Paola Cavallini, 20 Novembre 2001: Decadente

Canicola

di Ulrich Seidl


Una scenaAlla periferia di Vienna, in un giorno di terribile caldo estivo, un gruppo di persone dei più vari gruppi sociali, età, occupazioni, viene fotografato nelle sue reazioni più viscerali. I protagonisti del film sono tanti: un vecchio ossessionato dalla moglie defunta, la sua governante ed il cane; una donna non più giovane che si sottopone passivamente alle lascivie di un compagno violento ed irascibile; un responsabile della sicurezza stressato dai suoi fallimenti lavorativi; una giovane vittima del suo fidanzato che la picchia regolarmente; un'autostoppista pazza che va ripetendo interminabili elenchi e statistiche. Il film segue passo passo tutte le storie fondamentali, ed anche alcune accessorie, seguendo un'escalation che, come la temperatura, raggiungerà livelli sempre più drammatici, sfociando in stupri, vendette, depravazioni sessuali e non.

"Canicola" è stato presentato in concorso al Festival di Venezia 2001, dove ha vinto il Premio Speciale della Giuria, dopo aver diviso in due i Giurati, quasi metà dei quali lo aveva proposto per il Leone d'Oro; il film era stato preceduto dalla sua stessa fama di trasgressività e di sfrenato erotismo. In realtà, assistendo alla proiezione, senza dubbio originale nel panorama veneziano, la sensazione che maggiormente colpisce è quella di squallore e decadenza della società contemporanea, particolarmente evidente in una nazione come l'Austria. I tristissimi spogliarelli dell'anziana e flaccida governante, le sgommate dei giovani che non hanno altro da fare che correre in macchina, la frequentazione di club porno sono lo specchio di un mondo e di un momento nei quali l'umanità è un valore sempre più in ribasso, facilmente sostituibile con altre coordinate come la prestanza fisica, la ricchezza, il dominio di un essere umano sull'altro.

Una scenaIl regista è alla sua prima esperienza nel lungometraggio, e la sua provenienza dal genere documentaristico risulta molto evidente nell'intenzione di fotografare oggettivamente la realtà nei suoi aspetti più sgradevoli e meschini; egli stesso ha dichiarato di aver scritto la sceneggiatura, ma non i dialoghi, per i quali ha lasciato libera la troupe di improvvisare sul set. Questo fa si che "Canicola" appaia allo spettatore molto realistico, anche grazie all'inquadratura spesso fissa, che fa sentire lo spettatore come un voyeur che spia i protagonisti da dietro i vetri delle loro case. La musica è praticamente assente, tranne per quanto riguarda quella diegetica, ed anche questo, oltre all'utilizzo di attori non professionisti, contribuisce a far sentire lo spettatore come se si trovasse di fronte ad una scena reale.

"Canicola" è un film in cui nulla è nascosto, tutto è mostrato quasi fino a provocare una sensazione di fastidio nello spettatore: non c'è davvero nulla di poetico nelle carni vecchie e flaccide, nei visi pateticamente truccati, nei giardini geometricamente perfetti, nel biancore abbacinante delle case e delle porte dei garage che sembrano presi a prestito da un barattolo di costruzioni per bambini. Il messaggio che il film ci trasmette è semplice ed angosciante allo stesso tempo: all'uomo d'oggi basta davvero poco, un attimo di "Canicola" perché perdiamo tutta la nostra umanità e compiamo azioni di cui nemmeno un animale sarebbe capace.


La locandinaTitolo: Canicola (Hundstage)
Regia: Ulrich Seidl
Sceneggiatura: Ulrich Seidl, Veronika Franz
Fotografia: Wolfgang Thaler
Interpreti: Maria Hofstätter, Alfred Mrva, Erich Finsches, Gerti Lehner, Franziska Weiss, Rene Wanko, Claudia Martini, Victor Rathbone, Christian Bakonyi, Christine Jirku, Viktor Henneman, Georg Friedrich, Ingeborg Wehofer, Leopold Schol, Silvia Piglmann, Karl Cristoph, Henriette Maslo, Christina Horvath, Norbert Raftl, Edith Helm, Editha Maurer
Nazionalità: Austria, 2001
Durata: 2h.