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Luciana
Morelli, 21 Dicembre 2002: Bizzarro |
Warner,
10 Gennaio 2003
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Ma
che colpa abbiamo noi
di Carlo Verdone
Ma
che colpa abbiamo noi se la vita è così vuota e a volte
così crudele da non indicarci la soluzione più semplice
ai nostri problemi? Se lo chiedono anche gli otto protagonisti del nuovo,
divertente, film di Carlo Verdone che esce a distanza di tre anni dal
suo ultimo lavoro e dopo una evidente e fruttuosa pausa di riflessione.
Con questo titolo e con questo argomento si torna decisamente al passato,
all'epoca di quel suo caratteristico stile dolce-amaro che, almeno fino
a "Sono pazzo di Iris Blond", ha contraddistinto tutti i suoi
film di maggior successo. La psicanalisi è un argomento piuttosto
presente nella filmografia di Carlo Verdone (e per sua stessa ammissione,
in minor misura anche nella vita) a partire da quando in "Compagni
di scuola", attanagliato da attacchi di panico dovuti alla sua
infelicità matrimoniale si faceva consigliare dall'amica-psicologa
Athina Cenci su come curare la sua distruttiva "allergia da moglie".
Lo ricordiamo pressappoco nelle stesse condizioni, sull'orlo di un esaurimento
nervoso, anche in "Maledetto il giorno che t'ho incontrato"
al fianco, anche lì, di una Margherita Buy in preda a continue
crisi di nervi per colpa dell'analista da cui si curano entrambi e di
cui lei si è innamorata follemente. E sono solo due degli innumerevoli
esempi che si potrebbero citare a proposito.
In
"Ma che colpa abbiamo noi" la situazione è invece più
corale: a farsi analizzare dalla stessa decrepita e distratta psicologa
sono addirittura in otto, in una terapia di gruppo (molto più
economica della terapia singola) che finisce per assomigliare ad una
patetica riunione di condominio, dove tutti parlano dei loro problemi
senza ascoltare gli altri e soprattutto non accorgendosi del fatto che
chi dovrebbe ascoltarli non lo fa più, anzi non lo ha mai fatto.
Durante una seduta di gruppo, l'anziana dottoressa Lojacono muore per
infarto senza che nessuno di loro se ne accorga, se non solo quando
è troppo tardi ed ormai non c'è più niente da fare.
Perso il loro punto di riferimento, tra una crisi di nervi e l'altra,
gli otto amici cominciano a vagliare i diversi sostituti senza trovarne
uno all'altezza sicchè, tutti d'accordo o quasi, optano per la
cosa più assurda che si possa fare in tema di psicoterapia: l'autogestione.
Decidono di riunirsi lo stesso a turno a casa di ognuno e di ascoltarsi
a vicenda cercando di consigliarsi tra loro. Manco a dirlo, l'esprimento
si rivela un completo fallimento; tra insulti, accuse, menefreghismi
e crisi di panico ognuno riuscirà in un modo o nell'altro a trovare
una soluzione più o meno drastica e più o meno positiva
ai suoi problemi. E' proprio il caso di dire che non sempre l'unione
fa la forza...
Molto
varia la scelta dei sette attori, tutti molto bravi e letteralmente
cuciti addosso ai rispettivi personaggi. Gegè (Carlo Verdone)
è un cinquantenne sottomesso e mortificato dal difficile rapporto
con il padre-padrone; Ernesto (Antonio Catania) è un uomo di
mezza età in crisi con la moglie dopo un tradimento e che riesce
a prendere sonno solo se a bordo di un treno; Luca (Max Amato) è
un omosessuale snob, con un pessimo carattere, che non riesce a rompere
una relazione con uno uomo sposato con figli che gli provoca sofferenza
e frustrazione; Alfredo (Luciano Gubinelli) è un orchestrale
molto credente, simpatico e cicciottello, che a quarant'anni vive ancora
con la madre anziana in un ambiente familiare, è il caso di dirlo,
di perenne e religioso silenzio; in ultima battuta troviamo Marco (Stefano
Pesce), l'ultimo arrivato del gruppo, un ragazzo all'apparenza silenzioso
e tranquillo che vive in una casa ipertecnologica all'interno della
quale sfoga la sua rabbia ascoltando e ballando musiche techno assordanti.
Non è finita qui, ce n'è per tutti i gusti anche tra le
donne del gruppo: Gabriella (Lucia Sardo) è una svampita e vogliosa
donna cinquantenne terrorizzata dalle rughe, con la passione per l'adescamento
di uomini molto più giovani di lei ed un rapporto difficile con
la figlia; Chiara (Anita Caprioli) è una studentessa venticinquenne
bulimica innamorata di uno sconosciuto compagno di chat, ed infine troviamo
ancora una volta Margherita Buy, nei panni dell'affascinante Flavia,
una nevrotica ed apatica professoressa ossessionata dalle scarpe con
i tacchi alti e dall'amore per un uomo sposato che la illude da anni
dicendole di amarla.
Un
film piacevole, divertente e che in qualche occasione sfiora il surreale
ma pieno di aneddoti e situazioni davvero esilaranti. Le storie si accavallano
e si intrecciano chiudendo nel finale, intorno a loro stesse, un cerchio
perfetto ed armonico. Finalmente è tornato il Carlo Verdone che
conoscevamo e che ci piaceva tanto, quello che alla sua comicità
riesce sempre ad unire quel pizzico di drammatica realtà che
colpisce nel vivo nell'animo di ognuno di noi.
Percorsi
tematici
L'amore
è eterno finché dura - di Carlo Verdone; con Carlo
Verdone, Laura Morante, Stefania Rocca.
Titolo:
Ma che colpa abbiamo noi
Regia:
Carlo Verdone
Sceneggiatura:
Piero De Bernardi, Pasquale Plastino, Fiamma Satta, Carlo Verdone
Fotografia:
Danilo Desideri
Interpreti:
Carlo Verdone, Margherita Buy, Anita Caprioli, Stefano Pesce, Antonio
Catania, Lucia Sardo, Max Amato, Raquel Sueiro, Luciano Gubinelli, Sergio
Graziani, Roberto Accornero, Rodolfo Corsato, Fabio Traversa, Remo Remotti,
Roberto Attias, Massimiliano Amato
Nazionalità:
Italia, 2002
Durata:
1h. 56'
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