Tiziana Cappellini, 3 Luglio 2005: Inquietante
Columbia

Complesso di colpa

di Brian De Palma


"Complesso di colpa" è un film che difficilmente può essere dimenticato e far dimenticare tutta la suspense che riesce sapientemente a creare anche nei momenti in cui l'azione sembra quasi statica; riesce a crearla anche nei momenti in cui i dialoghi sono assenti, e la macchina da presa segue i lunghi silenzi del protagonista, complice anche una colonna sonora che crea il giusto pathos.

Cliff Robertson e Geneviève BujoldDiversi elementi concorrono ad indicare da subito che ci si trova di fronte a un dramma a tinte gialle: pistole nascoste addosso a finti camerieri, un rapimento all'inizio dell'intreccio e, appunto, la musica; ma la trama non è prevedibile, perché stupisce laddove ci si aspetta qualche colpo di scena tradizionale. Il regista guida invece con mano sapiente lo spettatore - forte di una sceneggiatura efficace e nel finale sorprendente - per un sentiero che pare avere un unico volto, per poi rivelare le sue carte solo verso la conclusione della vicenda. C'è da chiedersi a quel punto se tale conclusione si sarebbe potuta prevedere, ma la sceneggiatura pare avere nascosto bene i suoi eventuali indizi anche allo spettatore più acuto e smaliziato.

De Palma realizza un film che non ha solo dei risvolti gialli ma anche uno spessore psicologico, soprattutto nei confronti del protagonista Michael: la macchina da presa pare analizzarlo col modo in cui segue e riprende i suoi silenzi, la sua solitudine, dopo che ha perso moglie e figlia, vittime di un rapimento, a causa del fallimento del piano organizzato con la polizia. Il suo senso di colpa è intrecciato all'amore per la moglie il cui ricordo non riesce a cancellare, ma che anzi fa rivivere nel momento in cui incontra la sosia della donna. Nemmeno la psicologia femminile è trascurata in questo film, bensì condotta piuttosto finemente.

La mano del Maestro si vede anche nella scelta degli ambienti: una Firenze piovosa, un caffè che si affaccia su Palazzo Vecchio, una chiesa storica e suggestiva: insomma, vengono esplorati alcuni tra i numerosi luoghi artistici di Firenze, ottenendo un risultato altrettanto artistico.
L'uso di long take e della soggettiva fanno la differenza, conferendo stile e maniera; ma rivedendo con attenzione i titoli di testa si scopre che nelle immagini che li accompagnano c'è un pezzetto di film: può essere guardato in filigrana con alcune sequenze fiorentine, analisi utile non tanto ai fini della soluzione dell'intreccio, quanto alla comprensione del tocco del Maestro.
E di come "Complesso di colpa" non sia un film qualunque.


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La locandinaTitolo: Complesso di colpa (Obsession)
Regia: Brian De Palma
Sceneggiatura: Paul Schrader
Fotografia: Vilmos Zsigmond
Interpreti: Cliff Robertson, Geneviève Bujold, John Lithgow, Sylvia Kuumba Williams, Wanda Blackman, J. Patrick McNamara, Stanley J. Reyes, Nick Kreiger, Stocker Fontelieu, Don Hood, Andrea Esterhazy, Thomas Carr, Tom Felleghy, Nella Simoncini Barbieri, John Creamer, Regis Cordic, Loraine Despres, Clyde Ventura, Fain M. Cogrove
Nazionalità: USA, 1976
Durata: 1h. 38'