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Mariela Bernardini, 27 Gennaio 2003: Divertente |
20th
Century Fox, 8 Marzo 2002
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La
rivincita delle bionde
di Robert Luketic
Gli
sceneggiatori e registi Hollywoodiani si sono sempre divertiti a rappresentare
le bionde come delle svampite, un po' sciocche, infantili ma allo stesso
tempo molto seducenti. L'esempio lampante di ciò che ho appena
scritto ce l'ha fornito la divina Marilyn Monroe, che in ogni suo film
ha messo in risalto di che stoffa sono fatte le bionde! Ma Marilyn è
solo una delle tante dive bionde che hanno fatto sognare gli uomini,
facendo morire di invidia le more, le antagoniste per eccellenza delle
signorine dai capelli color oro.
Nel
corso degli anni si è tentato di rivalutare le bionde, e a sfatare
il mito della donna bionda e oca ci hanno pensato in molte, ma forse
la femme fatale Sharon Stone, in "Basic Instinct",
ha messo davvero fine allo stereotipo che ha caratterizzato per molti
decenni le donne dalla capigliatura dorata. E nel 2000, com'è
la situazione delle bionde? Beh, diciamo che al di là della solita
Meg Ryan, nei ruoli della dolcezza di turno, il resto delle bionde sono
piuttosto agguerrite: Uma Thurman sarà una killer spietata nell'ultimo
film di Tarantino "Kill Bill", Michelle
Pfeiffer è una donna molto perfida in "White Olendear"
(film che peraltro ci propone una vasta gamma di bionde), Renée
Zellweger una cantante assassina nel film di prossima uscita "Chicago",
giusto per citarne alcune. Ma a riportare in auge lo stereotipo "bionda-frivola",
ci ha pensato la nuova American sweetheart Reese Witherspoon,
nel film dall'emblematico titolo "La rivincita delle Bionde",
uscito in sordina nelle nostre sale lo scorso anno.
Elle
(Reese Witherspoon) è bella, ricca, bionda, frivola, amata e
rispettata dalle ragazze che fanno parte del club tutto al femminile
presso la University of Southern California, club da lei diretto. La
ragazza legge tutte le riviste di moda, conosce tutti i trucchi di bellezza
ed è imbattibile in materia di shopping. Anche in questioni di
uomini non sembra sbagliare un colpo; infatti è fidanzata con
un bel tipo, futuro studente di legge, Warner Huntington III (Matthew
Davis). Una sera a cena, convinta che Warner l'abbia invitata per chiederle
di sposarla, la povera Elle viene lasciata dal ragazzo. Il motivo? Beh,
uno che studierà legge ad Harvard ha bisogno di una ragazza più
seria e non di una ragazza troppo bionda e sciocca, che pensa solo agli
abiti firmati. Le pressioni familiari sono tante e Warren, che vuole
diventare senatore prima dei 30 anni, deve sposarsi con "una Jackie
e non con una Marilyn".
La
bionda, dotata di una tenacia incredibile e nonostante lo stupore di
tutti, decide di iscriversi ad Harvard per cercare di riconquistare
l'ex. Lasciata la soleggiata e vitale west coast per la più sobria
e fredda east coast, Elle se la vedrà con la rigidità
dell'università e con i pregiudizi che studenti e professori
hanno nei confronti di questa Barbie californiana. La ragazza, confortata
dall'amicizia che stringe con l'altrettanto bionda ed eccentrica Paulette
(Jennifer Coolidge), una parrucchiera del posto, riuscirà pian
piano a superare tutti i guai diventando persino un bravo avvocato.
Ma riconquistare l'ex è un'impresa molto ardua, poiché
dovrà vedersela con la nuova fidanzata snob di Warren...
La
Witherspoon ("Pleasantville", "Tutta
colpa dell'Amore - Sweet Home Alabama") da molti considerata
l'erede della Ryan, interpreta con brio un ruolo che le calza a pennello.
Risulta simpatica e convincente e riesce ad esprimere in modo efficace
la vanità, la determinazione e l'energia positiva che sprigiona
Elle. E' lei la vera anima del film. Il resto del cast non lascia il
segno, anche se c'è da notare la presenza di un'antipatica Selma
Blair nel ruolo dell'antagonista di Elle e di Luke Wilson ("I
Tenenbaum") nei panni di un giovane avvocato amico di Elle.
Forse al di là della Witherspoon, chi rimane impresso nella memoria
è il suo inseparabile cagnolino Bruiser, davvero simpatico!
Tante
gag, volgarità non eccessive e stereotipi sull'eterna rivalità
che esiste tra le due coste americane fanno di "La rivincita delle
bionde" un film godibile, con alcune soluzioni ovvie e scontate,
che però in una favola del genere sono più che giustificate.
Anche se devo farvi notare che pur trattandosi di una commedia, il film
tratta argomenti abbastanza seri, come la difficoltà che hanno
le ragazze nel far carriera in modo onesto, in ambienti colmi di persone
senza scrupoli. Ridendo e scherzando un qualcosa di serio può
sempre venire fuori.
Punto forte della sceneggiatura, scritta a quattro mani da Karen McCullah
Lutz e Kirsten Smith ("10 cose che odio di
te"), è quello di far sì che le vaste nozioni
di Elle in materia di bellezza e di moda diventino un ottimo strumento
per portare a termine la sua rivincita, ma principalmente la aiuteranno
a vincere la sua prima causa. Ovvero, quando la vanità non è
inutile, anzi!
Una commedia giovanile da non sottovalutare, che ha definitivamente
consacrato la Witherspoon come nuova regina della commedia americana.
Talmente grande è stato il successo ottenuto negli States (è
costato 18 milioni e ne ha incassati 96) che quest'anno uscirà
il sequel, con Elle addirittura alle prese con la Casa Bianca. Non male
per una bionda...
Titolo:
La rivincita delle bionde (Legally Blonde)
Regia:
Robert Luketic
Sceneggiatura:
Karen McCullah Lutz, Kirsten Smith
Fotografia:
Anthony B. Richmond
Interpreti:
Reese Witherspoon, Luke Wilson, Selma Blair, Matthew Davis, Victor Garber,
Jennifer Coolidge, Holland Taylor, Ali Larter, Jessica Cauffiel, Alanna
Ubach, Oz Perkins, Linda Cardellini, Bruce Thomas, Meredith Scott Lynn,
Raquel Welch, Samantha Lemole, Kelly Nyks, Ted Kairys, Michael B. Silver,
Kimberly McCullough, Shannon O'Hurley
Nazionalità:
USA, 2001
Durata:
1h. 36'
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