Alberto Cassani, 4 Settembre 2005: Ovvio
Buena Vista, 9 Settembre 2005

Cinderella Man
Una ragione per lottare

di Ron Howard


Una scenaJim Braddock, il bulldog di Bergen, è stato un peso massimo attivo nel circuito della boxe professionistica dal 1926 al 1938. Nel corso di questi dodici anni di carriera, ha combattuto 86 volte ottenendo 46 vittorie (di cui 26 prima del limite), 24 sconfitte e 4 pareggi. Ma la ragione del suo secondo soprannome, che da anche il titolo al film, è la storia umana che sta dietro i suoi successi sul ring.

Russell Crowe e Renée ZellwegerAcclamato dalla folle come dai cronisti sportivi all'inizio della carriera, Braddock perse gran parte dei propri averi durante la Grande Depressione. Costretto a fare lo scaricatore al porto per pagare le bollette, non trovò più il tempo di allenarsi e perse quasi tutto il suo smalto. Dopo un bruttissimo match contro Abe Feldman nel Settembre del 1933, la commissione pugilistica di New York gli ritirò la licenza. Braddock ebbe modo di tornare sul ring solo un anno dopo, come sostituto dell'ultim'ora per Corn Griffin, uno dei migliori pesi massimi in circolazione. La sorprendente vittoria di Braddock per K.O. al terzo round fu l'inizio della sua favola, che lo portò fino alla conquista del titolo mondiale contro Max Baer, il 13 Giugno 1935.
Fu nella tragedia della Depressione che Braddock trovò la forza di essere un pugile migliore di quanto fosse nella prima parte della sua carriera, e si dice che molti siano stati ispirati dalla sua forza d'animo per tirare avanti in quel buio periodo della storia statunitense.

Russell Crowe e Paul GiamattiIl mito della seconda possibilità, dell'underdog che vince contro tutti i pronostici (era stato scelto come carne da macello per far fare bella figura a Griffin, e contro Baer era dato 10 a 1), dell'amore che spinge l'uomo oltre i propri limiti. Sono questi i temi principali della sceneggiatura scritta da Hollingsworth e Goldsman, che sono chiaramente poco interessati all'aspetto puramente pugilistico della vicenda. Il risultato è un film ovvio e a tratti fastidioso, anche se in alcuni momenti riesce ad essere divertente ed emozionante.

Una scenaRon Howard, supremo artigiano del cinema hollywoodiano, riprende il tutto con attenzione ma senza riuscire a rendere efficaci i combattimenti. La riuscita del film è quasi tutta sulle spalle di un Russell Crowe come sempre immenso, che si trova al fianco un ottimo Paul Giamatti (ma anche una poco sopportabile Renée Zellweger).
Al di là della poca veridicità nel ritrarre gli avversari di Braddock (Baer era un pagliaccio, ma non un bastardo), "Cinderella Man" non è un film che farà impazzire gli amanti della 'Nobile Arte'. Perché "Cinderella Man" è nient'altro che un melodramma a sfondo sportivo di discreta fattura ma per nulla entusiasmante. Piuttosto nella media, in verità.


Percorsi tematici

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Hurricane
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Rocky Balboa - di Sylvester Stallone; con Sylvester Stallone, Antonio Tarver.
Toro scatenato W O W - di Martin Scorsese; con Robert De Niro, Cathy Moriarty, Joe Pesci.


La locandinaTitolo: Cinderella Man - Una ragione per lottare (Cinderella Man)
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Cliff Hollingsworth, Akiva Goldsman
Fotografia: Salvatore Totino
Interpreti: Russell Crowe, Paul Giamatti, Renée Zellweger, Craig Bierko, Paddy Considine, Bruce McGill, David Huband, Connor Price, Ariel Waller, Patrick Louis, Linda Kash, Gene Pyrz, Rosemarie De Witt, Nicholas Campbell, Chuck Shamata, Ron Canada, Alicia Johnston, Troy Amos-Ross, Mark Simmons
Nazionalità: USA, 2005
Durata: 1h. 54'