|
Emanuela
Perozzi, 26 Luglio 2006: Toccante |
Istituto
Luce, 25 Agosto 2006
|
C.R.A.Z.Y.
di Jean-Marc Vallée
"C.R.A.Z.Y."
è la storia di cinque fratelli di una famiglia canadese di modeste
origini: Christian, Raymond, Antoine, Zachary, Yvan.
"Crazy"
è la canzone di Patsy Cline che suona da sempre in casa Beaulieu
in una preziosa copia in vinile gelosamente custodita dal capofamiglia,
il padre un po' burbero che educa i suoi ragazzi insieme alla moglie
fervente credente e credulona.
Crazy è anche la piega che prende la vita quando gli imprevisti
scuotono la solida tranquillità familiare, quando l'inaccettabile
si fa strada fino a divenire una realtà durissima e inequivocabile.
Zac, il quarto dei fratelli, si dimostra fin da piccolino il più
sensibile, il più fragile, quello che bagna il letto e che osserva
con invidia i regali da femminuccia delle sue cuginette durante la notte
di Natale. Quella notte che è anche la sua prima impronta nel
mondo, il suo compleanno da dividere con Gesù Bambino, da quando
Zac ha deciso che era giunto il momento di nascere a dispetto del tempo
non ancora compiuto. Sì, una vita incompiuta già annunciata
in quel primo vagito che tardava ad arrivare, sospeso tra la vita e
la morte, sotto lo sguardo spaventato della mamma e il nervosismo del
papà in sala d'attesa.
"Shine
on you Crazy diamond" è il ritmo dei Pink Floyd che
entra nella vita adolescente di Zac, insieme ai Rolling Stones, immaginaria
colonna sonora dell'odiata messa di mezzanotte, a David Bowie, appeso
alla porta per non dimenticare mai l'irresistibile icona di una vita
sregolata e libera, alle vigilie di Natale con i destini di tutti che
pian piano tracciano il loro percorso. C'è il figlio intellettuale,
c'è quello che primeggia negli sport, c'è quello che beve,
fuma e prima o poi passerà all'eroina, e poi c'è Zac,
il prediletto che diventa man mano la pecora nera, l'indicibile disonore
che ha colpito l'orgoglio maschile di papà Gervais. Zac, così
diverso e così solo mentre sente crescere dentro quegli spettrali
istinti sessuali che non riesce ad accettare come suoi e che dovrà
reprimere a qualsiasi costo, per non perdere l'amore di suo padre e
il rispetto di se stesso.
Crazy
è una derisione della follia delle istituzioni, dalla famiglia
alla religione, che castrano gli impulsi più profondi e il senso
di libertà innato in ogni individuo, sotterrandoli di un perbenismo
che non vede oltre il proprio muro di conformismo e incide crudelmente
sulla psiche di chi non saprà liberarsene.
Gran
parte della narrazione scorre in immagini forti ed evocanti una lacerante
introspezione dell'ambiguità di Zac, vista attraverso le varie
tappe della sua età. Dalla tentennante confusione provata da
bambino, quando l'amore dei suoi genitori faceva ancora da scudo, alla
dolorosa negazione di una natura inaccettabile esplosa crescendo, fino
alla ribellione cercata e voluta di fronte ad un padre che non può
più imporgli di essere ciò che non sarà mai. A
tenere uniti vent'anni di vita è un senso diffuso della difficoltà
che essa comporta, del precario equilibrio che tiene faticosamente uniti
i rapporti anche quando essi sono forti e importanti come quelli tra
un padre e un figlio.
Crazy
è il fluido che trasporta i ricordi alla musica dei gruppi mitici
degli anni '70, alle ribellioni sociali e alla nascita della libertà
sessuale, tra ostentate Harley Davidson e furtive sigarette di erba.
Crazy infine, e soprattutto, è osservare il padre (Michel
Côté) e il figlio (Marc-André Grondin) non sapendo
dire chi sia il più bravo tra i due, ed è arrivare ai
titoli di coda appuntandosi il nome del regista (Jean-Marc Vallée)
tra quelli che forse in futuro sapranno ancora dirci qualcosa di importante.
Non poco per chi era rimasto, e non proprio convinto, ai bellocci cowboy
omosessuali di "Brokeback Mountain".
Percorsi tematici
Fucking
Åmål - di Lukas Moodysson; con Rebecka Liljeberg,
Alexandra Dahlström.
Incrocio d'amore - di Yee Chih-yen; con
Chen Bo-lin, Guey Lun-mei, Liang Shu-hui.
Quasi niente - di Sébastien Lifshitz;
con Jérémie Elkaïm, Stéphane Rideau.
Vite nascoste - di Simon Shore; con Ben
Silverstone, Brad Gorton, Charlotte Brittain.
Titolo:
C.R.A.Z.Y. (Id.)
Regia:
Jean-Marc Vallée
Sceneggiatura:
François Boulay, Jean-Marc Vallée
Fotografia:
Pierre Mignot
Interpreti:
Marc-André Grondin, Michel Côté, Danielle Proulx,
Émile Vallée, Pierre-Luc Brillant, Maxime Tremblay, Alex
Gravel, Natasha Thompson, Johanne Lebrun, Mariloup Wolfe, Francis Ducharme,
Hélène Grégoire, Michel Laperrière, Jean-Louis
Roux, Mohamed Majd, Claude Gagnon, Jean-Alexandre Létourneau,
Sébastien Blouin, Félix-Antoine Despatie
Nazionalità:
Canada, 2005
Durata:
2h. 07'
|