Alberto Cassani, 18 Settembre 2000: Pretenzioso
Cecchi Gori, 13 Ottobre 2000

Denti

di Gabriele Salvatores


"Lasciate perdere la ragione, quando guardate questo film."
     Gabriele Salvatores introducendo la proiezione alla quale ho assistito.

Anouk Grinberg e Sergio RubiniIl problema è che anche lasciando il cervello a casa, questa nona regia di Salvatores è un brutto film. Puro e semplice. “Denti” è un film ridondante, un po’ noioso e mal costruito.

Il povero Antonio è stato dotato da Madre Natura di due incisivi centrali degni di quelli laterali del Conte Dracula. Ovviamente è cresciuto con il complesso dei denti e dei dentisti.
Mara, la donna per la quale ha lasciato moglie e figli, lo costringe a portacenerate in bocca ad andare a farsi vedere e curare, ma dato che per dei denti grandi ci vuole un dentista grande, Antonio decide di visitarne addirittura tre.

Anita CaprioliFin da piccoli siamo abituati ad avere paura del dentista, a temere il dolore che quella scomoda poltrona porta con sé. Proprio su questo fa leva il film per colpire lo spettatore, non certo sulla sua forza narrativa. Le poche scene sanguinolente risultano impressionanti solamente perché pensiamo inconsciamente a cosa potremmo provare se ci trovassimo al posto del protagonista. La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, scorre tra un’allucinazione ed una litigata, tra un’immagine eccessivamente ricercata ed una eccessivamente truculenta, ma tutto il film non lascia nulla nello spettatore se non un senso di delusione.

Sergio Rubini è affiancato da Anita Caprioli, Paolo Villaggio, Anouk Grinberg,Tom Novembre e Fabrizio Bentivoglio. La recitazione è davvero penosa, nessuno sembra davvero convinto del personaggio che sta interpretando, tranne forse la Grinberg ma questo dipende probabilmente dal doppiaggio. Lo stesso Villaggio finisce per recitare un po’ alla Fantozzi, anche se il personaggio gli avrebbe permesso ben altro. Non vorrei questo cast nemmeno per una recita scolastica!

Sergio Rubini e il regista Gabriele SalvatoresSeguendo le proiezioni del Festival di Venezia 2000, in cui “Denti” era in concorso, mi è capitato di sentire almeno quattro volte “A whiter shade of pale” dei Procol Harum. Ora, capisco che questa sia una canzone storica, che per un’intera generazione di registi voglia dire molto, ma ha un po’ rotto le scatole. L’aveva usata bene Lawrence Kasdan ne “Il grande freddo” prima che la usasse magistralmente Martin Scorsese nel suo episodio di “New York Stories”. Non sarebbe ora che i registi trovassero un’altra canzone da inserire nei loro film?

Sempre introducendo il film, Salvatores ha paragonato una cotta amorosa ad una sbronza e ad un trip acido. È libero di fare ciò che vuole con le sue donne, ma sarebbe meglio lasciasse da parte alcol e droga, perché per riuscire a vedere questo film bisogna davvero lasciar perdere la ragione. Anzi: lasciate perdere tutto il film, perché non ne vale proprio la pena.

Se mi parli ancora così io ti spacco i denti!


Percorsi tematici

Amnèsia - di Gabriele Salvatores; con Diego Abatantuono, Sergio Rubini, Martina Stella.
Io non ho paura - di Gabriele Salvatores; con Giuseppe Cristiano, Mattia Di Pierro.
Marrakech Express - di Gabriele Salvatores; con Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Gigio Alberti, Giuseppe Cederna.
Mediterraneo - di Gabriele Salvatores; con Diego Abatantuono, Giuseppe Cederna, Claudio Bisio.
Quo Vadis, Baby? - di Gabriele Salvatores; con Angela Baraldi, Gigio Alberti, Claudia Zanella.
Turné - di Gabriele Salvatores; con Fabrizio Bentivoglio, Diego Abatantuono, Laura Morante.


La locandinaTitolo: Denti
Regia: Gabriele Salvatores
Sceneggiatura: Gabriele Salvatores
Fotografia: Italo Petriccione
Interpreti: Sergio Rubini, Anouk Grinberg, Tom Novembre, Anita Caprioli, Fabrizio Bentivoglio, Paolo Villaggio, Claudio Amendola, Barbara Cupisti, Massimo De Lorenzo, Olimpia Di Maio, Ruggero Dondi, Angela Goodwin, Lucia Migliucci, Alice Pepe, Elisabetta Pellini, Luca Pollini, Angelica Russo, Antonella Stefanucci, Emilio Toscano, Franco Trevisi
Nazionalità: Italia, 2000
Durata: 1h. 38'