Alberto Cassani, 14 Luglio 1998: Scorretto
Uip, 13 Febbraio 1998

Il collezionista

di Gary Fleder


"Uno scrittore non può spaventare il lettore se non riesce prima a spaventare sé stesso. Quindi non puoi neanche scuotere il pubblico se la tua sceneggiatura non riesce a scuotere neanche tè stesso! Devi fare un giro sulle montagne russe prima di poter convincere il pubblico a seguirti! [...] La vera sfida è mantenere il livello di originalità alto in ogni scena e fare in modo che la tensione cresca di scena in scena, dall’inizio alla fine."
     Dan O'Bannon - "Creative Screenwriting", Settembre/Ottobre 1998.

Ashley Judd in una scenaC’è qualcosa di originale in questo film? Ci potrebbe mai essere qualcosa di originale in un film? Probabilmente no, ma sarebbe stato bello almeno provarci. Sono passati più di due anni da "Se7en", ma chiunque abbia visto il film di David Fincher tornerà con la mente alle gesta di John Doe vedendo questo, e non solo per la presenza di Morgan Freeman. I personaggi che ha interpretato nei due film hanno diversi punti in comune. La caratteristica principale del detective Somerset era quella di essere tranquillo, pacato, e soprattutto di riflettere prima di agire. In questo film il suo personaggio, Alex Cross, è addirittura uno psicologo criminale, che si sposta da Washington, D.C., fino a Durham, North Carolina, per aiutare la polizia locale a ritrovare la nipote, Naomi, rapita da un maniaco che si fa chiamare Casanova. In teoria, quindi, come psicologo Cross dovrebbe essere ancora più riflessivo di Somerset, invece il regista commette l’errore di fargli estrarre subito la pistola. Ricordate cosa dice Somerset a Mills? “Ho estratto la pistola due volte nella mia vita, una volta con la seria intenzione di sparare”. In “Kiss the girls” (il bel titolo originale di questo film) Morgan Freeman tira fuori la sua dopo 20 minuti scarsi di proiezione. Pessimo errore, dato che per tutto il resto del film Cross si comporta più come uno psicologo che come un poliziotto, e questo ci viene mostrato già nella scena iniziale, in cui convince una donna che ha appena ammazzato il marito manesco a non spararsi in bocca. Insomma, il protagonista ci viene subito presentato nella sua integrità, in tutta la sua luminosa bravura, cosa che finirà per diversificarlo enormemente da tutti gli altri, che ci vengono invece presentati attraverso i loro difetti (i poliziotti di Durham non prendono molto seriamente il proprio lavoro), o nella loro fallibilità (la protagonista femminile, un medico, non riesce a salvare una bambina vittima di un incidente). In pratica Cross viene messo in una posizione di superiorità rispetto agli altri, salvo poi, nel finale, farlo agire come tutti gli altri. Pessimo errore.

Morgan FreemanLa protagonista femminile è un giovane medico, Kate McTiernan, appassionata di kickboxing, che viene rapita da Casanova, ma riesce a sfuggirgli e collabora con la polizia (più con Cross che con gli altri, a dir la verità) per salvare le altre ragazze rapite. Il personaggio è interpretato da Ashley Judd, che proprio grazie a questo film è assunta a fama mondiale, in maniera un po’ troppo esagerata, secondo me. La parabola di Kate è esattamente opposta a quella di Cross, ci viene presentata attraverso un suo insuccesso (parziale, comunque: la bambina è in coma) e mano a mano che il film va avanti la si vede sempre più decisa, sempre più “speciale”. Per quanto sia spaventata, nel faccia a faccia finale riesce a mettere K.O. il buon Casanova, segno di gran temperamento. Ma se lei, nonostante tutte le droghe, è riuscita a scappare al collezionista, vuol dire che è veramente “più che speciale”, allora perché presentarcela attraverso la sua fallibilità?

Ashley Judd e Morgan FreemanA parte il modo di introdurre i protagonisti, la storia appare abbastanza confusa anche in altri aspetti, la trama scorre via senza brividi. Poi non vengono approfondite le caratteristiche delle ragazze rapite (solo un “hanno tutte qualcosa di speciale”) e non ci viene detto praticamente nulla su quelli che risultano via via essere i sospettati. Quando finalmente la polizia arriva ad avere un vero sospetto plausibile si rivela un errore la decisione di rivelarci che Casanova non lavora da solo, perché capiamo immediatamente che quella non è la stessa persona. Il modo in cui il film è girato non è certo memorabile, non ci sono scene particolarmente belle, tranne forse quella in cui Kate cerca di ricordare i particolari della sua fuga e quella in cui Naomi suona il violino mentre Casanova “tortura” le altre ragazze. Particolarmente brutta, invece, la scena dell’inseguimento nel bosco, in cui non si capisce praticamente nulla, tranne che il regista ha adottato uno stile molto simile a quello di David Fincher.

Morgan Freeman e Bill NunnLa cosa peggiore, comunque, è quando ci viene finalmente mostrato chi è Casanova. A parte il fatto che lo capiamo molto prima dei personaggi, semplicemente non è corretto. Il fatto di avere un poliziotto come colpevole è uno dei trucchi più squallidi del giallo. In un film o romanzo giallo il poliziotto è l’unico personaggio di cui lo spettatore si può fidare, è l’unico personaggio di cui si deve fidare. Se alla fine si tradisce questa fiducia, per quanto corrotto o antipatico il poliziotto sia, lo spettatore si sentirà ingannato, defraudato di una delle poche certezze con le quali era entrato in sala. E tenderà a non dare più questa fiducia agli autori quanto tornerà in sala per un nuovo film.

Insomma, quando si esce dal cinema dopo aver visto questo film, non solo si ha la sensazione di aver pagato il biglietto per un film che si aveva già visto, ma ci si sente pure presi in giro...

Sei al sicuro, ora: sei con Casanova!


La locandinaTitolo: Il collezionista (Kiss the Girls)
Regia: Gary Fleder
Sceneggiatura: David Klass
Fotografia: Aaron Schneider
Interpreti: Morgan Freeman, Ashley Judd, Cary Elwes, Tony Goldwin, Jay O. Sanders, Bill Nunn, Brian Cox, Alex McArtur, Richard T. Jones, Jeremy Piven, William Converse-Roberts, Jay O. Sanders, Roma Maffia, Gina Ravera, Helen Martin, Tayana Ali, Mena Suvari, Heidi Schanz, Rick Warner, Billy Blanks, Dianna Miranda, Mary Major, Melinda Renna
Nazionalità: USA, 1997
Durata: 1h. 55'