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Michela
Bernardinello, 7 Febbraio 2006: Allegorico |
Fandango,
10 Febbraio 2006
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Cacciatore
di teste
di Costa-Gavras
Bruno
Davert, dirigente in una fabbrica di carta, dopo quindici anni di onorato
servizio viene licenziato a causa di una "terziarizzazione"
del settore. Ma ha solo quarant'anni e un ottimo curriculum, e non dispera
di riuscire a trovare in breve tempo un altro lavoro simile.
Tre anni dopo è ancora disoccupato, e la sua vita - ha una moglie,
due figli adolescenti e una bella casa nel verde - sta andando a rotoli...
Fino al momento in cui ha un'illuminazione e decide di uccidere il dirigente
di una multinazionale per prenderne il posto. Ma non prima di aver eliminato
fisicamente gli altri possibili candidati, of course...
Chi
non lavora non esiste. E a chi non esiste, la morale non serve. Ci eravamo
scandalizzati quando la piccola Rosetta si
dimostrava pronta a tutto pur di avere un lavoro; anche se Rosetta
aveva sedici anni, e non aveva da mangiare. Lontano dai Dardenne e dal
sottoproletariato à la Loach, Bruno invece ci fa quasi
sorridere: ha quarant'anni e una bella casa, ma non si rassegna a trascorrere
i lunedì al sole. Perché non perde solo il posto, ma la
sua identità, in una società in cui - ci ricorda didascalico
Costa-Gavras - è il lavoro che definisce un'esistenza. E allora
non si tratta più di lottare per sopravvivere, ma di uccidere
per tornare a vivere.
La
logica di Bruno non fa una piega, e in bilico tra farsa e tragedia si
trasforma in un serial killer imbarazzato ma determinato, che
ha studiato un piano e vi si adegua meticolosamente. Come il personaggio
di un videogame, Bruno arriva fino all'ultimo schermo senza guardarsi
indietro, e vince un'altra vita, o almeno così crede.
Più
che un film politico un racconto allegorico, dove i mostri sono tra
noi, anzi siamo noi: per questo motivo simpatizziamo con l'amorale Bruno,
e nonostante l'abisso in cui precipita non riusciamo a prenderne le
distanze. José Garcia è straordinario nel rendere l'umanità
di un uomo solo con i suoi fantasmi, vittima e carnefice a un tempo,
mentre Costa-Gavras declina ancora una volta senza compiacimento la
banalità del male.
Percorsi
tematici
Amen.
- di Costa-Gavras; con Ulrich Tukur, Mathieu Kassovitz.
Titolo:
Cacciatore di teste (Le couperet)
Regia:
Costa-Gavras
Sceneggiatura:
Costa-Gavras, Jean-Claude Grumberg
Fotografia:
Patrick Blossier
Interpreti:
José Garcia, Karin Viard, Olivier Gourmet, Ulrich Tukur, Yvon
Back, Geordy Monfils, Christa Theret, Thierry Hancisse, Olga Grumberg,
Yolande Moreau, Dieudonné Kabongo, Jean-Pierre Gos, Vanessa Larré,
Serge Larivière, Philippe Bardy, Jeanne Savary, Luce Mouchel,
Marie Kremer, Raphaël D'Olce, Renaud Rutten, Jean-Michel Balthazar,
Alain Guillo
Nazionalità:
Belgio - Francia - Spagna, 2005
Durata:
2h. 02'
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