai bianchi, anche se si sentono neri.
Dal
lato tecnico, Spike Lee ha girato in digitale probabilmente per contenere
i costi di un film che immagino ben pochi produttori sarebbero stati
pronti a finanziare. Il problema, però, è che anche lui
come molti altri in precedenza, si è fatto prendere dalla "sindrome
del videoamatore", realizzando scene visivamente fini a se stesse, montando
la videocamera su mensole, specchi e antine, usando la macchina a mano
invece del carrello e finendo per girare scene notturne con sgranature
al limite del comprensibile. Sotto questo aspetto, il film è
assolutamente mediocre, ma l'inserimento di spezzoni di film d'annata
(tra cui anche "Malcolm X" e "Nascita di una nazione") per meglio illustrare
alcuni passaggi lo rende certamente più efficace, e conferma
la genialità del regista. Regista che comunque non è senza
peccato, esattamente come i suoi personaggi. La pellicola è altalenante
e a tratti confusa, ma dal punto di vista politico è inattaccabile.
Personalmente però, penso che la chiave stia in quanto ha scritto
Salvatore Lombino, in arte Ed McBain, perché finché ci
si sente diversi dagli altri, finché non si considera se stessi
completamente membri di una comunità, non si può pretendere
di venirne accettati completamente.
Percorsi
tematici
La
25a ora
- di Spike Lee;
con Edward Norton, Philip Seymour Hoffman, Barry Pepper, Rosario Dawson.
Bus in viaggio - di Spike Lee; con Ossie Davis,
Andre Braugher, Charles S. Dutton, Richard Belzer, Thomas Jefferson
Bird, Isaiah Washington.
He Got Game - di Spike Lee; con Ray Allen,
Denzel Washington, Milla Jovovich, Bill Nunn, John Turturro, Rick
Fox.
Inside Man - di Spike Lee; con Denzel Washington,
Clive Owen, Jodie Foster.
Lei mi odia - di Spike Lee; con Anthony
MacKie, Kerry Washington.
Summer of Sam - di Spike Lee; con John Leguizamo,
Mira Sorvino, Jennifer Esposito, Adrien Brody.
When the Leeves Broke: A Requiem In Four Acts
- di Spike Lee.
Titolo:
Bamboozled (Bamboozled - The very black show)
Regia:
Spike Lee
Sceneggiatura:
Spike Lee
Fotografia:
Ellen Kuras
Interpreti:
Damon Wayans, Savion Glover, Jada Pinkett-Smith, Tommy Davidson, Michael
Rapaport, Thomas Jefferson Byrd, Paul Mooney, Sarah Jones, Gillian Iliana
Walters, Susan Batson, Mos Def, MC Search, Gano Grills, Canibus, DJ
Scratch, Charli Baltimore, muMs da Schemer, Dormeshia Sumbry, Tyheesia
Collins, Cartier Williams, Jani Blom
Nazionalità:
USA, 2000
Durata:
2h. 15'
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