Tommaso Tocci, 31 Ottobre 2007: Omnicomprensivo
Universal, 1 Novembre 2007

The Bourne Ultimatum
Il ritorno dello sciacallo

di Paul Greengrass


Matt Damon in una scena2002. Con il primo "Bourne", il regista Doug Liman realizza un film particolare, un action movie di un nitore 'europeo', non solo nelle location. Può sembrare inappropriato parlare di understatement in una storia ricolma di botti&botte, ma il feeling che restituiva era diverso dai consueti prodotti hollywoodiani. Lo stesso Damon, nel ruolo del super-agente dei romanzi di Ludlum, era una scelta in leggera controtendenza. "The Bourne Identity" ha quindi maturato un fascino riconoscibile e particolare, pur all'interno delle coordinate di genere. Con il secondo film della saga, "The Bourne Supremacy", Liman è rimasto come produttore esecutivo (preferiamo ricordarlo così piuttosto che per "Mr. & Mrs. Smith") ma ha ceduto la regia a Paul Greengrass, permettendogli di applicare lo stile che l'aveva reso famoso con "Bloody Sunday" alle peripezie di Bourne. L'operazione ha riscosso consensi robusti e Greengrass è al timone anche di questo terzo episodio, che è legato al secondo in modo molto stretto.

Matt Damon e Julia StilesGreengrass, Liman e soprattutto lo sceneggiatore Tony Gilroy (recentemente passato alla regia con "Michael Clayton") gestiscono alla perfezione l'aspetto 'seriale' del film, forse meglio di chiunque altro in epoca recente. L'incipit riprende senza intervalli l'epilogo in Russia di "Supremacy" (la coda finale sarà spiegata più avanti, con un'interessante via di mezzo tra ingegnosa integrazione e sfacciato rattoppo), e nel frattempo qualche linea di dialogo riassume senza appesantire. Sarebbe comunque meglio riguardarsi i predecessori (o almeno "Supremacy") prima di approcciare "Ultimatum", in modo da cogliere al meglio l'eccellente riguardo con cui lo script guarda al passato dell'agente senza memoria; non si tratta solo di elementi nella trama, perché nell'accompagnare l'attacco finale di Bourne ai vertici della CIA la sceneggiatura ingloba attimi e suggestioni, 'duplicati' e rivisitazioni di momenti importanti per Jason. Lavorando in modo quasi subliminale, a un livello molto diverso da quello canonico dei flash(back) di memorie perdute che si riferiscono di solito al suo passato di killer, la storia evidenzia l'umanità di Bourne principalmente attraverso le tematiche dell'amor perduto e del rapporto con i 'colleghi' agenti prodotti da Treadstone. Insieme al curioso e già menzionato overlap con "Supremacy", questo elemento basta a rendere "Ultimatum" un grandioso 'terzo di serie', brillante nel compito di fornire un senso di chiusura globale oltre all'ovvio 'more of the same'. Un quarto episodio prima o poi si farà, e staremo a vedere dove Gilroy porterà l'ottima struttura seriale dei primi tre.

Edgar RamirezSe visto in prospettiva 'chiusa', e non come elemento di saga, "The Bourne Ultimatum" rivela qua e là punti di usura nella formula, rimasta troppo uguale a sé stessa. Certo, ha sempre funzionato, ma dopo tre film il solito momento dell'inseguimento in auto, del combattimento a mani nude con il pari-grado e in generale il reiterato trionfo dell'astuzia di Bourne su avversari inferiori suona un po' troppo come dovuto, e non sempre necessario. Lo scivolone più grossolano, evitato per un pelo ma forse no, è il tentativo di recuperare alla causa il personaggio di Nicky. Maldestro, ma poteva finire molto peggio.

Matt DamonLa realizzazione è comunque impeccabile. Greengrass in "Supremacy" aveva spinto quasi al limite il suo culto dell'inquadratura a mano traballante, e forse l'abitudine giova in "Ultimatum", decisamente sullo stesso stile ma più godibile anche per alcune scelte di calmo virtuosismo che variano lo schema. Per il resto, la saga di Bourne è un treno ormai collaudato e ultra-moderno, corre quasi da solo verso la meta su binari che gli appartengono, come il saldo controllo sulle vicende della CIA. La solita, perfetta Joan Allen è affiancata stavolta da David Strathairn nel suo nuovo splendore post-Clooney, bravo e degno successore di Chris Cooper e Brian Cox nei film precedenti (ma occhio alla piccola parte di Albert Finney!). Matt Damon è sempre più Bourne, e sembra portarsi appresso il peso del personaggio, ma forse è solo stanchezza per l'impegno che richiede una figlia neonata, chissà.


Percorsi tematici

The Bourne Identity - di Doug Liman; con Matt Damon, Franka Potente, Chris Cooper.
The Bourne Supremacy - di Paul Greengrass; con Matt Damon, Joan Allen, Brian Cox.


La locandina originaleTitolo: The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo (The Bourne Ultimatum)
Regia: Paul Greengass
Sceneggiatura: Tony Gilroy, Scott Z. Burns, George Nolfi
Fotografia: Oliver Wood
Interpreti: Matt Damon, Julia Stiles, David Strathairn, Scott Glenn, Paddy Considine, Edgar Ramirez, Albert Finney, Joan Allen, Tom Gallop, Corey Johnson, Daniel Brühl, Joey Ansah, Colin Stinton, Dan Fredenburgh, Lucy Liemann, Bryan Reents, Arkie Reece, John Roberson, Russ Huard, Mark Bazeley
Nazionalità: USA, 2007
Durata: 1h. 52'