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Tommaso
Tocci, 9 Giugno 2007: Lineare |
Mikado,
18 Maggio 2007
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Breach
L'infiltrato
di Billy Ray
Autore
di sceneggiature che variano dal pessimo al dimenticabile ("Sotto
corte marziale", "Flightplan",
"Suspect Zero"), Billy Ray ha esordito
nella regia con "L'inventore di favole"
prima di dedicarsi alla storia vera di Robert Hanssen, agente di lungo
corso dell'FBI arrestato nel 2001 dopo aver passato vent'anni ad allungare
informazioni ai russi sotto il naso del Bureau.
"Breach"
si concentra sulla fase operativa dell'indagine: l'aspirante agente
Eric O'Neill, giovane patriota di stentorea volontà e corposo
indottrinamento familiare, viene assegnato al controllo dell'astuto
veterano come finto assistente, mentre intorno ai due va in scena il
teatro di coperture, sorveglianze e progressivo avvicinamento alla preda.
La vittima innocente è il sistema di valori di O'Neill, il quale
deve tutelare coscienza e rapporto coniugale mentre si dedica al mondo
oscuro di Hanssen, che invece non risente sullo schermo di queste pressioni:
il suo lato criminale giace fuoricampo, tutti lo vedono tranne noi.
Una trovata interessante da parte di Ray, una delle tante con cui il
regista aggira lo stereotipo thriller spegnendone gli strumenti.
La suspense, ad esempio, che viene distillata in pillole di poche
sequenze, i colpi di scena, o anche solo i cliché (maestro-allievo)
e i luoghi comuni da FBI e film di spionaggio (compreso il tema della
'cultura delle armi', ma si veda come questa ritorni in una serie di
veloci stacchi nel finale).
Ciò
che non fa difetto a "Breach" è invece l'approccio
ragionato ai personaggi e l'orizzonte dei loro conflitti, tutti a corto
raggio e fortemente ancorati a un'umanità essenziale. Non a caso,
la cifra assoluta del film è la spazialità scenografica,
con il familiare che diventa ostile (nelle case) e il lavorativo che
diventa domestico (i corridoi degli uffici, tanto veri da apparire falsi
ma poi così finti da volerci quasi credere). I pochi ambienti
ricorrenti contribuiscono a creare un'intimità da storia piccola
ma col passo spedito, basato in larga parte sull'attesa.
L'avvento
dell'11 settembre incombe infatti sulla vicenda come già nel
francese "Quelques jours en september",
nel quale però l'attesa era manipolata drammaturgicamente. "Breach"
invece si macera in un'attesa più vera (fatta di piccoli promemoria
e indicatori temporali che mandano indietro l'orologio mentale - le
fotografie dei Presidenti che cambiano, i dibattiti politici e quelli
religiosi) un'attesa che, in fondo, non c'è; per questo risulta
tanto più angosciante la vicenda di Hanssen e dei personaggi
tutti, impegnati a guardarsi dentro mentre al di fuori monta l'evento
che cambierebbe (cambierà) tutte le loro prospettive. Il sottile
ma potente stato d'animo insinuato nello spettatore è il risultato
di una storia sommessa e di una sceneggiatura riuscita.
Percorsi
tematici
The
Good Shepherd - di Robert De Niro; con Matt Damon, Angelina Jolie.
Titolo:
Breach - L'infiltrato (Breach)
Regia:
Billy Ray
Sceneggiatura:
Adam Mazer, William Rotko, Billy Ray
Fotografia:
Tak Fujimoto
Interpreti:
Chris Cooper, Ryan Phillippe, Laura Linney, Dennis Haysbert, Caroline
Dhavernas, Gary Cole, Kathleen Quinlan, Bruce Davison, Jonathan Watton,
Tom Barnett, Jonathan Potts, David Huband, Catherine Burdon, Scott Gibson,
Courtenay J. Stevens, Clare Stone, Jonathan Keltz, Richard Fitzpatrick,
Melissa Thomson, Craig Eldridge, Jonathon Whittaker
Nazionalità:
USA, 2007
Durata:
1h. 50'
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