Alberto Cassani, 11 Luglio 2002: Notevole

Il Castello

di Rod Lurie


James Gandolfini e Robert Redford in una scenaQuando ero a militare, i soldati di leva che cercavano di seguire la disciplina militare venivano etichettati dai commilitoni come "convinti" e additati con ignominia da tutti. Girare per la base con la divisa in ordine e il basco color carta da zucchero in testa era cosa di cui vergognarsi. Non per me e per pochi altri, che da quei 12 mesi al servizio dello Stato abbiamo cercato di tirar fuori qualcosa di utile. E non è una cosa di cui mi pento, tanto che a 5 anni di distanza dal giorno del congedo, ancora porto al collo le piastrine non ufficiali che io ed un altro paio di ragazzi ci facemmo fare ai tempi dell'Addestramento Reclute.

Il "Castello"Il Generale Irwin è una leggenda vivente dell'Esercito degli Stati Uniti. Processato dalla Corte Marziale, Irwin si è dichiarato colpevole ed è stato condannato a scontare dieci anni in un carcere militare di massima sicurezza noto come "Il Castello". Resososi presto conto dell'inettitudine del direttore del carcere, l'ex Generale decide di provare a restituire ai detenuti la propria dignità di soldati, prima ancora che di uomini. Per il direttore, Colonnello White, questo equivale ad una dichiarazione di guerra, perché ora che ai detenuti è stato ricordato perché portano al collo quelle piastrine, e gli è stata indicata la loro bandiera, sono diventati a tutti gli effetti "il nemico".

Robert RedfordTutto già visto, tutto già sentito, ma detto detto e mostrato con grande perizia e grande efficacia.
La troupe capitanata da Rod Lurie, tra l'altro diplomato all'Accademia Militare di West Point, mette in scena sequenze magistrali ma anche qualche insignificante errore di montaggio, inquadrature eccezionali e climax da coito interrotto. Tutto il conflitto finale, ad esempio, è a ben guardare assolutamente ridicolo ma comunque straordinariamente efficace, e dalla sceneggiatura di David Scarpa e Graham Yost traspare in pieno non solo quanto sia importante la figura di un "grande capo" per dei soldati, ma anche quanto carisma e quale alone di leggenda si porti appresso il Generale interpretato da Robert Redford.

Robert Redford, Mark Ruffalo e il regista Rod LuriePuò sembrare curioso vedere Redford, oppositore naturale ai prodotti hollywoodiani, protagonista di una produzione Dreamworks tutto sommato ligia alle regole degli Studios, ma in realtà il suo Generale Irwin potrebbe benissimo essere la prosecuzione ideale di quel suo - ottimo - Brubaker di qualche decennio fa: un personaggio che, nel suo essere straordinario, non ha paura di mettersi in gioco, di mettere in gioco la propria carriera e la propria stessa vita, per restituire la dignità a delle persone che l'hanno persa ma continuano ad averne diritto. Un character, dunque, perfettamente in linea con il personaggio-Redford, ed un film che apparirà politically correct - anzi: americano - solo a quelli che non apprezzano la filosofia militare. Filosofia che, evidentemente, era incomprensibile a molti miei commilitoni della Base Aeronautica di Ghedi.


La locandina statunitenseTitolo: Il Castello (The Last Castle)
Regia: Rod Lurie
Sceneggiatura: David Scarpa, Graham Yost
Fotografia: Shelly Johnson
Interpreti: Robert Redford, James Gandolfini, Mark Ruffalo, Delroy Lindo, Steve Burton, Paul Calderon, Samuel Ball, Jeremy Childs, Clifton Collins Jr, George W. Scott, Brian Goodman, Michael Irby, Frank Military, Maurice Bullard, Nick Kokich, David Alford, Dean Hall, Peg Allen, Rick Vito, Forrest D. Bradford, Scott Michael, Dean Miller
Nazionalità: USA, 2001
Durata: 2h. 13'