Alberto Cassani, 18 Luglio 2007: Mediocre
FilmAuro, 31 Agosto 2007

Captivity

di Roland Joffé


Elisha Cuthbert"Do you dare to wear Jennifer Tree?"
Jennifer Tree è una modella e attrice il cui volto tapezza le strade di tutta la città nella pubblicità di un profumo, e il cui volto appare sorridente in decine di copertine delle riviste patinate più importanti. Il suo lavoro è così particolare che lei si definisce semplicemente "una celebrità".
Un giorno, dopo una festa forse un po' troppo selvaggia, si sveglia in una stanza che non è la sua. Le ci vogliono pochi secondi per capire che quella non è una stanza ma una cella, per capire che è stata rapita da qualcuno che l'ha pedinata e drogata. Accanto alla sua cella ce n'è un'altra, in cui da due giorni è rinchiuso un autista. Ben presto, entrambi affidano all'altro le proprie speranze di libertà, ma il loro rapitore sembra sempre un passo avanti a loro...

Una scenaNon fosse per la presenza di un 'quasi nome' come Elisha Cuthbert, "Captivity" passerebbe largamente inosservato nel filone dei torture-porn horror, e probabilmente non sarebbe neanche mai arrivato fino a noi. E' comunque evidente che la bella protagonista de "La ragazza della porta accanto" non è ancora in grado di sostenere un film impegnativo sulle proprie spalle. Per quanto, va detto, in questo caso non ci sia molto da sostenere...

Una scenaLa sceneggiatura di Larry Cohen e Joseph Tura è quanto di più scontato si possa immaginare; in più, sviluppa in maniera davvero ridicola le indagini della polizia e presenta alcune soluzioni per impedire ai protagonisti di fuggire che fanno sorridere da tanto sono ingenue. Il momento peggiore è però la scena d'amore con il vetro in mezzo ai due progionieri, che si inserisce nella classifica dei momenti più trash dell'anno. E anche se si dimostra interessante la scelta di far cambiare d'abito alla protagonista ogni giorno - quasi a volerle dare un barlume di normalità - ed è molto bella quella del fumetto-fotoromanzo che il killer mette insieme pian piano, non si può proprio dire che il film sia ben scritto. Come spesso accade, poi, il finale delude: la 'soluzione dell'enigma' lascia perplessi e una scelta di casting particolare rende prevedibile lo sviluppo.

Daniel Gilles con Elisha Cuthbert sullo sfondoRoland Joffé, scelta curiosa per il ruolo di regista di un progetto come questo, si avvale del buon lavoro di montaggio di Richard Nord e non indugia sugli effetti truculenti come invece fanno tanti altri film dello stesso genere, e come forse ci si aspettava vista la campagna promozionale. Ma l'insuccesso economico cui la pellicola è andata incontro in Patria è la dimostrazione di come la moda del torture-porn sia arrivata al termine dalla sua breve ma intensa corsa.
Elisha CuthbertOrmai siamo assuefatti al genere, ed è da tempo evidente che ciò che ha portato al successo di "Saw" - l'unico film di questo tipo ad aver realmente sbancato i botteghini - è stato il finale a sorpresa che ha mandato fuori di testa i ragazzini di mezzo mondo. Qualunque versione sofisticata di queste pellicole è destinata all'insuccesso, perché il pubblico che ne può essere interessato non è in grado di afferrarne la complessità. Anche in casi molto più riusciti di questo.


La locandina originaleTitolo: Captivity (Id.)
Regia: Roland Joffé
Sceneggiatura: Larry Cohen, Joseph Tura
Fotografia: Daniel Pearl
Interpreti: Elisha Cuthbert, Daniel Gilles, Pruitt Taylor Vince, Michael Harney, Laz Alonso, Maggie Damon, Chrysta Olsen, Carl Poli, Trent Broin, Olivia Negron, Elijah Runcorn, Remy Thorne
Nazionalità: USA - Russia, 2007
Durata: 1h. 32'