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Camilla
Mencarelli, 29 Agosto 2007: Realistico |
Eagle
Pictures, 17 Agosto 2007
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Alla
deriva
Adrift
di Hans Horn
Tratto
da una storia vera, prodotto in Germania ma distribuito nei circuiti
di tutto il mondo, "Alla deriva" si presenta come sequel
di "Open Water", sostituendo la
coppia di sub dispersi con un gruppo di sei giovani. Si tratta di tre
coppie di amici che non si incontrano da cinque anni, che in occasione
del compleanno di uno di loro si avventurano in alto mare a bordo di
uno yacht al largo del Messico. L'atmosfera è rilassata, all'insegna
delle risate e della voglia di giocare, i protagonisti bevono, scherzano,
prendono il sole. Intorno al ventesimo minuto di proiezione, inizia
la tragedia: qualcuno si butta in acqua, ma nessuno pensa di preparare
la scaletta per risalire in barca. Durante i primi tentativi di risalire
a bordo sembrano tutti piuttosto speranzosi; pian piano, però,
panico e isterismi prendono il sopravvento impedendo ai ragazzi di ragionare
lucidamente per trovare insieme una soluzione. Ogni mossa ormai è
la più sbagliata, ognuno tira fuori il peggio di sé, si
commettono tutti gli errori possibili
Trovare
una soluzione sembra impossibile, ma una volta realizzato il q.i. dei
personaggi lo spettatore si rassegna. Iniziano le scommesse, chi morirà
per primo? Comincia così la selezione. Muore infatti il primo
personaggio, poi il secondo, il terzo e - colpo di scena - quando rimangono
in tre un personaggio annuncia di volersene andare a nuoto, così
parte senza direzione in mezzo all'oceano. Risate in sala, colpo basso
per un thriller, ma nonostante le reazioni del pubblico c'è
da dire che "Alla Deriva" si distingue dalle altre pellicole
di questo genere, visto che i protagonisti stavolta non sono vittime
di classici squali o di altri feroci animali marini, ma della loro stupidità.
Il mare di Horn è un semplice soggetto passivo, in attesa delle
mosse dei personaggi. E quel poco di tensione e suspense scaturiscono
proprio da quel senso di claustrofobia e di impotenza di fronte alla
salvezza, la barca, che nonostante sia lì in mezzo ai personaggi
sembra irraggiungibile.
Merito
al regista anche per quei primi piani, a filo d'acqua, ossessivi fino
al punto di riuscire a sottolineare gli stati d'animo e le espressioni
di angoscia e panico dei protagonisti. Azzeccate poi le riprese subacquee
per creare il senso di smarrimento e sottolineare l'infinità
e la pericolosità del mare. Certo è che alcuni errori
registici, Horn poteva anche risparmiarseli, come quello della piccola
Sarah che mentre dorme da sola sulla barca, una volta ha il ciuccio
in bocca e un'altra volta no. In diversi momenti sembra poi che al regista
interessi concentrarsi più sui sentimenti e sulle reazioni dei
personaggi che non sull'avventura da narrare, così sfrutta molto
la loro componente psicologica, le espressioni e i ricordi, nel tentativo
di dare spessore emozionale alla vicenda. Probabilmente è proprio
questo l'errore di Horn, questa attenzione continua alle sfumature delle
personalità del protagonisti, già in sovraccarico, fa
perdere ritmo alla storia e narrativamente riduce la tensione nello
spettatore - in alcuni casi fino a farlo ridere - invece di aumentarla.
La
recitazione dei protagonisti è, tutto sommato, un po' anonima
ma alla fine può risultare all'altezza. Non è da sottovalutare
che il regista, al suo primo lungometraggio, ha fatto quello che poteva
considerando che la trama è scheletrica, che l'unico luogo d'azione
è una distesa d'acqua e che, in 95 minuti, non è mai ricorso
a nessun effetto speciale.
Percorsi tematici
Open
Water - di Chris Kentis; con Blanchard Ryan, Daniel Travis.
Titolo:
Alla deriva - Adrift (Open Water 2: Adrift)
Regia:
Hans Horn
Sceneggiatura:
Adam Kreutner, David Mitchell
Fotografia:
Bernhard Jasper
Interpreti:
Susan May Pratt, Richard Speight Jr, Niklaus Lange, Ali Hillis, Cameron
Richardson, Eric Dane, Wolfgang Raach, Alexandra Raach, Alfred Cuschieri,
Kelly Wagner, Mattea Gabarretta, Luca Gabaretta, Christine Spasojevic,
Dawn Frendo, Charlie Formosa
Nazionalità:
Germania, 2007
Durata:
1h. 35'
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