Mariela Bernardini, 4 Marzo 2001: Delizioso
Eagle Pictures, 23 Febbraio 2001

Chocolat

di Lasse Hallström


Juliette Binoche e Johnny DeppNel 1959, la tranquilla e noiosa vita degli abitanti del piccolo paesino di Lansquenet viene sconvolta dall'arrivo della bella ed intrigante Vianne Rocher (Juliette Binoche), che insieme alla figlioletta vuole aprire una cioccolateria. Ma al bigotto e rigido sindaco, il conte di Reynaud (Alfred Molina), l'atteggiamento libertino della donna non andrà giù, e strumentalizzando il giovane parroco e la popolazione anziana del paesino cercherà di ostacolare l'attività della donna. Nulla sfugge al sindaco, che inizia una vera e propria "politica" diffamatoria nei confronti della donna, "incarnazione" del male... Ma i cioccolatini fanno riscoprire agli abitanti "desideri nascosti" di cui non sapranno fare a meno. La bella Vianne non si lascia intimorire, e con molta grinta affronterà la mentalità chiusa del sindaco e di un gran numero di abitanti soggiogati dall'uomo. L'arrivo di un gruppo di nomadi, capitanati dall'affascinante Roux (Johnny Depp), renderanno la "lotta" di Vianne contro l'ostracismo ancora più difficile... ma in suo aiuto c'è la cioccolata!

Veramente una bella storia, profonda, semplice e lineare, che attraverso l'uso simbolico della cioccolata risveglia i sensi ed i cuori gelidi dei personaggi (e degli spettatori) che non sembrano più capaci di provare sentimenti. E' un film molto carino, molto elegante (forse fin troppo!), molto europeo (la maggior parte degli attori sono francesi e inglesi), che al di là della storia dai toni fiabeschi (il film non a caso inizia con la tipica frase "C'era una volta...") mette in evidenza le difficoltà che persone poco consone ai dettami della società, come Vianne e Roux, si trovano ad  affrontare nel loro arduo tentativo di integrarsi in una società ostile a tutto ciò che è "diverso".

Juliette BinocheUn punto a favore del film è la ricca "vetrina" di personaggi interessanti e molto ben delineati che si presentano nel corso della storia: la vecchia brontolona (Judi Dench) che da tempo non  parla con la figlia vedova (Carrie-Ann Moss) e madre di un bambino a cui è proibito vedere la nonna, la donna maltratta dal marito (Lena Olin), la donna trascurata dal marito, due anziani segretamente innamorati ma incapaci di ammetterlo. Ma, grazie al magico dono di Vianne, quello di capire i dolori e i desideri delle persone e di guarirle con il suo conforto e i suoi cioccolatini, questo piccolo paesino tornerà a gioire.

Magia e favola si intersecano in questa storia molto positiva tratta da un libro dell'autrice anglo-francese Joanne Harris (adattato da Robert Nelson Jacobs, anche sceneggiatore di "Dinosauri" della Disney) e che si avvale dell'ottima interpretazione della Binoche (nominata all'Oscar quest'anno ma già vincitrice nel 1997 come non protagonista per "Il paziente inglese", prodotto anch'esso dalla Miramax) e della brava Judi Dench, nominata nella categoria attrice non protagonista, questa volta meritatamente, al contrario del 1998 in cui vinse per il suo brevissimo e insipido ruolo in "Shakespeare in Love". Sono più che certa che questa volta che meriterebbe la vittoria non porterà a casa la statuetta...  Ah, membri dell'Academy: cosa combinate?! Bravissime e adattissime ai loro ruoli Carrie-Anne Moss ("Matrix", "Memento") e Lena Olin (moglie del regista). Buona la prestazione di Alfred Molina (visto in "Boogie Nights" e in "Magnolia") nei panni del sindaco, e veramente affascinante il nomade Johnny Depp, un ruolo a lui molto appropriato.

Jonny DeppPurtroppo se il cast è di ottimo livello, non posso dire lo stesso per quanto riguarda la regia di Lasse Hallström ("Le regole della casa del sidro", vincitore di due premi Oscar nel 1999). In alcuni momenti il film risulta troppo lento, ma a quanto pare è un difetto tipico di Hallstrom, dato che anche nel film sopra citato ho notato lo stesso difetto. Devo ammettere che in "Chocolat" la sua tecnica è migliorata, ma alcune sequenze risultano ancora troppo statiche e non proprio esaltanti: in alcuni casi si sofferma troppo su particolari irrilevanti e poco su quelli rilevanti. Forse un altro regista avrebbe saputo sfruttare alcune inquadrature (ad esempio le varie sequenze che riguardano la preparazione dei cioccolatini) in una maniera più accattivante, così da coinvolgere di più non solo il cuore (e lo stomaco!) ma anche gli occhi! Buona la ricostruzione del paesino desolato e triste, il tutto messo in risalto da una fotografia dai colori tenui e poco vivaci che rende più gelida l'atmosfera.

Cinque nomination (quattro meritate) agli Oscar 2000: miglior attrice protagonista e non, miglior film (anche se al posto suo avrei preferito vedere "Wonder Boys"), miglior sceneggiatura non originale e miglior colonna sonora. Quest'ultimo premio mi sembra fuori luogo dato che le musiche di Rachel Portman (già nominata all'Oscar per la musica di "Le regole della casa del sidro" e vincitrice di una statuetta nel 1996 per quelle di "Emma") non sono affatto entusiasmanti... Mah, vedremo se riuscrirà a portare a casa qualche premio... ci credo poco, dato che dovrà vedersela con il più forte e agguerrito "Gladiatore".

Insomma un film in cui trionfano i buoni sentimenti, ma che si rivela dolce-amaro proprio come la cioccolata. Scommetto che appena uscirete dal cinema la prima cosa che farete è prendervi una bella tazza di cioccolata calda!


La locandinaTitolo: Chocolat (Id.)
Regia: Lasse Hallström
Sceneggiatura: Robert Nelson Jacobs
Fotografia: Roger Pratt
Interpreti: Juliette Binoche, Johnny Depp, Lena Olin, Judi Dench, Alfred Molina, Peter Stormare, Carrie-Anne Moss, Leslie Caron, John Wood, Victoire Thivisol, Aurèlien Parent-Koenig, Peter Stormare, Hugh O'Conor, Antonio Gil-Martinez, Hélène Cardona, Harrison Pratt, Gaelan Connell, Elisabeth Commelin, Ron Cook, Michèle Gleizer, Dominique MacAvoy
Nazionalità: Gran Bretagna - USA, 2001
Durata: 1h. 57'