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Alberto Cassani, 18 Settembre 2000: Deludente |
Nexo,
22 Settembre 2000
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The
Cell
La cellula
di Tarsem Singh
Chi
non si ricorda quello spot della Nike in cui alcuni dei più grandi
campioni del calcio mondiale giocavano contro una squadra di mostri,
quella del famoso “Au revoir” di Eric Cantona, alzi la mano. Tutti quelli
che hanno alzato la mano sono pregati di lasciare questo luogo immediatamente.
Non è possibile, infatti, che ci si possa essere dimenticati
una delle più belle pubblicità di tutti i tempi. Tarsem
è il terzo regista indiano ad arrivare sugli schermi statunitensi
negli ultimi tre anni, dopo Shekar Kapur (“Elizabeth”) e M. Night Shyamalan
(“Il sesto senso”). Il suo lavoro è
sempre stato contraddistinto da una forte visionarietà (come
nello spot di cui sopra e nel video “Losing my religion” degli R.E.M.)
e da una pungente ironia (come nella pubblicità della Levi’s
col cieco nel bagno pubblico). Fino ad ora.
Ad
una psicologa che sperimenta una nuova terapia con la quale riesce ad
entrare nelle menti delle persone in stato di coma viene chiesto di
aiutare la polizia entrando nella mente di un serial killer per scoprire
il luogo in cui è rinchiusa la sua ultima vittima. Ciò
che richiede mesi di duro lavoro deve venir fatto in poche ore, se si
vuole riuscire a trovare la ragazza rapita ancora viva. La mente del
killer, però, è ben diversa da quella del bambino che
la psicologa stava tentando di curare...
Il
soggetto su cui il film si basa è davvero interessante, e a prima
vista Tarsem è perfetto per mettere in scena una storia simile.
Purtroppo, però, la sceneggiatura è sviluppata in maniera
molto prevedibile, e lo stato di tensione narrativa che si crea all’inizio
si perde presto nella noia. La regia di Tarsem questa volta mi lascia
perplesso: eccessivo uso del dolly e nessuna scena capace di emozionare
veramente. Visivamente parlando, il film sembra una via di mezzo tra
il cinema inglese e quello indiano (il che vuol dire colori vivaci ma
immagini sempre sottoesposte) e non c’è traccia della vivacità
dei suoi lavori precedenti. Il tutto, poi, è sottolineato dalle
musiche di Howard Shore che pur giocando sempre su temi orientaleggianti
non convincono molto.
Jennifer
Lopez è ormai una superstella, la prima vera star chicana ad
affermarsi in quel di Hollywood. Non certo perché è una
brava attrice, ma piuttosto perché è una bellissima donna.
In “The cell” ha meno fascino del solito ma si dimostra ugualmente un’attrice
mediocre. Molto meglio, da questo punto di vista, Vince Vaughn, che
troviamo qui in un personaggio molto diverso dal suo Norman Bates di
“Psycho” ma che non riesce, da solo, a rendere
efficace un film dalle grandi premesse ma dalla piatta realizzazione.
Titolo:
The Cell - La Cellula (The Cell)
Regia:
Tarsem Singh
Sceneggiatura:
Mark Protosevich
Fotografia:
Paul Laufer
Interpreti:
Jennifer Lopez, Vince Vaughn, Vincent D'Onofrio, Marianne Jean-Baptiste,
Jake Weber, Dylan Baker, Dean Norris, Musetta Vander, James Gammon,
Tara Subkoff, Colton James, Patrick Bauchau, Catherine Sutherland, Gareth
Williams, Jake Thomas, Gerry Baker, Lauri Johnson, John Cothran Jr,
Jack Conley, Kamart De Los Reyes, Joe La Piana
Nazionalità:
USA, 2000
Durata:
1h. 48'
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