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Alberto
Cassani, 1 Ottobre 2003: Sconclusionato |
Metacinema,
10 Ottobre 2003
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Chinese
Odyssey 2002
di Jeff Lau
Allora:
i Ming, prima di essere un tipo di vasi di porcellana particolarmente
fragili erano una dinastia di Imperatori cinesi. Gli Imperatori cinesi,
da che mondo è mondo, vivono all'interno della Città Proibita,
senza poter uscire e senza quasi incontrare nessuno che arrivi dall'esterno.
Viene però il giorno in cui il giovane Imperatore Zheng De e
sua sorella la Principessa Wushuang, decidono di scappare dalla Città
Proibita per vedere come sia davvero il mondo e farsi finalmente una
pettinatura afro. Mentre però Zheng De viene catturato dalle
guardie e imballato come un involtino primavera senza neanche arrivare
vicino alle mura della città, Wushuang riesce a scappare ed arrivare
- travestita da uomo - nella piccola cittadina di Meilong. Lì
incontra Homer Simpson, noto anche come Li Yilong il Re dei Bulli, il
quale cerca di convincere quello che crede essere un forestiero ad innamorarsi
di sua sorella, che essendo la sorella di un criminale è rifuggita
da tutti i possibili pretendenti come avesse la faccia tutta butterata...
La
prima parte di questa nuova regia di Jeff Lau ricade in pieno nella
definizione di 'commedia hong-konghese dell'assurdo', facendo sembrare
lo stile strampalato con il quale ho appena raccontato la trama quantomai
appropriato. E bisogna ammettere che per almeno quaranta minuti il film
è davvero divertente. Pazzo ma divertente, posto che si voglia
stare al gioco, come le migliori pellicole di Mel Brooks o, meglio ancora,
come i film della ditta Zucker-Abrahams-Zucker ("L'aereo più
pazzo del mondo").
Nel più tipico stile del cinema di Hong-Kong, però, tutto
cambia poco prima di metà film, quando la commedia lascia completamente
il posto al melodramma e la storia si fa paludosa e stucchevole. Questa,
come appena accennato, è una caratteristica primaria del cinema
di Hong-Kong ma non vuol dire che la si debba apprezzare per forza.
Giustamente pubblicizzato come un film comico (attraverso anche un efficacissimo
trailer), "Cinese Odyssey 2002" è purtroppo in grado
di ammorbare gli spettatori meglio disposti verso la commedia con le
lungaggini e la melassa che contraddistiguono la seconda parte della
proiezione. Per quanto riguarda invece gli amanti del melò, mai
riusciranno a sopravvivere alle assurdità presentate a mille
all'ora nel corso dei primi tre quarti d'ora di film. Meriterebbero
una medaglia gli esercenti che accettano di programmare questo film,
correndo così il rischio di perdere per sempre i propri affezionati
clienti.
C'è
da chiedersi, peraltro, quanto la versione italiana del film sia fedele
a quella originale. Pare infatti che la pellicola sia stata epurata
di due sequenze musicali, e certo non gode di un doppiaggio fatto con
tutti i crismi. Basta ascoltare il modo in cui Tonino Accolla doppia
la recitazione di Tony Leung per rendersi conto di come questo film
sia stato preso sotto gamba e di come si sia cercato in fase di adattamento
di aumentarne la portata comica. Piuttosto che un vagabondo cinese,
Li Yilong suona come una cattiva imitazione del succitato Homer Simpson
(a cui presta la voce lo stesso Accolla) e certo gli altri doppiatori
non si sono impegnati gran che per rendere interessanti i loro personaggi.
Peccato, tutto sommato, perché con Tony Leung e Vicky Zhao Wei
("Shaolin Soccer") le facce per
portare un po' di gente al cinema ci sarebbero anche state. Almeno fino
a metà film.
Titolo:
Chinese Odyssey 2002 (Tian xia wu shuang)
Regia:
Jeff Lau
Sceneggiatura:
Ji An (alias Jeff Lau)
Fotografia:
Ngor Chi Kwan
Interpreti:
Tony Leung, Faye Wong, Vicky Zhao Wei, Chang Chen, Roy Cheung, Athena
Chu, Rebecca Pan, Jan Lamb, Fai-hung Chan, Goo-bi GC, Eric Kot, Jing
Ning
Nazionalità:
Hong-Kong, 2002
Durata:
1h. 37'
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