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Gianpaolo
Saccomano, 31 Ottobre 2001: Commerciale |
01
Distribution, 5 Ottobre 2001
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Belfagor
Il fantasma del Louvre
di Jean-Paul Salomé
Sentite
un po' che trovata originale: in un'ala del celebre museo del Louvre
sono in corso dei lavori di ristrutturazione che portano al ritrovamento
di un antico sarcofago con bizzarri geroglifici di difficile interpretazione
e datazione. Il reperto, ancora in fase di studio, contiene la mummia
di Belfagor, entità inquieta e probabile incarnazione del demone barbuto
Baal, che ha necessità di impossessarsi di un corpo vivente che gli
permetta di continuare la ricerca di un medaglione fondamentale per
il raggiungimento della pace eterna. A tal scopo e, naturalmente per
una fortuita casualità, la bella Lisa entra in contatto psichico con
il fantasmone egizio, e alla fine gli fornisce la (direi notevole...)
materia prima.
Questa
in sintesi la trama della super produzione francese con cui, a distanza
di più di trent'anni, si è cercato di rinverdire i fasti dell'ormai
mitico sceneggiato interpretato dall'inquietante ed enigmatica Juliette
Greco e che attraverso le penombre del Louvre ha affascinato e terrorizzato
una generazione di spettatori televisivi. Cosa possa offrire di nuovo
alle smaliziate platee del giorno d'oggi questo insipido miscuglio di
horror, giallo e metapsichica spicciola, al di là di una modesta imitazione
delle "mummie" hollywoodiane, proprio non saprei
dirvi. Intendiamoci, il film è passabile e si lascia guardare se non
altro per il fascino indiscutibile della protagonista, una Sophie Marceau
bella ed intensa, e per la divertita e partecipe interpretazione che
Michel Serrault ci regala, anche stavolta, calandosi nei panni del vecchio
commissario Verlac che adora il rock anni '70.
Al
di là del sito
internet, che vi segnalo perché veramente ben fatto, tutto il resto
è piatto, scontato, prevedibile e già visto: a cominciare dagli effetti
speciali (che tanto grandiosi non sono) e passando per l'improbabile
e risaputa sceneggiatura, sostenuta dalle musiche di Bruno Coulais (che
fanno il verso ai "Dead can dance"). Per tacere poi della regia di questo
Jean-Paul Salomé che, nonostante abbia fatto da assistente a
gente del calibro di Yves Boisset ed Yves Robert, si dimostra banale
e inefficace, senza un guizzo di originalità o virtuosismo tecnico.
Ciò
che comunque non possiamo perdonare, è il cattivo uso della fascinosa
ed inquietante ambientazione museale del Louvre, perfetta cornice terrifica,
che, se altrimenti illuminato e ripreso con maggiore personalità autoriale,
avrebbe potuto regalarci momenti di genuino terrore. Aggiungo che se
(come molte particolari fanno sospettare) tra gli obbiettivi della produzione
vi erano intenti promozionali nei confronti della gloriosa istituzione
parigina, allora il risultato è di gran lunga inferiore alle attese:
di fronte al terribile simulacro di Belfagor che si sposta etereo per
mezzo del solito carrello posizionato sotto i piedi, il Louvre passa
purtroppo in secondo piano.
Il
film, astutamente distribuito alla comparsa delle prime brume autunnali
ed in coincidenza con la festività di Halloween, dopo aver sbancato
i botteghini d'oltralpe, sta comunque incassando molto bene anche da
noi: il che la dice lunga sulla predisposizione all'impegno e alla innovazione
da parte dell'attuale pubblico cinematografico. Peccato che a questa
calcolata operazione commerciale si sia prestata anche la non dimenticata
Juliette Gréco (la si vede brevemente in un apparizione-cameo).
Chissà che il vecchio spettro di Belfagor non decida di tirarle le coperte
di notte: con remake di questo genere di certo la pace non l'ha ancora
trovata.
Titolo:
Belfagor - Il fantasma del Louvre (Belphegor - Le fantôme du Louvre)
Regia:
Jean-Paul Salomé
Sceneggiatura:
Jérôme Tonnere, Jean-Paul Salomé
Fotografia:
Jean-François Robin
Interpreti:
Sophie Marceau, Michel Serrault, Julie Christie, Frédéric
Diefenthal, Juliette Gréco, Jean-François Balmer, Patachou, Lionel
Abelanski, Françoise Lépine, François Levantal, Jacques Martial, Philippe
Maymat, Matteo Vallon, Pierre Aussedat, Jean-Claude Bolle-Reddat
Nazionalità:
Francia, 2001
Durata:
1h. 37'
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