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Fabrizio
Formenti, 15 Novembre 2005: Ottimo |
FilmAuro,
11 Novembre 2005
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Crash
Contatto fisico
di Paul Haggis
In
una Los Angeles in cui le persone, isolate da barriere fatte di cemento
e metallo, faticano a stabilire rapporti che possano realmente definirsi
tali (come afferma Don Cheadle nel corso del prologo), le vite di alcune
di esse si intrecciano e si scontrano (da qui il titolo del film) l'una
con l'altra segnando nel bene e nel male le esistenze di ciascuno dei
soggetti coinvolti. Ma alla fine di questa lotta di razze e pregiudizi,
non si conteranno né vittime né carnefici.
Il
rischio di apparire come una furba composizione atta a "speculare"
sulla delicatezza dell'argomento trattato lo corre seriamente, quest'ultimo
lavoro dell'osannato sceneggiatore di "Million
Dollar Baby", Paul Haggis. Il dubbio può sorgere, ad
inizio pellicola, mentre si assiste all'introduzione dei singoli personaggi,
alla presentazione di quelle vite destinate a collidere presto l'una
con l'altra in uno scontro di razze, pregiudizi e odio incondizionato.
In realtà, nella costruzione dell'intreccio si coglie un sottofondo
di opportunismo (in sceneggiature di questo stampo è quasi inevitabile
che questo accada), ma la bontà di ciò che viene messo
in scena è tale da farci interessare quasi esclusivamente al
destino dei singoli personaggi. E se un film riesce in questo, il risultato
è quasi garantito.
Si
parla di razzismo, di intolleranza etnica, di pregiudizi radicati ancorché
non condivisi da coloro che li esercitano, il tutto intrecciando quasi
a catena - nell'arco di due giorni - le vite di un gruppo di individui
di opposta estrazione razziale, sociale e culturale. "Crash"
mette in gioco tutto questo, ma lo fa con grande delicatezza, spesso
quasi con leggerezza, e soprattutto con occhio distaccato. Il pregio
fondamentale del lavoro di Haggis sta infatti nel non prendere mai una
posizione precisa, nel "giudicare" allo stesso modo ogni personaggio,
nel porre sullo stesso piano ogni etnia senza alcun tipo di compatimento.
Non ci sono buoni e cattivi, ciascuno è colpevole nel dare reale
applicazione a preconcetti imposti più dall'ambiente circostante
che non dal proprio credo personale, ma al tempo stesso - e nella stessa
misura - ne è anche vittima. Emblematico in tal senso il poliziotto
integerrimo interpretato da Ryan Phillippe, che finisce col tradire
i propri valori e le proprie convinzioni per salvaguardare se stesso,
una volta finito nei guai per aver agito d'impulso, mosso anch'egli
dal pregiudizio.
Il
film si avvale di un ensemble cast ben orchestrato, nel quale
emerge al di sopra di tutti un ottimo Matt Dillon, unitamente al sempre
bravo Don Cheadle, mentre l'unico elemento fuori posto è un Brendan
Fraser assai poco credibile nel ruolo del procuratore distrettuale.
Molti
i momenti che lasciano il segno a livello emozionale - anche grazie
alle belle musiche - con alcune scene che si stagliano al di sopra delle
altre (il detective Waters che comprende l'identità del
ragazzo ucciso, a fine pellicola). E se i messaggi disseminati qua è
là in questa bella rappresentazione possono lasciar spazio a
più di un'interpretazione, la sensazione forse più forte
delle altre è che l'autore stia cercando soprattutto di dirci
che è molto più naturale essere portatori d'odio che non
esserne coltivatori in prima persona, e che questo odio latente nei
confronti dell'altro, presto o tardi, corre il rischio di emergere dal
profondo di ciascuno di noi, con conseguenze assolutamente imponderabili
a priori.
Titolo:
Crash - Contatto fisico (Crash)
Regia:
Paul Haggis
Sceneggiatura:
Paul Haggis, Robert Moresco
Fotografia:
James Muro
Interpreti:
Sandra Bullock, Don Cheadle, Matt Dillon, Jennifer Esposito, Brendan
Fraser, Terrence Howard, Chris "Ludacris" Bridges, Thandie
Newton, Ryan Phillippe, Larenz Tate, Keith David, Michael Peña,
Tony Danza, William Fichtner, Nona Gaye, Loretta Devine, Bruce Kirby,
Sylva Kelegian, Beverly Todd, Shaun Toub, Kathleen York, Art Chudabala,
Ime Etuk
Nazionalità:
USA - Germania, 2004
Durata:
1h. 53'
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