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Alberto Cassani, 23 Marzo 2004: Discreto |
Uip,
23 Aprile 2004
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L'alba
dei morti viventi
di Zack Snyder
A
lungo siamo stati circondati da registi di video musicali e spot pubblicitari
che, passati a dirigere per il grande schermo, si credevano grandi autori
e pensavano di poter rivoluzionare il cinema. Gente alla Tony Scott,
alla Tarsem, alla Propaganda
Films. Oggi, finalmente, i produttori di Hollywood sembrano aver
capito che l'aver vinto valanghe di Clio Award non vuol dire sapere
come infrangere nel modo giusto le regole del linguaggio cinematografico.
Così hanno iniziato a dare a questi genietti televisivi le regie
di film di genere, in cui le regole vanno rispettate - pena la
perdita del senso stesso del film - e che hanno a monte un zoccolo duro
di appassionati pronti a noleggiare il DVD per una visione tra amici.
Questo fatto, poi, si inserisce nell'onda di sfiducia nei confronti
delle nuove idee che sembra permeare gli executive da un po'
di tempo a questa parte. Risultato: nel giro di pochi mesi ecco a noi
il (valido) remake di "Non aprite quella porta"
e questa (meno convincente) rivisitazione di "Zombi".
Non
si sa come e perché, ma un giorno i morti iniziano a resuscitare
e a dare la caccia ai viventi. Chiunque venga morso da un non-morto
diventa nel giro di poco tempo uno di loro. Questa specie di virus si
propaga in maniera estremamente veloce, tanto che nel giro di una notte
tutta la città di Milwaukee ne viene contagiata. Un gruppetto
di persone trovano rifugio in un centro commerciale, ma si trovano ben
presto sotto assedio. Forse per istinto, forse per una qualche sorta
di memoria, gli zombi si assiepano all'esterno del supermercato, e mentre
il mondo diventa un inferno i superstiti cercano un modo per sopravvivere.
Ma perché è cominciato tutto? Forse ha ragione quel telepredicatore...
"Quando all'Inferno non ci sarà più posto, i morti
cammineranno sulla Terra"...
Se
all'inizio si supera l'impatto con la pretenziosa fotografia di Matthew
Leonetti, ci si ritrova immersi in una sceneggiatura piena di buchi
(d'altra parte, dallo sceneggiatore di "Tromeo & Juliet"...)
ma che propone comunque buoni dialoghi e qualche bella scena, riuscendo
ad appassionare anche se non a spaventare. Certo non si tratta di uno
script memorabile, che tra l'altro svilisce tutto l'aspetto sociologico
del film di Romero e non tenta mai di attualizzare davvero la vicenda,
ma l'ambientazione è intrigante e gli attori sono bravi a mettere
in scena dei personaggi monodimensionali che sembrano trovare spazio
a forza tra una sequenza horror e l'altra.
Al
suo esordio cinematografico, Zack Snyder dirige con mano sicura e senza
strafare. Non crea nulla, di suo, e si affida spesso agli effetti speciali
(anche computerizzati) per realizzare le sequenze d'azione. Senza strafare,
porta a termine un film tutt'altro che memorabile ma che piacerà
agli appassionati, con una parte centrale poco convincente ma con un
ottimo incipit ed un buon finale. E per un film di genere, è
già più che sufficiente.
Percorsi
tematici
La
terra dei morti viventi - di George A. Romero; con Simon Baker,
Asia Argento, Dennis Hopper, John Leguizamo.
Titolo:
L'alba dei morti viventi (Dawn of the Dead)
Regia:
Zack Snyder
Sceneggiatura:
James Gunn
Fotografia:
Matthew F. Leonetti
Interpreti:
Sarah Polley, Ving Rhames, Jake Weber, Mekhi Phifer, Ty Burrell, Michael
Kelly, Kevin Zegers, Lindy Booth, Jayne Eastwood, Boyd Banks, Inna Korobkina,
R.D. Reid, Kim Poirier, Matt Frewer, Justin Louis, Hannah Lockner, Bruce
Bohne, Ermes Blarasin, Sanjay Talwar, Kim Roberts, Tim Post, Matt Austin,
Tom Savini, Ken Foree
Nazionalità:
USA, 2004
Durata:
1h. 37'
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