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Tiziana
Cappellini, 25 Marzo 2008: Mancato |
01
Distribution, 21 Marzo 2008
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Colpo
d'occhio
di Sergio Rubini
Il
nuovo film di Sergio Rubini - peraltro, da lui cosceneggiato e interpretato
- presentava delle buone premesse per offrire qualcosa che spezzasse
nel panorama cinematografico italiano, un soggetto non certamente originale
o sconosciuto, ma comunque insolito: un triangolo amoroso ambientato
nel mondo dell'arte. Premessa, dunque, la validità del soggetto
e senza muovere particolari critiche al cast, è invece
il modo col quale tale soggetto è stato sviluppato che non risulta
convincente e che appare piuttosto discutibile.
Adrian
Scala, giovane sculture che dedica la sua vita all'arte in attesa della
giusta occasione per affermarsi, intreccia una relazione con Gloria,
compagna del ben più celebre critico d'arte Pietro Lulli. Dal
momento in cui Gloria decide di dividere la sua vita con Adrian, si
seguono le vicende del giovane scultore, contraddistinte da un lato
da alterne fortune artistiche e dall'altro dalle ripercussioni che tali
sviluppi hanno sul suo rapporto con la ragazza. Al centro di questo
binario parallelo è collocata la figura di Lulli, il quale solo
verso la parte finale del film chiarirà allo spettatore molti
retroscena che hanno determinato le vicende fino a quel momento narrate
in maniera univoca.
Tutta
questa impostazione della sceneggiatura offriva del materiale adatto
a rendere la vicenda accattivante; se invece lo è rimasta solo
sulla carta è stato perché non si sono creati né
il giusto ritmo né il giusto pathos che avrebbero potuto, ma
anche dovuto, accompagnare una storia dagli annunciati risvolti gialli.
In realtà, le sequenze iniziali del film fanno ben sperare e
sono effettivamente promettenti: il ritmo, anche serrato, non manca
così come non mancano alcune buone intuizioni registiche (che,
successivamente, saranno disseminate anche lungo l'intero film, dalla
dissolvenza in nero alla ripresa notturna, fatta dall'esterno, di Adrian
nel casale mentre lavora alla sua opera). Purtroppo, però, questo
ritmo si dissolve ben presto perché, una volta iniziata la relazione
tra Adrian e Gloria, la trama e il suo sviluppo si involvono, in quanto
impantanati in una sorta di triangolo che si trascina in maniera prolissa,
poco appassionante e che ritarda eccessivamente i colpi di scena, oltretutto
concentrati nel finale sbrigativamente condotto.
Eppure,
il materiale per sviluppare un dramma di tipo psicologico - non necessariamente
accompagnato dal giallo, ma almeno depurato dal melodramma del triangolo
amoroso e arricchito da una certa tensione - c'era. Nello svolgimento
degli eventi il sottotesto è anche emerso: la lotta tra la propria
morale e il desiderio di successo; la perdizione di se stessi o la sana
rinuncia delle ambizioni, qualora conducono nella direzione sbagliata;
mostrare fin dove può arrivare la mente umana per la brama di
successo e per la vendetta dettata dalle ferite sentimentali. Ed
il rammarico per un buon soggetto deluso nelle sue prerogative è
anche maggiore se si pensa al contesto artistico nel quale "Colpo
d'occhio" è stato ambientato, contesto che ha offerto molti
spunti per creare delle scenografie suggestive. Infatti, snodandosi
tra Roma, Berlino e Venezia, il film regala degli ambienti raffinati,
apprezzabili nella loro concezione e nella loro resa, dall'antico palazzo
nel quale Adrian e Gloria vanno a vivere, agli esterni degli angoli
romani, fino al panorama di un pittoresco paesino abruzzese.
Altrettanto
apprezzabili sono le intuizioni di tipo metaforico che reggono la struttura
del film e che solo nei titoli di coda svelano il loro significato e
il loro recondito collegamento: il modello che Adrian realizza ispirandosi
al nudo di Gloria nel periodo in cui è stata anche la sua musa
ispiratrice; lo schizzo che realizzerà più tardi quando,
ormai alla vigilia della Biennale di Venezia, gli eventi incalzano e,
infine, la sagoma di Adrian nella sequenza conclusiva.
Intuizioni e piccoli tocchi di maestria che, come nel caso della realizzazione
scenografica ammirevole, accrescono il rammarico verso un film interessante
nelle sue premesse ma mancato nel risultato globale.
Percorsi tematici
L'amore
ritorna - di Sergio Rubini; con Fabrizio Bentivoglio, Margherita
Buy, Giovanna Mezzogiorno, Sergio Rubini.
L'anima gemella - di Sergio Rubini; con
Valentina Cervi, Violante Placido, Michele Venitucci, Sergio Rubini.
La Terra - di Sergio Rubini; con Fabrizio
Bentivoglio, Emilio Solfrizzi, Sergio Rubini, Paolo Briguglia.
Titolo:
Colpo d'occhio
Regia:
Sergio Rubini
Sceneggiatura:
Angelo Pasquini, Carla Cavalluzzi, Sergio Rubini
Fotografia:
Vladan Radovic
Interpreti:
Sergio Rubini, Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Richard Sammell,
Paola Barale, Emanuele Salce, Giancarlo Ratti, Giorgio Colangeli, Alexandra
Prusa, Flavio Parenti
Nazionalità:
Italia, 2008
Durata:
1h. 50'
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