Luciana Morelli, 10 Febbraio 2003: Grandioso
Buena Vista, 21 Febbraio 2003

Chicago

W O W di Rob Marshall W O W


Catherine Zeta-JonesSullo sfondo della spietata e sfavillante Chicago degli anni '20 ci viene raccontata la storia di due donne molto diverse tra loro ma con lo stesso unico traguardo nella vita: il successo. Per raggiungerlo sono davvero disposte a tutto e non si perderanno d'animo neanche di fronte al tragico destino che le vedrà compagne di prigionia per aver ucciso i rispettivi amanti in un momento di ordinaria follia. Il delitto non rappresenterà per loro solo un terapeutico e liberatorio sfogo alle frustrazioni di un tradimento ma costituirà, ironia della sorte, la via più veloce verso quella notorietà a lungo sognata e di colpo così dannatamente vicina.

La star del momento è la bellissima ed osannata soubrette Velma Kelly (Catherine Zeta-Jones), un'intrigante brunetta tutto pepe richiestissima e strapagata artista di vaudeville (commedia musicale) che con i suoi balletti in duetto con la sorella ed i suoi miniabiti luccicanti fa letteralmente impazzire le folle dei night club. Almeno fino al giorno in cui viene incarcerata perché accusata di un duplice omicidio che rischierà di buttare al vento la sua brillante carriera.
Renée ZellwegerDall'altra parte del palco e della città c'è il suo opposto: la biondissima Roxie Hart (Renée Zellweger), grande sognatrice ed ammiratrice di Velma, devastata nel cuore da una gran voglia di dimostrare al mondo le sue doti di cantante e ballerina. Afflitta dalla monotonia del suo matrimonio con il soporifero Amos (John C. Reilly), Roxie decide di procurarsi una chance divenendo l'amante di Fred, un uomo che sin dall'inizio la illude promettendole di intercedere presso un importante impresario ma che poi, incurante della reazione della donna, un giorno le confessa che a procurarle un provino non ci ha mai neanche provato. Il bello è che i mezzi Roxie li avrebbe pure, quel che le manca è un po' di fortuna, qualcuno che creda veramente in lei ed un po' di furbizia.

Richard GereSi sa che la fortuna prima o poi gira, che nessuno può credere in te se prima non ci credi tu stesso e che se non usi qualche mezzuccio per farti strada e attirare i riflettori su di te in una città bella e maledetta come Chicago sei destinato a finire nel dimenticatoio. Sarà per questo che è chiamata "la città del vento", appellativo che illustra benissimo la continua caccia allo scoop che porta ora a seguire un caso e cinque minuti dopo a seguirne un altro dimenticandosi di quanto è accaduto fino a quel momento; il vento che soffia forte su Chicago porta con sé in un attimo tutte le parole dette e scritte, dando la possibilità ad ognuno di sfruttarle e manipolarle nel modo che più gli è congeniale. Qualche volta ti va bene e qualche volta ti va male, ma per Velma e Roxie non tutto il male verrà per nuocere, soprattutto dal momento in cui le loro strade incroceranno quella di Matron Morton (Queen Latifah), la guardiana del carcere che in cambio di denaro aiuta le prigioniere a mantenere un contatto con il mondo esterno e a procurare loro qualsiasi cosa vogliano. Sarà proprio lei a consigliare alle due donne di farsi difendere in aula da uno degli avvocati più costosi, affascinanti e potenti della città: l'infallibile Billy Flynn (Richard Gere) che non perde mai una causa.

John C. ReillyLa pièce teatrale originale, dal titolo "The Brave Little Woman", fu scritta da Maurine Dallas Watkins nel 1926 ed ispirò dapprima un film muto nel 1927 e poi un film prodotto dalla Fox nel 1942 in cui Roxie Hart era interpretata dalla grande Ginger Rogers. Lo strepitoso successo di "Chicago" arrivò però solo nel 1975, quando venne realizzato l'adattamento per Broadway da John Kander e Fred Ebb (musiche e testi) per la regia di Bob Fosse (regista e coreografo). Il pubblico impazzì letteralmente per le due primedonne, due star teatrali di fama internazionale come Chita Rivera e Gwen Verdon che, dopo "Chicago", divennero le padrone indiscusse del palcoscenico mondiale. Le splendide musiche, la sceneggiatura e le coreografie di mostri sacri del teatro americano come Kander, Ebb e Fosse conferirono a "Chicago" le dimensioni di un capolavoro frizzante ed ironico che vive ancora oggi nei cuori del pubblico di tutto il mondo a distanza di tanto tempo forse anche grazie a temi sempre scottanti come l'arrivismo giornalistico, i favoritismi, la seduzione del grande pubblico e la crudeltà del mondo dello spettacolo.

Catherine Zeta-Jones e Renée ZellwegerNonostante tutto questo successo, anzi forse proprio a causa di questo, "Chicago" ha trovato un lungo lavoro di adattamento cinematografico; già nel 1994 infatti la Miramax opzionò i diritti del musical e si assicurò a la collaborazione del celebre duo Kander-Ebb, già creatore di "Cabaret" e delle canzoni di "New York, New York". Non si riusciva però a trovare nessun regista in grado di risolvere i problemi che la trasposizione cinematografica di un musical di questo calibro può comportare. Il merito della soluzione è da attribuire interamente al regista Rob Marshall (coreografo e regista di numerosi musical) il quale, pensando ad un modo nuovo di coinvolgere visceralmente il pubblico e gli attori con un film musicale, decise di provare ad avvicinare le due parti e portare il pubblico sul set.

Catherine Zeta-JonesSì, avete capito bene, gli attori non recitano, cantano e ballano davanti ad una "quarta parete" ma c'è il contatto con gli spettatori che applaudono e danno coraggio come in un vero spettacolo teatrale di vaudeville. Una grande idea quella di Marshall di mischiare il teatro con il cinema trasformando ogni numero musicale in un tuffo nell'immaginario di Roxie Hart che di tanto in tanto si perde nei suoi sogni di gloria e si proietta in un mondo in cui è lei l'unica protagonista del palcoscenico. Si è trovato così il modo di mostrare il musical in tutta la sua surreale bellezza e, parallelamente, un film sulla storia reale di due autentiche lottatrici che combattono contro tutto e tutti in cerca d'amore e di celebrità nella Chicago proibizionista a cavallo tra gli anni '20 e '30.

Catherine Zeta-Jones e Renée ZellwegerQuasi tutti i numeri musicali che prendono vita nella mente di Roxie hanno come unico sfondo l'Onyx Club, locale immaginario ispirato ai locali e teatri della New York degli anni '30, costruito e curato fin nei minimi dettagli da John Myhre (già scenografo di "Alì", "X-Men" e candidato all'Oscar per "Elizabeth"). Grande sintonia tra le due star nel memorabile balletto finale con tanto di fucili bianchi come i loro scintillanti costumi (curati interamente per il film da Colleen Atwood, costumista di quasi tutta la filmografia di Tim Burton). Simpaticissimo e pieno di satira il numero in cui Gere tiene per tutto il tempo sulle ginocchia la Zellweger nei panni di una tenera burattina che canticchia ripetendo quello che lui le suggerisce e quello dello stesso Gere che si esibisce in un difficile tip tap imparato grazie agli insegnamenti di Cynthia Ornubia, una delle migliori ballerine di tip tap di Broadway. Molto d'effetto e realizzato con ben 500 cambi luce è il numero "Cell Block Tango" in cui le "colleghe" detenute delle due protagoniste (tutte ballerine professioniste) si esibiscono singolarmente in balletti di grande spessore tecnico e poi si dilettano in una coreografia corale in cui l'ombra di ciascuna ondeggia danzando dietro le sbarre. Commovente l'unico numero di John C. Reilly, che gli è valso la partecipazione al film, nei panni di un triste Pierrot che si rende conto dell'inutilità della sua presenza nella vita di Roxie e vaga sul palco cantando "...il mio nome è Mister Cellophane, puoi guardarmi, camminarmi attraverso e non sapere mai se sono lì...".

Renée ZellwegerHo trovato questo film straordinariamente bello, traspare dalle immagini la grande passione che i protagonisti ed il regista mettono nel proprio mestiere e riempie gli occhi per la bellezza e la naturalezza delle due protagoniste così assolutamente a loro agio in ogni situazione. Dialoghi sarcastici e acuti, conditi dalla giusta dose di ironia e cinismo lasciano talvolta un po' di amaro in bocca non senza far sorridere. La versione in lingua originale sottotitolata in italiano è a dir poco splendida ma ha un solo difetto: la lettura delle traduzioni distrae dalle splendide immagini che scorrono in contemporanea, non si ha il tempo di focalizzare tanta bellezza se non verso la fine, quando i sottotitoli sembrano ormai superflui ma quando però dopo quasi due ore di piacevole abbandono, purtroppo, cala il sipario ed arrivano i titoli di coda.

Renée Zellweger e Richard GereDa Oscar la Zellweger; ironica, eclettica ed incredibilmente trasformata, da ingenua ed impacciata Bridget Jones, in femme fatale dal fisico scolpito e dalla voce acuta e prepotente nei panni di Roxie Hart. Dolce ed ingenuamente diabolica in un ruolo completamente diverso da quelli interpretati nella sua finora breve ma intensa carriera, ha saputo trasmettere una grinta ed una fierezza da diva che nessuno, prima d'ora, sospettava potesse avere. Da applausi anche la performance di ballerina soubrette dalla voce calda e suadente della Zeta-Jones, perfetta dark lady senza scrupoli che, resasi conto dell'impossibilità di sconfiggere la sua nemica, la convince a diventare sua alleata scegliendo di dividere con lei il palcoscenico. Del resto "un'assassina non riscuote più molto clamore, ma due...". Infine, per la serie gli ultimi saranno i primi, non possiamo non esaltare la divertente prova di Richard Gere; lo avevamo già visto nei panni di un trombettista nel film musicale "Cotton Club" al fianco di Diane Lane e della grande Gwen Verdon ma qui, per la prima volta, lo vediamo in una brillante performance di cantante-ballerino che non fa altro che confermare la sua familiarità con le commedie teatrali e gli spettacoli di Broadway. Per l'ennesima volta in versione "avvocato difensore", ma sempre con un grande ed inconfondibile stile.

Concludo sottolineando che "Chicago" ha conquistato la bellezza di 13 nominations all' Oscar 2003 (chissà che il numero non sia di buon auspicio), superando nettamente i grandi favoriti "The Hours", "Gangs of New York" ed "Era mio Padre". Le premesse ci sono, non ci resta che aspettare il verdetto ma quel che è sicuro è che, per quel che mi riguarda, il tifo sarà tutto per "Chicago", un film che mi ha fatto emozionare come pochi altri. D'altronde come si fa a rimanere indifferenti di fronte a tutto questo Jazz! Vi assicuro, non si può.


Percorsi tematici

Dreamgirls - di Bill Condon; con Jamie Foxx, Beyoncé Knowles, Eddie Murphy, Jennifer Hudson.
Il Fantasma dell'Opera - di Joel Schumacher; con Gerard Butler, Emmy Rossum.
Hair - di Milos Forman; con Treat Williams, John Savage, Beverly D'Angelo.
Hairspray - di Adam Shankman; con Nikki Blomsky, John Travolta Michelle Pfeiffer, Chrostopher Walken.
The Producers - di Susan Stroman; con Nathan Lane, Matthew Broderick, Uma Thurman, Will Ferrer.
Rent - di Chris Columbus; con Rosario Dawson, Taye Diggs.
L'uomo della Mancha - di Arthur Hiller; con Peter O'Toole, Sophia Loren, James Coco.

All That Jazz W O W - di Bob Fosse; con Roy Scheider, Leland Palmer, Ann Reinking.


La locandinaTitolo: Chicago (Id.)
Regia: Rob Marshall
Sceneggiatura: Bill Condon
Fotografia: Dion Beebe
Interpreti: Renée Zellweger, Catherine Zeta-Jones, Richard Gere, Queen Latifah, John C. Reilly, Lucy Liu, Taye Diggs, Colm Feore, Christine Baranski, Dominic West, Mya Harrison, Deirdre Goodwin, Denise Faye, Ekaterina Chtchelkanova, Susan Misner, Chita Rivera, Clive Saunders, Jayne Eastwood, Bruce Beaton, Romano Prada, Rob Smith, Shawn Wayne Doyle
Nazionalità: USA, 2002
Durata: 1h. 53'