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Fabrizio
Formenti, 19 Febbraio 2004: Tedioso |
Buena
Vista, 13 Febbraio 2004
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Ritorno
a Cold Mountain
di Anthony Minghella
Nel
bel mezzo della Guerra Civile americana, un soldato fresco reduce dai
campi di battaglia (Jude Law) si avventura in un difficoltoso viaggio
di ritorno verso la località di Cold Mountain, nel North Carolina,
al fine unico di poter riabbracciare l'amata Ada (Nicole Kidman).
"Ritorno
a Cold Mountain" è un film che io ritengo in potenza capace
di risultare difficilmente digeribile ad una cospicua fetta di pubblico.
Non che sia spoglio di momenti emozionanti o - per meglio dire - suggestivi
(la messinscena di alcuni spaccati di Guerra Civile strappa sicura ammirazione),
non è questo il nocciolo del problema. Il punto è che
l'ultima fatica dell'"italiano" Anthony Minghella sfoggia
una pomposità narrativa inutilmente ridondante, considerando
come la stessa poggi su delle basi troppo deboli per poter sorreggere
e - soprattutto - giustificare tale forzata e ricercata drammatizzazione
della storia di fondo, quella che narra del sofferto ricongiungimento
di un uomo ed una donna, di un percorso di riavvicinamento reso impervio
dagli sviluppi della Guerra di Secessione americana e dalla casualità
degli eventi.
Tanta
enfatizzazione del dramma umano-affettivo risulta fuori luogo poiché
è la stessa succitata relazione ad essere mal impostata sin dall'inizio
per poter risultare credibile nella sua evoluzione, così da giustificare
le azioni e le parole solenni dei due personaggi protagonisti, indissolubilmente
devoti l'uno all'altro nonostante il loro rapporto si possa definire
pressochè etereo, a malapena abbozzato sin dal principio e in
perenne fase di definizione. E' evidente come una simile premessa non
possa essere sufficiente a giustificare credibilmente quanto Ada e Inman
sono disposti a fare per potersi ricongiungere, e soprattutto quanto
gli stessi patiscano il distacco.
E'
qui che il film è privo di spessore; è soprattutto a seguito
di questa premessa, della precaria impostazione della tematica "amorosa"
che "Cold Mountain" finisce con il rivelarsi come una sorta
di Odissea ottocentesca piuttosto finta e prevedibile, per nulla in
grado di suscitare sincera empatia nello spettatore vigile o di alimentarne
l'interesse strada facendo: l'avvicendamento delle diverse situazioni
che interessano i protagonisti e l'intero sistema di personaggi appaiono
sin troppo costruiti, artificiosamente coordinati dall'esterno.
Il
buon lavoro di Minghella nelle scene di battaglia (che traggono molto
vigore dalla variegata fotografia di John Seale) ed un cast di grandi
nomi riabilitano in parte la pellicola. Il personaggio di Renée
Zellweger rimane comunque il più interessante (non che sia un
bene, per il film), anche grazie alla briosa interpretazione di questa
brava attrice (probabile l'Oscar come migliore attrice non protagonista,
per lei).
E' poi un peccato notare come un attore eccellente qual è Philip
Seymour Hoffman venga costantemente abbinato a ruoli da caratterista.
Sarebbe interessante vederlo finalmente alle prese con una solida parte
da protagonista.
Un
film fumoso nella sua "inutile" imponenza e drammaticità,
"Cold Mountain", decisamente sprecato se si pensa a come quest'opera
sarebbe potuta risultare migliore se Minghella vi avesse trasferito
alcune delle atmosfere da lui create nel suo pluripremiato "Il
paziente inglese".
Titolo:
Ritorno a Cold Mountain Cold Mountain)
Regia:
Anthony Minghella
Sceneggiatura:
Anthony Minghella
Fotografia:
John Seale
Interpreti:
Jude Law, Nicole Kidman, Renée Zellweger, Eileen Atkins, Brendan
Gleeson, Philip Seymour Hoffman, Natalie Portman, Giovanni Ribisi, Donald
Sutherland, Ray Winstone, Kathy Baker, James Gammon, Charlie Hunman,
Jack White, Ethan Suplee, Jena Malone, Melora Walters, Lucas Black,
Taryn Manning, Tom Aldredge, James Rebhorn, Emily Deschanel
Nazionalità:
USA, 2003
Durata:
2h. 35'
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