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Alberto Cassani, 15 Giugno 2000: Efficace |
Istituto
Luce, 18 Ottobre 2000
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Dancer
in the Dark
di
Lars von Trier
Non
ho mai amato i film di Lars von Trier, e non ho mai capito il senso
del suo "Dogma 95", né tantomeno sopportato i film che ne seguono
le regole. Quando questo "Dancer in the Dark" venne presentanto in concorso
al Festival di Cannes 2000 (concorso che poi finì per vincere)
i nostri beneamati critici furono pronti ad avvisarci che von Trier
aveva rinunciato alle regole di Dogma. Beh, non è vero. Certo,
ha inserito nel film la colonna sonora, ma in realtà la musica
è tutta nella testa della protagonista, e si fonde con gli effetti
sonori. E questo è tutto.
Selma
è un'immigrata cecoslovacca che va pazza per la musica e per
i musical. Selma lavora in fabbrica, alle volte fa il doppio turno e
inscatola forcine per arrotondare lo stipendio e avere abbastanza soldi
da spedire al padre, a casa. Spesso, però, Selma si rifugia in
un proprio mondo personale, in cui tutti cantano e ballano al suono
dei macchinari della fabbrica e del passaggio di un treno. Tutti questi
sogni ad occhi aperti, uniti alla sua vista sempre più debole,
rischiano di farle perdere il lavoro, cosa che Selma non si può
assolutamente permettere, e non solo per via del padre lontano...
Come
ho scritto all'inizio, non sono un fan di von Trier, eppure questo film
mi è davvero piaciuto. Non l'ho adorato, non sono caduto in ginocchio
in adorazione, non mi sono emozionato più di tanto, ma l'ho apprezzato,
l'ho trovato interessante e molto efficace. Il problema maggiore, e
che in fondo potrebbe rovinare la vita commerciale di questa pellicola,
è la regia tecnica di von Trier: le regole di "ogma 95". Il film
è girato in video, il che ha provocato una distorsione molto
fastidiosa nei colori. In realtà nelle scene di ballo la fotografia
migliora un po', ma la sensazione visiva è di trovarsi davanti
ad uno spettacolo povero e poco curato. In più tutte le sequenze
sono girate con camera a mano: non c'è una sola inquadratura
in cui la macchina da presa non si muove, non trema. Il risultato è
la vendita di pop-corn nei cinema in cui si proietta questo film calerà
in maniera impressionante.
Per
realizzare quello che è in pratica un musical, von Trier ha dato
la parte principale a Bjork, facendole cantare delle canzoni molto simili
a quelle cui la cantante islandese ha abituato il suo pubblico. Bjork
se la cava egregiamente, anche, se non soprattutto, nelle parti recitate,
meritando la Palma d'Oro come miglior attrice di Cannes 2000. Tutto
il cast, comunque, offre una buona prova, dando vita in maniera efficace
alla splendida sceneggiatura dello stesso von Trier. Sceneggiatura che
ha un solo punto negativo (dovuto probabilmente alla regia) al momento
dell'omicidio, ma che regala un bel finale, molto drammatico ma non
melodrammatico, anche se personalmente trovo che i momenti più
commoventi siano nella prima parte.
Percorsi
tematici
Le
cinque variazioni - di Jørgen Leth & Lars von Trier;
con Jørgen Leth, Lars von Trier, Claus Nissen.
Dogville - di Lars von Trier; con Nicole
Kidman, Paul Bettany, Lauren Bacall, Ben Gazzara.
L'elemento del crimine - di Lars von Trier;
con Michael Elpich, Esmond Knight, Me Me Lai.
Il grande capo - di Lars von Trier; con
Jens Albinus, Peter Gantzler.
The Kingdom - Il Regno - di Lars von Trier;
con Ernst-Hugo Järegård, Kirsten Rolffes, Holger Juul Hansen.
Manderlay
- di Lars von Trier; con Bryce Dallas Howard, Isaac De Bankolé,
Danny Glover.
Le
onde del destino - di Lars von Trier; con Emily Watson, Stellan
Skarsgård.
Titolo:
Dancer in the Dark (Id.)
Regia:
Lars von Trier
Sceneggiatura:
Lars von Trier
Fotografia:
Robby Müller
Interpreti:
Björk, Catherine Deneuve,
David Morse, Peter Stormare, Joel Grey, Zeljko Ivanek, Jean-Marc Barr,
Vincent Paterson, Cara Seymour, Vladica Kostic, Siobhan Fallon, Udo
Kier, Jens Albinus, Reathel Bean, Mette Berggren, Lars Michael Dinesen,
Katrine Falkenberg, Stellan Skarsgård, Michael
Flessas, John Randolph Jones, Noah Lazarus, TJ Rizzo
Nazionalità:
Danimarca - Svezia, 2000
Durata:
2h. 19'
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