Bronxdi Robert De Niro Figlio di un onesto autista di autobus, Calogero Anello cresce adorando da lontano Sonny, boss mafioso del quartiere di New York dove la famiglia Anello vive. E quando Sonny prende sotto la sua ala protettrice il giovane paisà, il padre di Calogero va su tutte le furie perché si rende conto che leducazione che quel criminale può dare a suo figlio non ha nulla a che vedere con i valori che lui sta tentando di insegnargli. Ma vivere nel Bronx degli anni Sessanta non è facile, e alle volte bisogna scendere a compromessi con le proprie idee. Prima,
e finora unica, regia di Robert De Niro, Bronx è
un film che stilisticamente deve quasi tutto a Martin Scorsese, offrendo
anche una situazione iniziale che ricorda da vicino Quei
bravi ragazzi. Ma De Niro è bravo a controllare il
materiale a sua disposizione e a presentarcelo con la giusta sensibilità,
rendendo il film la storia di due adulti che pensano di sapere quale
sia il modo migliore di educare un ragazzo. Solo, uno dei due adulti
è il padre del ragazzo, laltro è un criminale. Sono
due uomini che, in maniera diversa, possono sembrare eroi agli occhi
di un ragazzo di diciassette anni: uno si alza presto ogni mattina per
dar modo a moglie e figlio di mangiare carne una volta a settimana,
laltro è al di sopra di tutto e di tutti. Basato
su un atto unico scritto da Chazz Palminteri, che in teatro era solito
interpretare tutte le parti, è scritto per lo schermo dallo stesso
Palminteri che dà poi vita in maniera memorabile a Sonny. Ed
è proprio questo newyorchese doc ad impressionare maggiormente
sullo schermo, non il De Niro autista di autobus e non il giovane Lillo
Brancato, che dieci anni dopo ancora non è riuscito a scrollarsi
di dosso linfluenza dellingombrante Robert (vedere la sua
recitazione ne Il nostro Natale
di Abel Ferrara).
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