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Emanuele
Rauco, 3 Maggio 2008: Grossolano |
Teodora,
30 Aprile 2008
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Racconti
da Stoccolma
di Anders Nilsson
La
realtà è una cosa seria. Sembrerà una tautologia
da quattro soldi, ma al cinema è una frase che si rivela sempre
più vera, perché in tempi in cui la cronaca e la storia
danno mille motivi di riflessione, il lavoro del cinema sul reale rischia
di diventare sempre più sterile, come risucchiato dalle forme
di finzione e narrativa (anche per immagini) che attraverso l'immaginazione
filtrano e rielaborano. Perciò interessante e coinvolgente era
il progetto di Anders Nilsson di mescolare il racconto di genere, dal
thriller al nero con sfumature pulp, con gli spunti più
cupi e interessanti della cronaca. Peccato che il risultato sia confuso
e viziato da molte imperfezioni.
Una
giornalista di successo deve subire le numerose violenze di suo marito
e la diffidenza dei colleghi; una ragazza coinvolta nell'ostracismo
verso la sorella non più vergine; un buttafuori che deve fronteggiare
la criminalità e la violenza del suo locale.
Scritto
dal regista con l'autore di racconti Joachim Hansson, un dramma nero,
a tinte fortissime, contaminato dal noir e dal thriller
che da denuncia sociale però rischia di tramutarsi (e purtroppo
qua e la lo fa) in una sequela di ricatti allo spettatore, in stile
tv-movie verità delle reti generaliste.
Ambientato
- ovviamente - in una Stoccolma anonima e poco location (anche
perché il titolo originale significa 'Quando cade il buio'),
il film è un viaggio oscuro e disperato all'interno delle pieghe
malate che un paese civile, moderno e moralmente avanzato come la Svezia
può ancora portare al suo interno, rendendo palesi le turbe profonde
che rendono la nazione quella con la più alta percentuale di
suicidi al mondo: dalla negazione dei diritti delle donne alla dittatura
della famiglia e della verginità, fino al ribollire di criminalità
nelle strade cittadine, le estreme situazioni di violenza quotidiana
ci sono tutte, servite con l'enfasi e la dose di spettacolarità
giuste per colpire il pubblico.
Ed
è qui il vero problema del film di Nillson, nel voler arrivare
al pubblico con mezzi eccessivi, con ammiccamenti quasi sadici, confondendo
la partecipazione del pubblico alla violenza al voyeurismo, facendo
quasi sentire in colpa lo spettatore, non chiamandolo mai in causa,
ma facendolo assistere a scene sadiche e a situazioni piene di ricatti
morali con apparente freddezza da racconto realistico, ma con la calcolata
costruzione dei prodotti per la Tv statunitense, che non si fanno mancare
climax spettacolari, scene come pugni allo stomaco e lieti fine che
accomodano l'accomodabile.
Regia
ipocrita e molto furba nel dosare la suspense e la tensione e
competente nel muovere la macchina da presa, ma che non prende mai posizione
in modo radicale né in ciò che racconta, né in
come la racconta, soffermandosi sugli effetti e ami su cause o conseguenze,
lavorando di fronzoli quando serve secchezza. La sceneggiatura peggiora
la situazione, servendo una terza storia (quella del buttafuori) assolutamente
inutile, riempiendo la prima di stereotipi e cliché da
competizione, gestendo il racconto corale in modo meccanico e confuso
e riuscendo solamente nella seconda storia, dove l'atmosfera, il racconto,
i personaggi riescono a convincere.
Un
film in cui il tono sopra le righe azzera il potenziale di durezza,
al quale non si può imputare nulla in quanto ad efficienza e
capacità di coinvolgere il pubblico ma che a lungo andare stanca,
irrita e spazientisce, anche perché gli attori non danno mai
il loro meglio, costretti in luoghi comuni ed espressioni monocordi
(fatta eccezione per la giovane Bahar Pars). Qualcuno dovrebbe far capire
a Nilsson che nei film, come nella vita, le sfumature sono essenziali.
Titolo:
Racconti da Stoccolman(När mörkret faller)
Regia:
Anders Nilsson
Sceneggiatura:
Anders Nilsson, Joakim Hansson
Fotografia:
Per-Arne Svensson
Interpreti:
Oldoz Javidi, Lia Boysen, Reuben Sallmander, Per Graffman, Bibi Andersson,
Bahar Pars, Mina Azarian, Cesar Sarachu, Peter Engman, Annika Hallin,
Nisti Stêrk, Anja Lundqvist, Zeljko Santrac, Jonatan Blode, Tobias
Aspelin, Christopher Wollter, Magnus Rossman, Fyr Thorwald, Ashkan Ghods,
Tomas Bolme, Toni Haddad, Simon Engman
Nazionalità:
Svezia, 2007
Durata:
2h. 13'
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