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Alberto Cassani, 19 Settembre 1998: Angosciante |
Eagle
Pictures, 28 Maggio 1999
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Cube
Il cubo
di
Vincenzo Natali

"-
Computer, perché non mi dici quali sono le regole del gioco?
- Mi dispiace, questi informazioni non sono disponibili al momento.
- Cosa vuoi dire ‘non sono disponibili’?
- Il tuo codice è ‘infrarosso’. Queste informazioni sono codificate
‘rosso’. Non sei abilitato, al momento. Sono al tuo servizio.
- Ma... La maggior parte dei manuali di gioco ti insegnano le regole...
- Non ‘Paranoia’. In ‘Paranoia’ non sai chi sono i tuoi amici. Non sai
chi sono i tuoi nemici. Non sai come funziona il tuo equipaggiamento.
Non sai le regole. Sai solo una cosa: tutti vogliono farti la pelle.
Stai in guardia! Non fidarti di nessuno! Tieni la tua pistola laser
a portata di mano! Ignoranza e paura, paura ed ignoranza. Queste sono
le tue parole d’ordine"
"Paranoia" - Regolamento di
gioco, 1987.
Sapendo
che il film era costato meno di un milione di dollari ed era stato costruito
per poter essere girato in una sola stanza, mi aspettavo di trovarmi
davanti una vaccata tremenda, un film povero visivamente e con inutili
pretese artistiche. L’unica ragione per cui ho voluto vederlo era la
storia: sei persone (più o meno) normali si svegliano in una
prigione surreale, formata da strani cubicoli armati di trappole mortali.
Come sono arrivati lì? Perché sono stati portati lì?
Come si fa ad uscire?
Il
regista italo-canadese Vincenzo Natali, alla sua prima prova dopo una
carriera scolastica alquanto trafficata, è anche l’autore della
sceneggiatura insieme ad Andre Bijelic e Graeme Manson, e non fa mistero
di ispirarsi ai classici tedeschi come “Il gabinetto del dottor Caligari”.
In effetti credo che questo tipo di visione fosse assolutamente necessaria
per riuscire a rendere interessante un film del genere. La sottile ambientazione
fantascientifica (o fantapolitica?) sarebbe risultata negativa se esagerata
rispetto agli altri aspetti. “Paura, paranoia, sospetto, disperazione”.
Sono queste le parole chiave per capire la situazione in cui i personaggi
si trovano. E i personaggi, grazie alla bella sceneggiatura, attraversano
veramente questi quattro stadi: “Oh mio Dio, dove sono?”, “È
il governo che ci ha portati qui!”, “È colpa tua se siamo qui!”,
“Non c’è modo di uscire...”.
Far
interagire in maniera credibile e interessante dei personaggi che non
si conoscono tra loro, e fare in modo che siano veramente diversi
uno dall’altro, è una delle cose più difficili da raggiungere,
in una sceneggiatura. Qui abbiamo un poliziotto, un architetto, una
dottoressa, una studentessa, un mago della fuga (!) ed un ragazzo autistico.
Tutti hanno qualcosa di particolare, ma non è semplice riuscire
a sfruttare questo qualcosa per uscire dal labirinto, ed ancora più
difficile è convincere gli altri ad usare il loro “qualcosa”.
Tra i personaggi non c’è mai pace vera e piena collaborazione,
più che altro ci sono momenti di tregua ad alta tensione. Tutti
sanno che hanno bisogno l’uno dell'altro per uscire, ma vale la pena
di scendere a patti con gli altri per tornare nel mondo esterno? “Non
ho nulla là fuori, solo la stupidità degli esseri umani”
- “Posso conviverci”. Massì, solo un piccolo sforzo e torniamo
alla luce del sole.
Natali
è molto bravo (splendidamente aiutato dal direttore della fotografia)
nel darci l’impressione che le stanze, per quanto simili, siano diverse
l’una dall’altra, e non solo per il colore. L’unico sospetto che ci
sia solo un set ci deriva dal fatto che non vediamo mai i personaggi
passare da una stanza all’altra: li vediamo uscire - stacco - entrare.
Ma la stanza è diversa, ha un peso completamente diverso nell’economia
del film. Però ho l’impressione che quello striminzito milione
di dollari nasconda molte cose ottenute gratis, o comunque sotto costo,
tipo gli effetti speciali visivi, sorprendenti fin dalla prima scena.
Quello
che proprio non capisco è perché il governo canadese finanzia
questo tipo di film, il governo neozelandese finanzia i film di Peter
Jackson (il miglior regista horror in circolazione) e il governo italiano
finanzia solo delle vaccate tremende, povere visivamente e con inutili
pretese artistiche...
Non
c'è via d'uscita!
Percorsi tematici
Cypher - di Vincenzo Natali; con Jeremy Northma, Lucy Liu.
Titolo:
Cube - Il Cubo (Cube)
Regia:
Vincenzo Natali
Sceneggiatura:
Vincenzo Natali, Andre Bijelic, Graeme Manson
Fotografia:
Derek Rogers
Interpreti:
Maurice Dean Wint, David Hewlett, Nicole de Boer, Nicky Guadagni, Wayne
Robson, Andrew Miller, Julian Richings
Nazionalità:
Canada, 1997
Durata:
1h. 31'
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