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Tommaso
Tocci, 15 Ottobre 2006: Pressante |
Medusa,
27 Ottobre 2006
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The
Departed
Il bene e il male
di Martin Scorsese 
Con
gran soddisfazione di tutti i commensali, la neonata Festa del Cinema
romana ha servito il suo piatto principale questa mattina, accogliendo
il capo chef Martin Scorsese.
"The
Departed" è una storia di differenza e ripetizione. Ingabbiati
e permeati da un fitto reticolato sociale e urbano di ambientazione
bostoniana, Billy e Colin sono due diversi risultati della lotta tra
lo scarto e la prossimità. Billy ha un padre integerrimo ma uno
zio criminale; Colin ha una storia onesta alle spalle, ma cresce sotto
l'ala protettiva di Frank Costello, il boss criminale fulcro di questa
grande giostra. Quando entrambi si apprestano a concludere l'addestramento
all'Accademia di Polizia, Colin è già pronto a lavorare
segretamente per il suo padrino, mentre all'inquieto Billy verrà
proposta la difficile strada del lavoro sotto copertura, costretto a
riallacciare i contatti con la metà criminale della propria famiglia.
Sarà condannato ad essere un poliziotto solo intimamente, mentre
la sua nemesi Colin lo diverrà solo apparentemente. Le due organizzazioni,
reciprocamente infiltrate, diventano quindi due edifici minati alle
fondamenta, che lottano per non essere i primi a cadere. Le storie parallele
dei due protagonisti e dei loro superiori sono raffinati giochi di scacchi
in cui ogni mossa indebolisce chi la compie prima che l'avversario,
e l'unico modo di prevalere è scoprire chi sia la talpa senza
bruciare l'infiltrato dall'altra parte.
Si
tratta in effetti di un gran bello spunto, se non fosse che lo sceneggiatore
William Monahan lo prende in affitto da "Infernal
Affairs", grande blockbuster hongkonghese del 2002 della
coppia Andrew Lau/Alan Mak, la cui unione produsse un risultato a dir
poco inaspettato. Nel nostro paese si registra solo un tardivo sbarco
in DVD un paio d'anni fa, ma più lungimiranti politiche distributive
gli avevano tributato il successo che merita in diversi paesi. Non è
mai bello parlare di un remake solo ed esclusivamente in relazione
all'originale, ma è doveroso tenerne conto, specialmente di fronte
alle reazioni entusiastiche per il film di Scorsese, che rischia di
cannibalizzare la sua fonte d'ispirazione prendendosi meriti non suoi.
Meriti che includono sicuramente il buon senso di non aver adattato
pedissequamente lo script, ma di questo certo non dubitavamo,
visto l'enorme statura del regista.
La
rivisitazione di Monahan, la scelta di Boston e della malavita irlandese
sono il perfetto complemento alle tematiche care a Scorsese. Insieme,
i due rivoltano ogni elemento di "Infernal
Affairs": riducono la preponderante carica religiosa da attiva
(dal titolo cantonese fino al profondo dei personaggi) a passiva, inserendola
in uno sfondo che è puro Scorsese, molto più "Mean
Streets" che "Quei bravi ragazzi".
Calano i personaggi in un distillato culturale ambiguo, un micro-regno
che dipende totalmente dalla propria identità storica; non ci
sono aspirazioni, solo patronimici da legittimare.
La perfetta logica di straniamento-appartenenza non lascia scampo, guidando
i destini (il piccolo Colin trasformato in un figlio dal boss
con tre cartoni di latte, la natura borderline di Billy smanioso
di gridare alle tante figure paterne sovrapposte quanto lui possa essere
poliziotto) e premiando i departed, quelli che se ne sono
andati, i defunti che sono gli unici in grado di sottrarsi alla legge
del gruppo. Salvo poi dirottare altre esistenze con la loro scomparsa.
In
questo senso "The Departed" trionfa e riesce a trovare la
sua strada di proficua convivenza con "Infernal
Affairs", forse andando anche oltre nel dipingere un contesto
dietro a una storia avvincente. Il prezzo di queste scelte Scorsese
lo paga però a livello di plausibilità d'intreccio; restringendo
il campo ad una dimensione quasi "familiare", in cui i personaggi
sono parte di una sola comunità (abbandonando la caotica metropoli
mescolante hongkonghese), risulta a tratti buffo che il gioco degli
infiltrati possa andare avanti e non si fermi per manifesta evidenza
di come stanno le cose. Inoltre, l'inserimento di un personaggio dove
non doveva esserci nessuno (con lo scopo di risolvere l'intreccio chiudendo
la vicenda, dato che invece "Infernal Affairs" è una
trilogia e il terzo atto affronta le conseguenze di ciò che avviene
nel primo) rovina uno dei rapporti fulcro della storia.
Pazienza, sono difetti minori di un gran bel film. Scorsese ha cercato
di volare molto alto con "Gangs of New York"
e "The Aviator", più o meno
grandiosi e zoppicanti, mentre questa volta riscopre una compattezza
di genere ammirabile, ripercorre territori familiari dove può
eccellere avvalendosi di un grande cast (il solito Di Caprio
che nel nuovo millennio ha lavorato praticamente solo con lui, un buon
Matt Damon, un grande Jack Nicholson e un Martin Sheen invero poco convincente
in una parte passata per diversi nomi).
Per
la Storia del Cinema si prega di ripassare un'altra volta, anche se
il nome di Scorsese fa venire le vertigini e confonde le idee a qualcuno.
Ma siamo di fronte a un grande film che, se guardato prima di "Infernal
Affairs" colpirà ancora di più, specie nel finale.
Percorsi tematici
Infernal
Affairs - di Andrew Lau & Alan Mak; con Tony Leung, Andy Lau.
The Aviator - di Martin Scorsese; con Leonardo
DiCaprio, Cate Blanchett.
Dal Mali al Mississippi - di Martin Scorsese;
con Corey Harris, Muddy Waters, Salif Keita.
Fuori orario - di Martin Scorsese; con Griffin
Dunne, Rosanna Arquette.
Gangs of New York - di Martin Scorsese; con
Leonardo Di Caprio, Daniel-Day Lewis, Cameron Diaz.
Quei bravi ragazzi
- di Martin Scorsese;
con Ray Liotta, Robert De Niro, Joe Pesci.
Taxi Driver
- di Martin Scorsese;
con Robert De Niro.
Toro scatenato
- di Martin Scorsese;
con Robert De Niro, Cathy Moriarty, Joe Pesci.
L'ultima
tentazione di Cristo - di Martin Scorsese; con Willem Dafoe, Harvey
Keitel, Barbara Hershey.
Titolo:
The Departed (Id.)
Regia:
Martin Scorsese
Sceneggiatura:
William Monahan
Fotografia:
Michael Ballhaus
Interpreti:
Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Martin Sheen, Mark Wahlberg,
Ray Winstone, Vera Farmiga, Anthony Anderson, Alec Baldwin, Kevin Corrigan,
James Badge Dale, David O'Hara, Mark Rolston, Robert Wahlberg, Kristen
Dalton, J.C. MacKenzie, Mary Klug, Saurman Holzemer Peg, Robert 'Toshi'
Kar Yun Chan, Gurdeep Singh, Armen Garo
Nazionalità:
USA, 2006
Durata:
2h. 31'
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