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Francesco Puglisi, 16 Giugno 2002: Accettabile
Sotto
corte marziale
di Gregory Hoblit
1944-1945:
dopo essere stato catturato dai tedeschi e sottoposto ad un interrogatorio
lungo tre giorni (nonché a sei giorni di treno e sei di marcia)
il tenente Tommy Hart (Colin Farrell) viene spedito nello Stalagh A,
un campo allestito per i prigionieri di guerra. Qui un aviatore di colore
viene accusato di omicidio ai danni di un commilitone bianco razzista,
naturalmente lui si ritiene innocente e il colonnello McNamara (Bruce
Willis), il più alto in grado tra i prigionieri, decide col permesso
dei tedeschi di allestire una corte marziale ed un processo. Sarà
proprio il nuovo arrivato e quasi laureato il legge Hart ad essere nominato
avvocato difensore, anche se lui non sa che il processo è tutta
una messa in scena montata ad arte da McNamara per guadagnare il tempo
necessario alla fuga dal campo e alla distruzione della vicina fabbrica
di munizioni.
Un
film di guerra che non mostra la guerra in primissimo piano, ma che
riesce ad evocarla grazie ad un'ambientazione straordinaria, tutto merito
degli scenografi e del direttore della fotografia Alar Kivilo.
Il regista Gregory Hoblit ("Schegge di Paura", "Frequency
- Il futuro è in ascolto"), dimostra di avere le carte
in regola e riesce a mettere in scena un film cupo, in grado di mantenere
viva l'attenzione, il che non è affatto facile dato che la storia
si sviluppa tutta in interni e mescola il genere giudiziario a quello
militare, e con due scene quasi da antologia: quella iniziale dal viaggio
in treno con la scritta gigante POW (prigionieri di guerra) fino all'interrogatorio
di Hart, e quella finale dell'arringa combinata alla fuga, dove il merito
va anche al montatore David Rosenbloom.
La
sceneggiatura scritta da Billy Ray e Terry George mette in evidenza
le contraddizioni più palesi: gli americani che accusano i tedeschi
di razzismo verso gli ebrei, ma loro lo sono verso i neri; il fatto
che McNamara voglia un processo per un uomo di colore che se si fosse
trovato nelle stesse condizioni in uno stato americano sarebbe stato
giustiziato... Sceneggiatura che perde un po' di tempo verso la parte
centrale ma lo riacquista in extremis, in cambio però di un finale
un po' troppo di maniera e abbastanza scontato.
Il personaggio più riuscito è quello del comandante del
campo di prigionia tedesco, che appare, a differenza di quello interpretato
da Finnes in "Schindler's List", meno fanatico e pazzo e più
umanamente dubbioso.
Gli
interpreti non sono poi così esaltanti: Bruce Willis è
troppo legnoso e Colin Farrell seppur discreto sembra però un
clone a metà tra Jim Carrey e Brad Pitt; accettabile Terrence
Howard.
La colonna sonora non prende tanto il largo, e poteva certo essere migliore,
ma ha dalla sua il fatto di non cadere in facili melodie pompose e patriottiche;
ottima invece la fotografia.
Titolo:
Sotto corte marziale (Hart's War)
Regia:
Gregory Hoblit
Sceneggiatura:
Billy Ray, Terry George
Fotografia:
Alar Kivilo
Interpreti:
Bruce Willis, Colin Farrell, Terrence Howard, Cole Hauser, Marcel Iures,
Linus Roache, Vicellous Reon Shannon, Maury Sterling, Sam Jaeger, Scott
Michael Campbell, Rory Cochrane, Sebastian Tillinger, Rick Ravanello,
Adrian Grenier, Michael Weston, Jonathan Brandis, Joe Spano, Sam Worthington,
Brad Hunt, Rúaidhrí Conroy, Tony Devlin
Nazionalità:
USA, 2002
Durata:
2h. 05'
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