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Sandro Paté, 18 Aprile 2005: Claustrofobico |
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Distribution, 29 Aprile 2005
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La
Caduta
Gli ultimi giorni di Hitler
di Oliver Hirschbiegel
I
russi sono quasi in città. La Germania è in ginocchio.
La fine della dittatura nazista oramai è solo questione di giorni,
forse di ore. Adolf Hitler vive segregato nel fondo di un bunker
l'ultimo atto della sua epopea criminale. Trascorre in un opprimente
buco di cemento la fase finale del suo regime prossimo al crollo. Le
dodici giornate de "La caduta", a partire dal 20 aprile 1945,
giorno dell'ultimo compleanno del Führer, vengono narrate da una
giovane impiegata Traudl Junge (Alexandra Maria Lara), una delle poche
persone a vivere da vicino i momenti terminali del Terzo Reich.
Berlino è ridotta a un cumulo di macerie, ma le alte sfere del
partito, oltre a ignorare le reali dimensioni della disfatta, non sembrano
curarsi delle centinaia di morti e feriti di nazionalità tedesca.
"Se
la guerra è persa, non mi importa che il popolo muoia. Non verserò
una sola lacrima per loro; non meritano nulla di meglio". La strategia
fatale di Hitler, nel film Bruno Ganz, è tesa a distruggere e
distruggersi. L'imperativo è di non lasciare nulla ai propri
avversari. Far trovare "terra bruciata" al nemico. L'ordine
vale per tutti: combattere fino alla morte. Non c'è nessun futuro
senza il nazionalsocialismo. I pochi che stanno nel rifugio possono
scegliere. Arrendersi o farla finita. E' la resa dei conti. Chi non
ha mai dubitato della vittoria finale comincia a vedere la disfatta.
Inizia a capire l'unico finale ammesso per un progetto basato su razzismo
e fanatismo. C'è qualcuno che spera ancora di vincere la Seconda
Guerra Mondiale? Solo qualche pazzo e un ragazzino. A combattere per
le strade, in effetti, non è rimasto che un piccolo gruppo di
milizie senza comando e gli adolescenti della Gioventù Hitleriana.
Tra questi c'è Peter (Donevan Gunia) un tredicenne orgoglioso
di aver distrutto due carri armati russi. Anche lui, paradossalmente
uno degli ultimi baluardi dello sfasciato esercito tedesco, compirà
un percorso interiore e capirà l'inganno alla base del regime.
La sua storia si intreccerà a quella di Traudl Junge, l'ultima
segretaria del Führer e al destino del Dottor Schenck (Christian
Berkel), sceso in campo per aiutare i sopravvissuti durante il fuggi
fuggi generale da Berlino. I soli personaggi del film che aprono gli
occhi e si accorgono, sebbene in ritardo imperdonabile, delle assurdità
della dittatura.
Nel
bunker ci sono solo psicopatici pronti al suicidio e qualche soldato
spaventato. La forza del film di Oliver Hirschbiegel è proprio
questa. Ricostruire le ultime ore del Reich focalizzando il racconto
sul fetido nascondiglio. Tutto è legato a quel luogo solenne.
Elemento questo che collega "La caduta" al precedente "The
Experiment", altro film claustrofobico oltre misura. A dire
il vero non mancano efficaci scene di massa, dal ritiro delle truppe
dai palazzi del potere agli scontri armati con l'esercito russo. Eppure
tutto passa da quel luogo desolato in cui ogni cosa finisce. Il covo
blindato rimanda alla reale portata dell'ideologia nazista. I discorsi
sulla razza sono finiti in uno scantinato impolverato. Uno sgabuzzino
arredato con qualche buon divano in cui Hitler, negli ultimi giorni
poco più che un paranoico, si toglie la vita. Alcuni passaggi
del film, di conseguenza, prediligono le inquadrature sui personaggi
rispetto a quelle più larghe. La disperazione si legge direttamente
sul volto dei protagonisti, tutti attori bravissimi. Una grammatica
delle passioni fatta di attimi di sospensione, sguardi di terrore ed
inutili espressioni di speranza. La narrazione procede attraverso le
facce degli occupanti del bunker. Le maschere più belle
e terrificanti sono quelle di Josef Goebbels (Ulrich Matthes) e della
moglie Magda (Corinna Harfouch). Ma non c'è via di scampo. Ognuno
va incontro al proprio destino inesorabile. "La caduta" è
una rilettura originale degli ultimi giorni del Reich e interpreta da
vicino i giorni della resa finale. La storia in primissimo piano. Questa
volta non è un modo di dire.
Percorsi
tematici
La
Rosa Bianca - Sophie Scholl - di Marc Rothemun; con Julia Jentsch.
Titolo:
La Caduta - Gli ultimi giorni di Hitler (Der Untergang)
Regia:
Oliver Hirschbiegel
Sceneggiatura:
Bernd Eichinger
Fotografia:
Rainer Klausman
Interpreti:
Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara, Ulrich Matthes, Corinna Harfouch,
Juliane Köhler, Heino Ferch, Christian Berkel, Mattias Habich,
Thomas Kretschmann, Michael Mendl, André Hennicke, Ulrich Noethen,
Birgit Minichmayr, Justus von Dohnanyi, Rolf Kanies, Dieter Mann, Christian
Redl
Nazionalità:
Germania - Italia - Austria, 2004
Durata:
2h. 36'
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