Sandro Paté, 24 Novembre 2004: Onesto
01 Distribution, 26 Novembre 2004

Occhi di cristallo

di Eros Puglielli


Josè Angel Egido e Luigi Lo CascioL'ispettore Amaldi (Luigi Lo Cascio) ama le maniere forti. Il bell'incipit del film, un inseguimento "stile Argento" sotto una pioggia incessante "stile Fincher", è già indicativo. Viene fermato uno stupratore. Le urla della donna che ha appena umiliato riempiono un vicoletto fatiscente. Non può finire tutto in un "semplice" arresto. Non per Amaldi, che solleva la pistola e preme il grilletto. Come potrà comportarsi con un sadico assassino che uccide e seziona le sue vittime come fossero delle bambole?

Lucia JiménezUn criminale così metodico come quello di "Occhi di cristallo" non può essere solo uno squilibrato. Gli errori commessi dall'agente Mills di "Seven" insegnano. Le motivazioni che guidano la lucida follia del cattivo di turno devono essere cercate nella sua storia personale. Pensare per credere alle indagini private del protagonista di "Profondo Rosso". Così l'ispettore Amaldi deve vestire i panni di uno psicopatico e immedesimarsi nella figura del killer. Esattamente come fa Will Graham in "Manhunter" di Michael Mann. Il gioco di deja vu potrebbe continuare all'infinito. Il rischio di allungare oltre modo la lista dei film "citati" è davvero troppo alto. Eppure, se si accettano le piccole-grandi forzature della sceneggiatura e i suoi momenti più scontati, "Occhi di cristallo" si fa thriller d'atmosfera. Purificato di tutti i cliché che hanno contraddistinto il cinema di genere degli ultimi decenni - la tassidermia, le bambole, gli specchi e i giocattoli, mi rendo conto, non sono certo cose nuove in un film dell'orrore - il film di Puglielli si fa apprezzare per buone soluzioni. Il risultato anche se non particolarmente innovativo è comunque buono. Specie per la sua fotografia e per la logica con cui è stato montato dall'esperto Mauro Bonanni.

Una scena"Occhi di cristallo" è un film sincero pur non essendo un film originale. Le sequenze di azione sono meglio di quelle dedicate all'introspezione dei personaggi, tutti assolutamente stereotipati. Lo Cascio, alle prese con l'inedito ruolo pulp di spietato tra i buoni, riesce tuttavia a caratterizzare un ruolo piuttosto scontato. Le occasioni per affinare interpretazioni del genere purtroppo non fioccheranno.

Julia Jiménez in una scenaNon si dimentichi che negli anni settanta i film come quello di Puglielli erano il prodotto di punta di una cinematografia, quella italiana, che raramente ripiegava sui film considerati d'arte. In meno di trent'anni la situazione si è ribaltata completamente. Il nostro paese, da grande produttore di consumo, è diventato grande artigiano di cinema d'autore. E anche per questo ha smesso di raccogliere consensi. I bistrattati film di genere - l'unica rivista italiana che se ne occupa seriamente è "Nocturno Cinema" - riescono a scampare alle odissee produttive solo in casi del tutto eccezionali. "Occhi di cristallo", in questo senso, è impietoso. E' un B-movie anni settanta prodotto e girato nel 2004. Gioia per i cinefili, discutibile per tutti gli altri. Anche per le sue ingenuità, fa capire come sarebbe cresciuta la nostra industria se non fosse deceduta per dei mali forse incurabili, sicuramente oscuri.


La locandinaTitolo: Occhi di cristallo
Regia: Eros Puglielli
Sceneggiatura: Franco Ferrini, Eros Puglielli, Gabriella Blasi
Fotografia: Luca Coassin
Interpreti: Luigi Lo Cascio, Lucia Jiménez, Josè Angel Egido, Simon Andreu, Carmelo Gomez, Eusebio Poncela
Nazionalità: Italia, 2004
Durata: 1h. 54'